Progettista Multimediale Davide Spallacci

Nuova serie S COOLPIX Nikon

Luglio 9, 2008 · Lascia un Commento

Torino, 29-01-2008

Le nuove fotocamere S600, S550, S520 e S210 sono belle, eleganti, e divertenti

Nikon ha il piacere di annunciare oggi quattro nuove eleganti fotocamere digitali compatte della serie COOLPIX Style. Le nuove S600, S550, S520 e S210 sono funzionali ed eleganti e dispongono della stabilizzazione VR di Nikon che consente agli utenti di ottenere risultati fantastici.
Tra le più compatte della loro categoria, le nuove fotocamere della serie S vantano un avvio rapido e funzionalità fotografiche eccezionali. La funzione Sorriso, ad esempio, consente di scattare le fotografie automaticamente mediante l’analisi dell’espressione del soggetto scelto e pertanto assicura un sorriso perfetto durante la ripresa di un momento speciale. Un’altra funzione importante è il modo Bambini attivi, per fotografare i bambini in rapido movimento. “Le fotocamere della serie S sono fantastiche come le fotografie che scattano”, ha affermato Martina Beckmann, Marketing&Communication Manager di Nikon Europe. “Grazie al design elegante e pratico, alla sorprendente ottica NIKKOR ed alla stabilizzazione dell’immagine, le nuove COOLPIX serie S possono essere portate ovunque per realizzare in ogni contesto immagini meravigliose”.

COOLPIX S600
La COOLPIX S600 offre una risoluzione da 10 megapixel nel corpo più piccolo in assoluto della sua categoria(*) e presenta una parte esterna in elegante metallo che suggerisce le novità più avanzate della tecnologia. La S600 è dotata di un obiettivo grandangolare 4x (equivalente a 28 – 112 mm) e dispone della tecnologia incorporata di decentramento di stabilizzazione VR per ridurre gli effetti causati dal movimento della fotocamera, il tutto in dimensioni estremamente ridotte (soli 88,5 (L) x 53 (A) x 22,5 (P) mm e un peso di 130 grammi).

Coolpix S600

La S600 consente agli utenti di inquadrare le immagini su un ampio schermo LCD da 2,7 pollici e 230.000 punti, dotato di un grandangolo da 160 gradi e di una protezione contro le impronte digitali assicurata da un rivestimento in fluoruro di magnesio. La S600 dispone di un’ampia gamma di sensibilità che arriva fino a ISO 3200 con la possibilità di usufruire del controllo ISO automatico. Progettata intorno alla rapidità di elaborazione e all’elevata qualità di immagine fornite dall’esclusiva tecnologia Nikon EXPEED, la S600 garantisce una risposta rapidissima (tempo di avvio pari a 0,6 secondi; ritardo allo scatto inferiore a 0,005 secondi).
Grazie al multi-selettore a rotazione che rende facile e rapida la scelta delle diverse funzioni disponibili, la S600 è molto semplice da utilizzare. Il modo Bambini attivi, l’autofocus con priorità sul volto, che rileva e mette a fuoco fino a 12 volti, la Correzione automatica effetto occhi rossi e la funzione D-Lighting, che migliora le immagini sottoesposte, consentono al fotografo di ottenere risultati ottimali.
La S600, disponibile nei colori argento e nero ad un prezzo suggerito al pubblico che è di 320 euro, dispone di una memoria interna pari a 45 MB ed è compatibile con le schede di memoria SD (compatibile con SDHC). Sono inclusi una batteria ricaricabile Li-ion, un caricabatterie, un cavo USB, un cavo AV, una cinghia, un cavo di alimentazione CA e un CD-ROM con la suite di software Nikon.

COOLPIX S550
La COOLPIX S550, la fotocamera digitale compatta più piccola al mondo (**), dispone di uno zoom ottico 5x (36 – 178 mm), di una risoluzione da 10 megapixel e di un monitor LCD da 2,5 pollici e 230.000 punti con grandangolo. Racchiusa in un corpo in lega di alluminio di elevata qualità, l’elegante S550 offre una velocità di risposta invidiabile. Inoltre, vanta le nuove funzioni di avviso occhi chiusi e di riconoscimento dei sorrisi, che consente di scattare automaticamente la fotografia quando viene rilevato un sorriso.
Disponibile in colori moderni e accattivanti (argento, nero e blu), la S550 viene proposta ad un prezzo consigliato al pubblico di 260 euro. La fotocamera misura solo 90 x 53,5 x 22 mm, pesa 120 grammi e utilizza l’innovativo sistema di elaborazione delle immagini digitali Nikon EXPEED.

Coolpix S550

COOLPIX S520
La COOLPIX S520 offre una risoluzione da 8 megapixel e uno schermo da 2,5 pollici con rivestimento antiriflesso, integrati in un corpo elegante, leggero e rifinito in alluminio. È dotata di un obiettivo Zoom-NIKKOR 3x (35 – 105 mm) con decentramento ottico VR per la stabilizzazione delle immagini. La S520 offre anche molti modi di ripresa per rendere la fotografia facile e divertente, ad esempio il modo di selezione della scena preferita, la funzione di classificazione album e l’opzione Zoom sul volto. È persino disponibile il nuovo modo Alimenti per catturare i ricchi dettagli di una cena elegante, quando la fotografia flash è vietata. La S520 è disponibile nei colori bronzo, nero e viola ad un prezzo consigliato al pubblico di 260 euro.

Coolpix S520

COOLPIX S210
Il design sottile e intuitivo, lo schermo LCD di elevata qualità da 230.000 punti e l’ottica Nikkor che include la Riduzione Vibrazioni VR sono alcune delle peculiarità che contraddistinguono lo stile accessibile e le potenzialità di scatto della COOLPIX S210. Modello successivo rispetto alla fotocamera S200, venduta in milioni di pezzi, la S210 è dotata di una risoluzione da 8 megapixel incorporata in un corpo sottile (18 mm) perfettamente adattabile alla mano e alla tasca. La S210 è dotata di un obiettivo zoom 3x (38 – 114 mm) e di uno schermo LCD grandangolare da 2,5 pollici e consente di scattare fotografie belle come il corpo rifinito in alluminio che la caratterizza. Inoltre, vanta una velocità di elaborazione e una qualità d’immagine potenziate grazie al modulo di elaborazione delle immagini Nikon EXPEED. La S210 offre un range di sensibilità estendibile fino a ISO 2000 ed un modo automatico che seleziona l’impostazione migliore in caso di luce debole. La fotocamera include anche una nuova funzione di riconoscimento dei visi più rapida, che assicura un autofocus veloce e intelligente durante lo scatto di ritratti. La S210 è disponibile nei colori argento, nero, blu, rosa e rosso ad un prezzo suggerito al pubblico di 190 euro.

Coolpix S210

Note

(*) Rispetto alle fotocamere digitali compatte dotate di obiettivo zoom da 28 mm (formato 35 mm) e del sistema di riduzione delle vibrazioni, al 29 gennaio 2008 (secondo una ricerca condotta da NIKON CORPORATION).
(**) Rispetto ai modelli della concorrenza con 10 megapixel effettivi dotati di zoom 5x retrattile, al 29 gennaio 2008 (secondo una ricerca condotta da NIKON CORPORATION).

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Fotocamera compatta Nikon COOLPIX P60

Luglio 9, 2008 · Lascia un Commento

Torino, 29-01-2008

La risoluzione da 8,1 megapixel, lo zoom ottico 5x e la Riduzione Vibrazioni assicurano incredibili possibilità di scatto

Coolpix P60

Nikon ha il piacere di annunciare oggi la nuova Nikon COOLPIX P60, una fotocamera digitale compatta dotata di una risoluzione da 8,1 megapixel, obiettivo Zoom-NIKKOR 5x e ampio schermo LCD da 2,5 pollici e contraddistinta da un corpo camera tradizionale ed elegante ed allo stesso tempo compatto e leggero. La P60 è dotata della tecnologia Riduzione Vibrazioni VR di Nikon, di un’ampia gamma di funzioni di ottimizzazione foto e di un pratico selettore dei modi per trasmettere i comandi. Compatibile con batterie AA, la P60 attrarrà gli appassionati di fotografia grazie al suo “classico” design (l’unico colore disponibile è il nero) compatto ed alle sue prestazioni professionali. “La COOLPIX P60 offre, in un corpo camera facilmente impugnabile, funzioni e qualità di alto livello”, ha affermato Martina Beckmann, Marketing&Communication Manager di Nikon Europe. “L’ergonomia, il potente obiettivo zoom e le caratteristiche avanzate, rendono la P60 la scelta ideale per chi desidera scattare immagini sorprendenti con una fotocamera compatta”.

Coolpix P60

Maneggevolezza e semplicità di utilizzo
La P60 ha l’aspetto piacevole di una fotocamera tradizionale. Progettata per un funzionamento intuitivo, è dotata di un’impugnatura comoda che fornisce stabilità durante la ripresa; il corpo camera comodo e dalle dimensioni compatte è contraddistinto dallo schermo LCD grandangolare da 2,5 pollici, dal mirino elettronico dotato di display dati di ripresa (in cui l’inquadratura dell’immagine risulta estremamente semplice) e dall’intuitivo selettore dei modi della fotocamera, che consente agli utenti di spostarsi facilmente dai modi manuali a quelli automatici. Nel modo di esposizione Auto Programmata [P], la fotocamera seleziona automaticamente il tempo di posa e il diaframma per ottenere un’esposizione ottimale, mentre il modo Manuale [M] consente agli utenti di scegliere queste due impostazioni per un maggiore controllo dei risultati. Nella fotocamera sono inclusi 15 Modi scena ottimizzati per situazioni predefinite, quali Ritratto, Paesaggio, Ritratto notturno, Sport, Feste/Interni, Ripresa ravvicinata, Museo e persino Fuochi artificiali. La P60 consente anche di registrare filmati con audio a 640 x 480 pixel e 30 fotogrammi al secondo. Le immagini vengono salvate su una scheda di memoria SD rimovibile o sulla memoria interna da 12 MB.

Obiettivo e qualità d’immagine
La P60 è dotata di un obiettivo Zoom-NIKKOR 5x che offre una precisione straordinaria e una risoluzione estremamente nitida. L’obiettivo dispone di una lunghezza focale pari a 6,4 – 32 mm, equivalente a 36 mm – 180 mm nel formato 35 mm e di impostazioni del diaframma che variano da f/3.6 a 4.5. La fotocamera può essere utilizzata in diverse condizioni di illuminazione, grazie alla sua gamma ISO compresa tra 80 e 2000, che consente pertanto tempi di posa più brevi per evitare l’effetto mosso dei soggetti o in caso di riprese in luoghi non sufficientemente illuminati. Inoltre, il modulo di elaborazione delle immagini Nikon EXPEED della P60 offre una velocità di elaborazione e una qualità d’immagine incredibili. Per ottenere risultati chiari e stabili durante la ripresa di immagini fisse e filmati, la tecnologia VR del sensore riduce l’effetto del movimento della fotocamera utilizzata a mano libera che può verificarsi in caso di tempi di posa lunghi. La P60 dispone di un’escursione focale compresa all’incirca tra 30 cm e infinito. Il modo macro permette di scattare fotografie da una distanza pari a 10 cm dal soggetto, mentre la nuova funzione Zoom attivo consente uno zoom uniforme per le riprese ravvicinate.

Coolpix P60

Innovazioni nella fotografia
La P60 offre molte innovazioni incorporate che consentono di scattare facilmente ritratti bellissimi. Una versione avanzata dell’autofocus con priorità sul volto consente di rilevare con precisione fino a 5 volti. Un’altra funzione è la Correzione automatica effetto occhi rossi, che utilizza l’elaborazione digitale per ripristinare il colore naturale degli occhi in caso di uso del flash. Una terza innovazione nelle immagini è rappresentata dalla funzione D-Lighting di Nikon, molto più rapida rispetto al passato. Utilizzata nella fotocamera durante la visione play e senza necessità di un computer, compensa i casi di controluce eccessivo o di flash insufficiente.

Accessori e prezzi
La P60 viene fornita con due batterie alcaline formato AA, un cavo USB, un cavo audio/video, una cinghia e un CD-ROM con la suite di software per le COOLPIX. Sono disponibili, come accessori opzionali, un caricabatterie, batterie ricaricabili NI-MH e un adattatore CA. Le dimensioni della P60 con obiettivo retratto sono pari a 95,5 (L) x 63,5 (A) x 36 (P) mm. Il peso è di circa 160 grammi senza batteria e scheda di memoria SD. Il prezzo suggerito al pubblico per la P60 è di 250 euro.

Coolpix P60

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NIKKOR 16-85 mm

Luglio 9, 2008 · Lascia un Commento

AF-S DX NIKKOR 16-85 mm f/3.5-5.6G ED VR

Torino, 29-01-2008

Zoom grandangolare 5,3x con sistema VR per fotocamere Nikon formato DX

PC-E NIKKOR 24 mm f/3.5D ED

Nikon ha il piacere di annunciare il nuovo obiettivo AF-S DX NIKKOR 16-85 mm f/3.5-5.6G ED VR, contraddistinto da un ampio rapporto di zoom pari a 5,3x. Si tratta del primo obiettivo grandangolare da 16 mm dotato dell’esclusiva tecnologia Nikon di riduzione vibrazioni VR II, che consente di scattare con tempi di posa fino a quattro stop più lunghi rispetto a quanto sarebbe possibile senza tale sistema.

Destinato agli utenti delle fotocamere reflex digitali Nikon, l’obiettivo AF-S DX NIKKOR 16-85 mm f/3.5-5.6G ED VR dispone di un obiettivo zoom grandangolare da 16 mm, ideale per paesaggi e foto d’interni, che si spinge fino a 85 mm, perfetto per i ritratti. Progettato per tutti gli appassionati, professionisti e non, il nuovo obiettivo Nikkor è perfetto per la fotografia da viaggio e naturalistica, grazie ad una messa a fuoco ravvicinata di soli 0,38 m per l’intera portata dello zoom. L’obiettivo AF-S DX NIKKOR 16-85 mm f/3.5-5.6G ED VR è estremamente compatto (dimensioni: 72 x 85 mm), e dispone di una filettatura di fissaggio di 67 mm senza rotazione.

“Grazie alla duplice funzionalità di ripresa grandangolare e ravvicinata, l’obiettivo grandangolare 16-85 mm f/3.5-5.6G ED VR risulta una scelta ottimale per interni, matrimoni, ritratti e molto altro” ha affermato Robert Cristina, Responsabile di Professional Products e NPS, Nikon Europe BV. “Compatto e funzionale, con un peso di soli 485 grammi, è l’obiettivo avanzato da portare con sé in ogni occasione”.

L’obiettivo dispone di un autofocus rapido e silenzioso, grazie al motore Silent Wave di Nikon. La tecnologia di Riduzione Vibrazioni VR II incorporata nell’AF-S DX NIKKOR 16-85 mm f/3.5-5.6G ED VR include sia il modo Normale, sia quello Attivo, assicurando risultati nitidi e accurati anche in condizioni di illuminazione molto scarsa.

L’AF-S DX NIKKOR 16-85 mm f/3.5-5.6G ED VR è stato concepito secondo la formula vincente del famoso obiettivo NIKKOR 24-120 mm VR, ma pesa 90 g di meno. Grazie ai due elementi in vetro ED ed alla tecnologia di Riduzione Vibrazioni VR II, è possibile ottenere immagini di alta qualità e contrasto elevato, riducendo al minimo le immagini fantasma e i riflessi indesiderati..

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NIKKOR

Luglio 9, 2008 · Lascia un Commento

PC-E Micro NIKKOR 45mm f/2.8D ED
PC-E Micro NIKKOR 85mm f/2.8D ED

Torino, 01-07-2008

Nikon potenzia la linea NIKKOR con due nuovi obiettivi dotati di Controllo prospettiva

Nikon è lieta di presentare due nuovi obiettivi NIKKOR per usi specialistici: il PC-E Micro NIKKOR 45mm f/2.8D ED ed il PC-E Micro NIKKOR 85mm f/2.8D ED. Questi due nuovi obiettivi PC NIKKOR sono destinati ad applicazioni specialistiche nell’ambito della fotografia architettonica, commerciale e di paesaggi. Le funzionalità di Controllo prospettiva offrono un meccanismo di basculaggio/decentramento, la funzione di rotazione e il controllo dell’apertura automatica.

Robert Cristina, responsabile di Professional Products e NPS presso Nikon Europe B.V.: “Queste “new entry” della gamma NIKKOR saranno molto apprezzate dai fotografi di architettura e di paesaggi che utilizzano fotocamere in formato FX come la D3 e la D700; come il PC-E 24mm f/3.5D ED presentato all’inizio di quest’anno, questi nuovi obiettivi ampliano ulteriormente la gamma delle ottiche NIKKOR destinate alla fotografia specialistica”.

Entrambi gli obiettivi offrono eccezionali livelli di nitidezza e luminosità ai margini e agli angoli, a tutte le distanze del soggetto da macro a infinito. Sono anche dotati del rivestimento Nano Crystal Coat basato sulla tecnologia anti-riflesso all’avanguardia di Nikon, che riduce le immagini fantasma ed i riflessi indesiderati, causati da riflessi interni, con livelli molto flessibili di basculaggio e decentramento.

Gli obiettivi PC NIKKOR sono destinati ad un utilizzo professionale, sia sul campo che in studio, grazie al diaframma con nove lamelle arrotondate che contribuisce a ottenere il famoso “bokeh” NIKKOR che conferisce agli oggetti non a fuoco sullo sfondo un aspetto morbido, naturale e delicato.

La lunghezza focale di 45mm del PC-E Micro NIKKOR 45mm f/2.8D ED è ideale per una prospettiva naturale, controllabile in modo creativo dal fotografo. Questo obiettivo, realizzato in vetro ED per ridurre al minimo l’aberrazione e caratterizzato da una distanza minima di messa a fuoco di soli 25cm, ha un’apertura minima di f/32.

Il PC-E Micro NIKKOR 85mm f/2.8D ED sostituisce il PC Micro NIKKOR 85mm f/2.8D ed è ideale per la macrofotografia, lo still life e la ritrattistica creativa. Questo nuovo obiettivo Nikkor, che presenta lo stesso design ottico del predecessore, è più leggero e più piccolo e garantisce una distanza di messa a fuoco minima di 39 cm e un’apertura minima di f/32.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI

  • Il rivestimento Nano Crystal Coat riduce al minimo le immagini fantasma e i riflessi indesiderati, per consentire un’eccellente riproduzione dell’immagine
  • Prestazioni ottiche di qualità superiore grazie alla riduzione al minimo della distorsione e dell’aberrazione cromatica
  • Il diaframma elettromagnetico consente il controllo dell’apertura automatica (per corpi camera compatibili)
  • Possibilità di predefinire l’apertura mediante la ghiera e il pulsante di chiusura del diaframma in Stop-down
  • Funzionalità di ripresa macro fino a 0,25 m e 0,39 m per PC-E Micro NIKKOR 45mm f/2.8D ED ed il PC-E Micro NIKKOR 85mm f/2.8D E, rispettivamente (con 1/2x)
  • Diaframma con nove lamelle arrotondate
  • Ottima protezione contro polvere e umidità

CARATTERISTICHE TECNICHE

PC-E Micro NIKKOR 45mm f/2.8D ED PC-E Micro NIKKOR 85mm f/2.8D E
Lunghezza focale 45 mm 85 mm
Apertura max./min. f/2.8, f/32 f/2.8, f/32
Costruzione obiettivo
9 elementi in 8 gruppi (un elemento in vetro ED, con rivestimento Nano Crystal Coat)
9 elementi in 8 gruppi (un elemento in vetro ED, con rivestimento Nano Crystal Coat)
Angolo d’immagine 51°, 34.5° (formato DX) 28.4° , 18.9° (formato DX)
Distanza di messa a fuoco minima 0.253 m 0.39 m
Rapporto di riproduzione max. 1/2 ½
N. di lamelle del diaframma 9 9
Messa a fuoco Manuale Manuale
Dimensione filtro/attacco 77mm 77mm
Diametro x lunghezza φ83.5×112 mm φ82.7×107 mm
Peso Circa 780 g Circa 650 g

Il PC-E Micro NIKKOR 45mm f/2.8D ED è corredato di paraluce HB-43 e custodia CL-1020 mentre il PC-E Micro NIKKOR 85mm f/2.8D E è dotato di paraluce HB-22 e custodia CL-1120.

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Nikon D700

Luglio 9, 2008 · 1 Commento

Torino, 01-07-2008

Nikon è lieta di presentare la nuova fotocamera reflex digitale formato Nikon FX: la Nikon D700.

La D3, ha rappresentato un grande passo in avanti nella fotografia digitale, cambiando in maniera significativa il modo di lavorare dei professionisti. Ora, con il lancio della nuova D700, dal design compatto e leggero, è possibile ottenere molti di quegli stessi straordinari risultati che hanno reso da subito leggendaria la Nikon D3.

Anche la D700 sarà in grado di superare le aspettative dei più importanti fotografi del mondo, in un corpo agile, sviluppato secondo le linee della pluripremiata Nikon D300. In luce morbida e tenue la Nikon D700 riesce a catturare tonalità omogenee e seducenti con un dettaglio sorprendente. In condizioni di luce scarsa produce immagini praticamente prive di disturbo, per garantire risultati impeccabili fino a ISO 6400. E in condizioni di illuminazione continuamente variabili, la D700 gestisce questi complessi cambiamenti di esposizione con la funzione ISO Auto.

La portabilità, la rapidità di risposta e la maneggevolezza ottimamente bilanciata della fotocamera vanno ad impreziosire ulteriormente questo nuovo prodotto Nikon. L’estrema qualità unita ad una impressionante velocità di scatto (5 fotogrammi per secondo oppure 8, se viene utilizzato il Multi Power Battery Pack opzionale) permette alla D700 di catturare ogni momento cruciale, dalle situazioni in rapido movimento a quelle più statiche. Ogni momento viene ripreso con precisione e nitidezza grazie all’esclusivo sistema AF a 51 punti di Nikon, unico al mondo.

“La Nikon D3 ha conquistato il settore della fotografia d’azione, incoraggiando molti professionisti a farla propria e ci aspettiamo che la D700 possa continuare questa tendenza”, ha dichiarato Robert Cristina, Responsabile di Professional Products e NPS presso Nikon Europe.

La D700 eredita la qualità d’immagine fondamentale della D3. Utilizzando le stesse tecnologie di base, come il sensore di immagine CMOS formato Nikon FX da 12.1 megapixel effettivi e la possibilità di estendere notevolmente la sensibilità, la nuova reflex Nikon permette la realizzazione di file luminosi e nitidi in un’ampia gamma ISO. La D700 presenta anche lo stesso innovativo sistema di elaborazione delle immagini ad alta velocità EXPEED, la conversione A/D a 14 bit e il canale di elaborazione immagine a 16 bit per garantire quel dettaglio e quelle gradazioni uniformi indispensabili per ottenere ingrandimenti e riproduzioni delle stampe eccezionali.

La D700 è ideale per chi, pur cercando una reflex digitale comoda da trasportare, non vuole scendere a compromessi per quel che riguarda la robustezza o la resistenza a polvere e umidità. La D700 comprende inoltre un sistema di pulizia del sensore di immagine che utilizza vibrazioni alle alte frequenze, per ridurre l’accumulo di polvere presente sulla superficie del sensore stesso.

La velocità di scatto di 5fps, ottenuta grazie alla compatta e potente batteria agli ioni di litio EN-EL3e da 1500mAh, può essere ampliata fino ad un massimo di 8 fps, con il battery pack opzionale MB-D10 (che può utilizzare anche la potente batteria EN-EL4a da 2500mAh). È così possibile una completa integrazione dell’alimentazione per chi utilizza già la D3 e la D300. Un altro vantaggio è il pratico flash con sollevamento automatico incorporato i-TTL, con copertura di campo dell’ottica di 24mm, ideale per una luce discreta del flash quando l’illuminatore di dimensioni normali potrebbe rivelarsi troppo ingombrante.

Nonostante il prezzo interessante, la D700 non scende assolutamente a compromessi per quel che riguarda le sue prestazioni: tempi di azione rapidissimi (ritardo allo scatto di appena 40ms), estrema precisione del sistema AF MultiCAM3500 a 51 punti, modalità di ritaglio DX, funzione Live View con il sistema AF a contrasto di fase, monitor TFT ad alta definizione da 3 pollici (lo stesso della D3 e della D300). Il mirino della Nikon D700 presenta un eccezionale pentaprisma in vetro pieno, con una copertura pari al 95% e l’illuminazione regolabile tramite LED dei punti AF, per una visione luminosa e senza interruzioni.

Una nuova interessante funzione è la possibilità di visualizzare l’indicatore del livello di orizzonte virtuale durante la modalità Live View, per determinare l’orientamento della fotocamera con il braccio disteso.

La D700 è progettata per il futuro senza ignorare il passato. Mentre Nikon festeggia il 75° anniversario dei suoi obiettivi NIKKOR e gli oltre 40 milioni di ottiche vendute, le sofisticate tecnologie di elaborazione delle immagini per il controllo dell’illuminazione periferica (vignettatura) e dell’aberrazione cromatica, consentono ai fotografi di riscoprire le possibilità creative dei loro obiettivi NIKKOR con innesto a baionetta F-mount. Il Nikon Total Imaging System (il sistema fotografico più completo al mondo) continua a crescere, fornendo obiettivi, lampeggiatori, software e accessori adatti a ogni sfida in campo fotografico, ora e in futuro.

La Nikon D700 sarà disponibile da fine luglio.

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Nikon D300

Luglio 9, 2008 · Lascia un Commento

La nuova reflex digitale Nikon presenta, tra le altre caratteristiche, una risoluzione da 12,3 megapixel, una velocità di scatto pari a 6 fps, la funzione self-cleaning del sensore e la visione live view.

Torino, 23-08-2007
Nikon presenta la nuova reflex digitale D300, una fotocamera destinata a fissare nuovi standard in termini di prestazioni.

La Nikon D300, dotata di un sensore di immagine formato DX, offre eccezionali tecnologie multi-funzione, elevata qualità d’immagine e risposta rapida. La risoluzione da 12,3 megapixel, leader nella categoria, la velocità di scatto di 6 fps, l’unità di pulizia automatica del sensore ed il display LCD VGA ad alta definizione da 3″, combinati con la leggendaria robustezza dei prodotti Nikon, fanno della D300 una soluzione rivoluzionaria per i fotografi alla ricerca di una reflex capace di unire prestazioni elevate a compattezza del corpo camera e facilità d’uso.

“Grazie all’utilizzo delle più recenti tecnologie ed alle rinomate caratteristiche ergonomiche di Nikon, la D300 fissa un nuovo standard per i professionisti alla ricerca di una soluzione economica”, ha affermato Robert Cristina, Responsabile del marchio di Nikon Professional Products, Europa. “La D300 è una vera e propria fotocamera ‘adatta a tutte le situazioni’, grazie alla rapidità di risposta, alle elevate prestazioni ed alla facilità di utilizzo, caratteristiche accattivanti per chiunque pratichi la fotografia in modo professionale.”.

Velocità e prestazioni di alto livello
Per la Nikon D300 sono state utilizzate le più recenti tecnologie professionali studiate per produrre immagini della migliore qualità. Il sensore CMOS formato DX da 12,3 MP ad alta risoluzione genera file adatti a molteplici fini d’impiego ed è combinato con un’elevata velocità standard di cadenza di raffica buffer pari a 6 fps (fino a 8 fps con il multi power battery pack opzionale).
La D300 è caratterizzata da una rapida accensione, una risposta veloce ed un’eccellente versatilità, per soddisfare le esigenze di una vasta gamma di applicazioni fotografiche. La fotocamera si accende in soli 0,13 secondi, con un ritardo allo scatto quasi impercettibile pari a 45 millisecondi. .

Eccellente precisione
La Nikon D300 è caratterizzata da un’unità self-cleaning del sensore che oscilla ad alta frequenza per rimuovere eventuali tracce di polvere presente sulla superficie del filtro ottico low-pass del sensore.
La fotocamera offre un’ampia estensione ISO (200-3200), oltre a LO 1 (equivalente ad ISO 100) e HI 1 (equivalente ad ISO 6400). La precisione delle immagini è straordinaria, grazie al nuovo sistema di riconoscimento scena Nikon, che utilizza l’apprezzato sensore colore RGB da 1005-pixel di Nikon, modificato nell’impiego in modo da riconoscere la forma e la posizione dei soggetti prima della cattura dell’immagine.
Questa caratteristica consente inoltre al nuovo sistema autofocus a 51 punti di inseguire i soggetti anche in base al colore, migliorando al tempo stesso la precisione di misurazione esposimetrica e del bilanciamento del bianco.
La D300 è dotata inoltre della visione live view, che presenta ai fotografi un’immagine live sullo schermo LCD, con due modi per lo scatto a mano libera o su cavalletto. L’autofocus è disponibile in entrambi i modi di visione live view.

Immagini ottimizzate con EXPEED
Il sistema di image processing EXPEED della Nikon D300 consente di catturare ed elaborare rapidamente dati di immagini ad alta definizione. Il sistema EXPEED integra soluzioni hardware ed anni di know-how Nikon nell’elaborazione delle immagini. Il sistema EXPEED della nuova Nikon D300 è caratterizzato da una conversione analogico-digitale (A/D) a 14 bit con elaborazione delle immagini a 16 bit: sono dunque garantiti, come è consuetudine di Nikon, colori accurati, tonalità uniformi nella resa dell’incarnato ed estrema precisione nei dettagli.

Proiettata verso il futuro
La Nikon D300 è sinonimo di alta definizione. Dallo schermo LCD VGA a 3 pollici con angolo di visione di 170 gradi fino all’interfaccia HDMI per display HD, la D300 è adatta a tutti gli ambienti di elaborazione delle immagini, da quelli attuali a quelli del futuro.
I pulsanti di controllo della D300 sono stati studiati per semplificarne l’utilizzo, così come il pannello LCD superiore che permette una comoda visione dei dati ed il monitor LCD posteriore, che può cambiare colore in base alle condizioni di illuminazione dell’ambiente.
L’intuitivo selettore multi-area a 8 direzioni semplifica la selezione di qualsiasi impostazione dell’autofocus a 51 punti.

Durevole e affidabile
La Nikon D300 continua la lunga tradizione Nikon in fatto di robustezza e longevità.
Il corpo camera è costruito in lega di magnesio, mentre l’otturatore della fotocamera è stato testato per cicli di 150.000 scatti.
La D300 è progettata inoltre per un elevato livello di resistenza alla polvere e di impermeabilità.

Total Imaging System
Come la D3, la Nikon D300 non è una semplice fotocamera, ma parte di un sistema Nikon completo che consente ai fotografi di creare immagini eccezionali.
La D300 è infatti compatibile con il Total Imaging System Nikon, che va dagli obiettivi NIKKOR ad una gamma completa di lampeggiatori flash, accessori e software per qualsiasi applicazione fotografica.
Il Multi Power Battery Pack MB-D10 è un accessorio opzionale in grado di aumentare l’autonomia della fotocamera e permette di aggiungere la possibilità di ripresa verticale ergonomica e di aumentare la velocità dei fotogrammi fino a 8 fps*.
Il compatto MB-D10 viene fissato alla base della fotocamera. A differenza di altre impugnature, l’MB-D10 non occupa lo spazio della batteria della fotocamera; pertanto, è possibile effettuare riprese con due batterie EN-EL3e oppure aggiungere una potente batteria EN-EL4a. La fotocamera D300 e l’MB-D10 possono essere alimentati anche da batterie stilo di tipo AA.
*Richiede EN-EL4a.

Reti senza cavi
Nikon ha precorso i tempi nella trasmissione delle immagini senza cavi.
Ora, grazie al nuovo trasmettitore senza cavi Nikon WT-4, è iniziata l’era delle reti a più fotocamere.
Non solo è possibile trasmettere (‘inviare’) le immagini ai server e controllare in modalità remota la fotocamera, ma con il trasmettitore WT-4 è possibile anche scorrere in modalità remota le miniature delle immagini sulla fotocamera.
In ambienti senza cavi, è possibile connettere fino a 5 fotocamere Nikon D300, scorrere simultaneamente le miniature delle immagini da tutte le fotocamere connesse ed ‘estrarre’ i relativi file immagine, mentre i fotografi continuano le riprese.

Il corpo della Nikon D300, la cui disponibilità sul mercato italiano è prevista a novembre 2007, misura 147,2 (Largh.) × 112,8 (Alt.) × 74 (Prof.) mm e pesa 795 grammi.

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Nikon D60

Luglio 9, 2008 · Lascia un Commento

Torino, 29-01-2008

Nikon D60: facile da utilizzare, con una risoluzione di 10 megapixel e la modifica incorporata delle immagini

Nikon D60

Nikon ha il piacere di annunciare la Nikon D60, una reflex digitale progettata per gli utenti che desiderano avere, racchiuse in una unica fotocamera, tecnologia all’avanguardia, semplicità di utilizzo e funzioni creative. La Nikon D60 è dotata di una risoluzione da 10,2 megapixel effettivi, dell’esclusivo sistema di elaborazione delle immagini digitali Nikon EXPEED, di diverse funzioni di modifica incorporate e di un sistema di autofocus a 3 aree di messa a fuoco.
La fotocamera offre inoltre la ripresa in sequenza a 3 fps, l’accensione praticamente istantanea in soli 0,19 secondi e la possibilità di scattare a sensibilità ISO elevate: il tutto in un compatto e leggero corpo camera compatto dal design ergonomico.

La Nikon D60, in virtù della sua semplicità d’uso, permette al fotografo di concentrarsi maggiormente sullo scatto e sulla composizione dello stesso. Sempre in quest’ottica, il design delle fotocamera, semplice e funzionale, prevede un numero ridotto di pulsanti.
La combinazione di monitor e display per la visualizzazione dei dati di ripresa permette al fotografo di avere sempre tutto sotto controllo.
Le informazioni vengono visualizzate su uno schermo LCD da 2,5 pollici mediante una intuitiva interfaccia grafica (personalizzabile in tre diversi stili), per soddisfare le esigenze di tutti gli utenti. I simboli e i numeri sul display possono ruotare di 90 gradi, in modo da presentare le informazioni nel corretto orientamento in base alla posizione in cui viene tenuta la fotocamera al momento dello scatto. La D60 include inoltre una nuova funzione che consente lo spegnimento automatico del monitor LCD quando viene utilizzato il mirino, ottimizzando così il consumo della batteria.
La fotocamera utilizza l’esclusiva tecnologia Nikon EXPEED, che permette di ottimizzare la qualità delle immagini e di ottenere la massima velocità di elaborazione. Dispone, inoltre, di funzioni creative progettate per consentire il miglioramento e la regolazione degli scatti realizzati, senza ricorrere all’utilizzo del computer. L’ottimizzazione delle immagini viene ottenuta grazie a funzioni quali il D-Lighting attivo (che compensa le ombre più decise) e la correzione automatica dell’effettoocchi-rossi” (causato dall’utilizzo del flash incorporato). Tra le funzioni creative sono inoltre incluse la creazione automatica di file stop-motion, cioè animazioni basate sulla riproduzione di immagini fisse, ed effetti che simulano i filtri ottici, per produrre sfumature di colore e condizioni di alte-luci.

Nikon D60

Per impedire che la polvere penetri nella fotocamera quando si cambia l’obiettivo, la Nikon D60 dispone di un sistema Dust-off integrato. Questo esclusivo sistema di controllo del flusso d’aria, convoglia la polvere lontano dal percorso dell’immagine, mentre un’unità di pulizia automatica del sensore vibra in modo da rimuovere eventuali particelle di polvere rimaste sul sensore della fotocamera.

“La Nikon D60 è pensata per fare in modo che la fotografia di alto livello sia alla portata di tutti” ha affermato Toru Uematsu, Prosumer Products Manager presso Nikon Europe BV. “Grazie alla combinazione di tecnologia di precisione e praticità di utilizzo, la D60 presenta tutte le caratteristiche necessarie per garantire agli utenti delle fotocamere compatte la possibilità di passare alle reflex digitali in tutta facilità e sicurezza”.

Nikon D60

La Nikon D60 può essere utilizzata in qualsiasi condizione di illuminazione, grazie all’ampia gamma di sensibilità da ISO 100 a ISO 1600, a cui si aggiunge la modalità ISO AUTO, offrendo una riproduzione reale dei colori, con risultati chiari e nitidi.
Il lampeggiatore incorporato garantisce risultati eccellenti grazie al sofisticato sistema di flash i-TTL, che consente inoltre l’utilizzo di lampeggiatori aggiuntivi a controllo remoto.
Le dimensioni della Nikon D60, compatibile con schede di memoria SD e SDHC, sono pari a 126 (L) x 94 (A) x 64 (P) mm ed il suo peso è pari a 495 gr. La nuova Nikon D60 ha molto da offrire: qualità di immagine eccezionale, semplicità di funzionamento, un’ampia scelta di funzioni creative ed un sistema di riduzione della polvere integrato ed efficace.
Risultato: immagini divertenti, fantastiche e geniali. Con la D60 la perfezione fotografica è davvero a un passo.

Nikon D60

Categorie: Fotografia Digitale
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Manuale Asp

Luglio 9, 2008 · Lascia un Commento

  1. ASP, che cosa è? A cosa serve?
    Breve introduzione al linguaggio ASP.

  2. I primi passi
    Cominciamo dall’inizio con qualche semplice esempio.

  3. Scaviamo un pò le fondamenta
    I primi oggetti, metodi e proprietà.

  4. Dai, facciamo qualcosa un pò più divertente ;o)
    Il primo esempio concreto.

  5. Il Request oggetto continua
    Le collezioni Form e Querystring.

  6. L’architettura dell’ ASP object model
    La struttura del file global.asa.

  7. Vbscript e le lingue che usiamo per parlare con il browser
    Primi concetti del linguaggio Visual Basic Script.

  8. Usare Funzioni & Procedure
    Primi passi verso la programmazione

  9. E adesso la vera ragione per cui adoperiamo tecnologie come ASP
    Cominciamo a capire il motivo per cui utilizzare ASP

  10. Database access with ADO
    La prima connessione ad un database

  11. Facciamo la conoscenza con il Connection e il Recorset
    L’oggetto Recordset: cosa è e come gestirlo

  12. Conoscenza col Connection e Recordset non basta
    Ulteriori informazioni sul Recordset

  13. Non ho ancora finito. Lezione pratica.
    Inserire informazioni in un database tramite form.

  14. Come presentare l’Output
    Suggerimenti su come impostare l’output delle informazioni.

  15. Come lavorare dal letto
    Automatizzare al massimo le nostre applicazioni.

  16. Il pannello di controllo
    Creare un pannello di controllo per l’applicazione

  17. Come mantenere i nostri dati
    Dare la possibilità di modificare le informazioni da pannello.

  18. Le News non bastano
    Personalizzare con email il tutto.

  19. E poi possiamo partire per l’Australia
    Gestire i feedback dell’applicazione.

  20. Vogliamo degli altri in Ufficio?
    Gestire più utenti nel pannello di controllo.

  21. Allora diamogli le chiavi e facciamoli lavorare
    Dare l’accesso agli altri utenti.

  22. Conclusione
    Conclusioni e suggerimenti.


ASP, che cosa è? A cosa serve?


Lo sai cosa è un protocollo no?
Beh, nel caso che il termine sia nuovo, un protocollo è un gruppo di regole che ci permettono di comunicare l’uno con l’altro. Per esempio, l’italiano è un protocollo, lo stringere la mano quando ci si incontra, adoperare il coltello e la forchetta, fermarsi quando il semaforo è rosso (non un buon esempio per gli italiani) sono tutti protocolli. Quando due eskimesi si incontrano si strofinano il naso, i russi si baciano 3 volte, gli inglesi una, gli italiani due, ecc. E’ così che ci capiamo.
L’unica cosa importante è che tutti coloro che sono coinvolti nella comunicazione condividano le stesse regole.

L’HTTP (HyperText Transfer Protocol), la lingua franca dell’internet, è un protocollo. Quando due computer conoscono le regole dell’HTTP possono comunicare tranquillamente.
La ragione per cui è così popolare ed ha ricevuto così tanto successo, più che altro, è perché è un protocollo molto semplice. Ogni computer riesce a parlare HTTP!
Sfortunatamente questa sua grande forza, come sempre nella vita, è anche la sua più grande debolezza.

Il HTTP protocollo funziona così:
tu mi chiedi una pagina web e io te la mando. Punto, basta. Non so chi sei, no so dove stai e non me ne importa niente. Basta che mi dai un Internet Protocol (IP) verso cui spedire il pacchetto e io lo riesco a far arrivare a destinazione.

Sfortunatamente un protocollo così semplice non ci permette una grande sofisticazione nel processo comunicativo. È un po’ come vivere senza la memoria. Un po’ come un pesce rosso che gira dentro al suo vaso: “Hello! Guarda qui! Che bel sasso!”

È in questo contesto che vengono utilizzate tecnologie come Microsoft Internet Information Server (IIS), Macromedia ColdFusion Server, Apache Server ecc.
Impiegando un po’ di risorse sul server ci permettono di comunicare più intelligentemente. In un senso, introducono la memoria nei processi di comunicazione HTTP.

IIS (il server) per esempio, quando riceve una richiesta da te (il cliente) per un pagina mette da parte un po’ di spazio nella sua memoria e ci scrive il tuo nome, indirizzo, la pagina e un mucchio di altre cose (che vedrai nella prossime lezioni) riguardo a chi sei e cosa hai chiesto. Quando richiedi un’altra risorsa il server controlla la tua area di memoria riconoscendoti subito.

Come programmatore, usando Active Server Pages (ASP) sul server (IIS), io posso guardare in quest’area di memoria e, per esempio, trovare il tuo nome e stamparlo in cima alla pagina prima di mandartela.
ASP è la tecnologia che è a nostra disposizione per manipolare le informazioni che IIS raccoglie e mantiene.

In conclusione possiamo dire che tecnologie come IIS e ASP espandono il protocollo HTTP con l’introduzione della continuità e ci permettono di maneggiare la conversazione fra il server e il cliente in una maniere più ricca.

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I primi passi


Prima che tu possa cominciare a sperimentare le tue applicazioni con questa tecnologia hai bisogno di un server e della DLL di ASP. Ci sono diversi siti che spiegano come si fa ad installare l’ambiente ASP.
Questo sito spiega come si fa ad installare il Personal Web Server per Window98 ed è uno dei migliori

http://www.soft-land.org/faq/asppws.html

A questo punto, penso sia ragionevole assumere che tu sei gia un discreto programmatore in HTML (la lingua di HTTP), altrimenti non saresti qui a volere imparare di più ;o)

Allora, cominciamo subito.
Il seguente file, buongiorno.htm, scrive “Buongiorno a tutti” sul tuo schermo quando lo chiami dal tuo browser.

<html><head><title>Buongiorno</title></head>
<body
Buongiorno a tutti
</body>
</html>

Se volessimo adoperare ASP per fare la stessa cosa, cosa dobbiamo fare? Beh, guarda qui:

<html><head><title>Buongiorno</title></head>
<body
<% response.write “Buongiorno a tutti” %>
</body>
</html>

Salva il file come buongiorno.asp e richiamalo dal browser. Come vedi i due file ottengono lo stesso risultato.

Analizziamo la sintassi di ASP:
<% e %> sono I delimitatori che ASP riconosce come propri. Tutto quello che è dentro a questi delimitatori è codice ASP.
Response è l’oggetto di ASP che risponde al client, mentre write (scrivi) è una delle cose che l’oggetto sa fare.
Parleremo di oggetti in più approfonditamente nella prossima lezione ;o)

Adesso modifichiamo questo programmino in modo da farne qualcosa di più interessante

<html><head><title>Buongiorno a tutti</title></head>
<body
<%
Dim cresci
For cresci=1 to 5
response.write “<font size=+” & cresci & “>Buongiorno a tutti</font><br>”
Next
%>
</body>
</html>

Una volta che riesci a far funzionare lo script sul tuo browser, dai un’occhiata al codice sorgente ;o) (Visualizza -> HTML)

Questo è il codice che vedrai visualizzato:

<html><head><title> Buongiorno a tutti </title></head>
<body
<font size= +1> Buongiorno a tutti </font><br>
<font size= +2> Buongiorno a tutti </font><br>
<font size= +3> Buongiorno a tutti </font><br>
<font size= +4> Buongiorno a tutti </font><br>
</body>
</html>

Allora, che cosa fa esattamente questo ASP?
ASP è un interprete. Quando chiediamo il file buongiorno.asp all’IIS, questo riconosce l’estensione .asp e invia il file al motore di ASP (asp.dll).

Il motore legge dal primo carattere all’ultimo costruendo una stringa normale in HTML e, quando trova uno dei suoi delimitatori (<%) dice “Oh, questo è il mio!” e esegue l’azione appropriata. Nel nostro caso ha trovato un semplice loop. Lo esegue e continua a costruire la stringa in HTML. Quando trova il delimitatore che chiude (%>) attacca la sua stringa a quella precedente e così continua fino alla fine del file. Quando ha finito, il motore manda la stringa in HTML a IIS che la invia al browser dell’utente (un po’ semplicistico ma vero ;o).

Ne segue che ASP e HTML possono essere mescolati in ogni maniera. Finché stiamo attenti a mantenere i delimitatore, funziona sempre.
Per esempio buongiorno.asp potrebbe essere scritto così:

<html><head><title>Buongiorno a tutti </title></head>
<body>

<%
‘dichiare la variabile
Dim cresci
For cresci=1 to 5
%>

<font size=+<%= cresci %>Buongiorno a tutti</font><br>

<%
Next
%>

</body>
</html>

Come vedi, qui abbiamo inserito la variabile “cresci” nel HTML
L’unica cosa da notare è che per ottenere il suo valore, la sintassi è <%=
Ah! un’altra cosa. I commenti in ASP usano , non dimenticarti, sono molto importanti ;o)

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Scaviamo un pò le fondamenta


Abbiamo detto prima che il Response è un oggetto. Ma cosa intendiamo per oggetto?
In termini tecnici un oggetto è “un coso” e il modello di questo “coso” e il gruppo di regole che ne determina le funzionalità.
Non è proprio così sciocco come sembra, vediamo un semplice esempio in linguaggio umano.

Se dovessimo descrivere una bicicletta a una persona che non ne ha mai vista una, quale credi sia la maniera migliore per descriverla? Potremmo cominciare a descrivere le cose che la bicicletta deve essere in grado di fare oppure i metodi della bicicletta. Per esempio:
Metodi: pedalare, suonare il campanello, frenare, ecc.

Se un oggetto deve diventare una bicicletta, è indispensabile che riesca a fare queste cose. Questi sono i “metodi” comuni a tutte le biciclette.

Ma non basta, ci sono anche un mucchio di biciclette diverse in giro e per descriverle tutte bisogna che definiamo anche qualche proprietà:
Proprietà: il colore, l’altezza del telaio, la misura delle ruote, ecc.

Allora. Una volta che abbiamo definito tutti i Metodi e le Proprietà dell’oggetto, il nostro nuovo amico dovrebbe essere in grado di rappresentarsi una bicicletta abbastanza reale.

Per aiutarlo ancora un po’ di più c’è un’altra cosa che sarebbe molto utile definire: gli eventi o le azioni che possiamo fare con l’oggetto, per esempio:
Eventi: quando salgo, quando scendo, quando casco, ecc.

In una tecnologia come DHTML un esempio di un oggetto è una window. Metodi che possiamo adoperare sono aprire o chiudere. Proprietà di questo oggetto sono Top, Bottom, Left, Right, ecc.
Un evento è il OnClick quando il mouse ci manda un segnale.

Lo stesso vale per l’oggetto Response che abbiamo adoperato prima. Anche questo ha Metodi e Proprietà. Adoperandoli come vogliamo siamo in grado di costruire molti Response, oggetti che, nei loro limiti, possono fare molte cose diverse.

L’oggetto Response ha i seguenti “Metodi”:

AddHeader, AppendToLog, BinaryWrite, Clear, End, Flush, Redirect, Write

E queste “Proprietà”:

Buffer, CacheControl, Charset, ContentType, Expires, ExpiresAbsolute, IsClientConnected, PICS, Status

E tanto per complicare le cose il Response ha anche una “Collezione”:

Cookies

La sintassi come abbiamo gia visto è semplice:

Response.Clear
Response.Redirect “lab/buongiorno.asp”
Response.Buffer = True
Response.ContentType = “image/JPG”
Response.Expires = 10
strColore = Response.Cookies.Item(“colore_preferito”)

Ma basta per ora.
Nella prossima lezione vedremo come questi oggetti si mettono insieme per costruire delle applicazioni utili e efficienti.

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Dai, facciamo qualcosa un pò più divertente ;o)


Al giorno d’oggi lavorare con queste tecnologie e un po’ come giocare con il Lego.
Metto 2 mattoni rossi da 2 + 2 mattoni verdi da 2, ci metto sopra un bel mattoncino blue da 6 e: “hey presto, ho fatto un ponte!”.

Vediamo cosa si può fare con i pezzi di ASP, l’oggetto Response + l’oggetto Request.

Usando il metodo Write del Response siamo in grado di scrivere sullo schermo. Usando il Request siamo in grado di leggere dallo schermo.

Per riferimento vi mostro il modello dell’oggetto Request:
Proprieta : TotalBytes
Collections : ClientCertificate, Cookies, Form, QueryString, ServerVariables
Metodi : BinaryRead

Come col Lego, con questi due oggetti siamo in grado di costruire un ponte fra una pagina e l’altra.

Cominciamo col costruire una pagina che raccoglie l’input da una form e restituisce una risposta appropriata.
Chiamiamola il file chiedimi.asp

<html><head><title>Chiedimi</title></head>
<body>
<%
Response.Write “<form action=’rispondimi.asp’ method=’post’><br>”
Response.Write “come ti chiami?”
Response.Write “<input type=’text’ name=’nome’><br>”
Response.Write “di che citta’ sei?”
Response.Write “<input type=’text’ name=’citta’><br>”
Response.Write “<input type=’submit’ value=’dimmelo’>”
Response.Write “</form>”
%>
</body>
</html>

Vedi subito cosa succede qui, no? Naturalmente avremmo potuto scrivere questo senza ASP, direttamente in HTML ma volevo solo farti vedere cosa si può fare con il Response.

Adesso costruiamo una pagina per la risposta chiamiamola rispondimi.asp.
Lo so che il Request lo abbiamo appena guardato ma, sono sicuro che capirai, dopo lo guarderemo più in dettaglio.

<html><head><title>Rispondimi</title></head>
<body>
<%
nome = Request.Form(“nome”)
citta = Request.Form(“citta”)
Response.write “Ciao ” & nome & “,<br> Oooh, ” & citta & “…, mi piacerebbe venire…<br>”
%>
</body>
</html>

Semplice no?
L’oggetto Request funziona con un gruppo di collezioni di dati.
In questo caso l’input dalla pagina precedente è dentro alla collezione Form. Poiché noi sappiamo già i nomi dei campi li possiamo chiamare direttamente ma se non li sapessimo, potremmo trovarli così:

<html><head><title>Rispondimi</title></head>
<body>
<%
‘per ogni dato nella collezione scrivi dato e valore del dato
For each dato in Request.Form
Response.Write dato & ” = ” & Request.Form(dato) & “<br>”
Next
%>
</body>
</html>

Questo modo ha il vantaggio di accedere il nome del controllo insieme con il valore. Per esempio se sono io che rispondo, il programma restituisce:

Nome = Giorgio
Citta = Surfers Paradise

Il ponte è fatto no?
È facile passare valori da un pagina all’altra con ASP?

Non è comunque l’unico modo per passare variabili da una pagina a un’altra. Dopo tutto non possiamo mettere form dappertutto e non sempre le variabili che vogliamo passare hanno a che fare con i nostri utenti. Spesso abbiamo bisogno di mandare delle flags per avvertirci su che corso prendere in dipendenza da un valore o un altro.
Per esempio se volessimo combinare i due file chiedimi.asp e rispondimi.asp in uno solo, potremmo farlo? E se la risposta è sì, come facciamo?

Segue domanda_rispondi.asp

<html><head><title>Domanda e Rispondi</title></head>
<body

<%
clickato = Request.Querystring(“clickato”)
’se cliccato ha un valore, il cliente ha cliccato il bottone della form
If clickato then
nome = Request.Form(“nome”)
citta = Request.Form(“citta”)
Response.write “Ciao ” & nome & “,<br> Oooh, ” & citta & “…, mi piacerebbe venire…<br>”
Else
‘altrimenti è appena entrato in questa pagina
Response.Write “<form action=’domanda_rispondi.asp?clickato=true’ method=’post’>”
Response.Write “come ti chiami?”
Response.Write “<input type=’text’ name=’nome’><br>”
Response.Write “di che citta’ sei?”
Response.Write “<input type=’text’ name=’citta’><br>”
Response.Write “<input type=’submit’ value=’dimmelo’>”
Response.Write “</form>”
end if
%>

</body>
</html>

Non c’è una grande differenza nel modo con cui abbiamo operato, ma guarda alla linea:

<form action=’domanda_rispondi.asp?clickato=true’ method=’post’>

Qui prima di tutto rimandiamo il file in sé stesso passandogli un valore clickato=true. In questo caso il valore di clickato è contenuto nella collezione QueryString dell’oggetto Request.
Quindi lo possiamo recuperare semplicemente con:

clickato = Request.Querystring(“clickato”)

In questa maniera il valore è passato insieme all’URL (infatti lo vedi nell’URL nel browser):
http://localhost/domanda_rispondi.asp?clickato=true

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Il Request oggetto continua


Le collezioni Form e QueryString sono certamente le due più utili dell’oggetto Request e sono quelle che adopererai di più. Ma c’è anche un’altra collezione molto utile che si può adoperare con un po’ di attenzione.
Prova questo:

For each nome in Request.ServerVariables
Response.Write nome & “=” & Request.ServerVariables(nome) & “<br>”
next

I valori di tutte queste variabili sono contenute nell’header di un a richiesta HTTP e sono tutti accessibili (però stai attento poiché sono dipendenti dal browser dell’utente quindi non sono sempre tutti accessibili) .

Per esempio qui potremmo:

strFirma = Request.ServerVariables(“HTTP_USE_AGENT”)

Poi analizzando questa stringa potremmo trovare che tipo di browser ha fatto una richiesta alle nostre pagine. Così se è Netscape, restituiamo una pagina per Netscape se no restituiamo pagine disegnate per Internet Explorer.

<%
If Instr(strFirma,”MSIE”) then
Response.write “<br>Hey, questo l’ha fatto Microsoft!<br>”
Elseif Instr(strFirma,”Mozilla”) then
Response.write “<br>Hey, questo l’ha fatto Netscape!<br>”
End if
%>

In caso che tu non lo sappia, la funzione Instr cerca un match nella stringa di input:

Instr(stringa1,stringa2)

Come dire “Dimmi se la stringa2 è dentro a stringa1″

Questa collezione è molto utile per esempio quando cominciamo a rendere automatico il passaggio da una pagina all’altra. Questo è un pochettino più complicato al momento, ma funziona ottimamente per trovare quale è la pagina che effettua una chiamata. Di conseguenza potremmo automatizzare il titolo o il colore o qualunque cosa vogliamo.

strDaDoveVengo = Request.Servervariables(“HTTP_REFERER”)
UltimoSlash = InStrRev(strDaDoveVengo,”/”)
strChiama = Mid((strDaDoveVengo),(UltimoSlash + 1), len(strDaDoveVengo)- UltimoSlash)
Response.Write “Chi mi vuole? : ” & strChiama & “<br>”

Ricordati che queste variabili dipendono dalla configurazione della tua macchina per cui non sempre sono disponibili.

Ecco una semplice applicazione che adopera le variabili per tracciare chi è venuto sul nostro sito, che pagina ha visto e che lingua parla. Il tutto lo scriviamo in un file ospite.txt. Studiala e se è un po’ troppo complicata lascia perdere per adesso. Fra un paio di lezioni la capirai benissimo.

Prima di tutto devi creare un file vuoto di nome ospite.txt, fallo con Notepad (Blocco Note).

<%
Dim lapagina, ilcliente, lalingua
Dim filepath, logfile

‘raccogli le informazioni che vuoi scrivere
lapagina = Request.ServerVariables(“PATH_INFO”)
ilcliente = Request.ServerVariables(“REMOTE_ADDR”)
lalingua = Request.ServerVariables(“HTTP_ACCEPT_LANGUAGE”)

‘crea un FileSystem oggetto
Set fs = CreateObject(“Scripting.FileSystemObject”)

‘trova il path del file
filePath = Server.mapPath (“ospite.txt”)

‘costruisci la stringa da scrivere
‘chr(44) è una virgola, VBcrlf è un carriage return+line feed
strOspite = lapagina & chr(44) & ilcliente & chr(44) & lalingua & chr(44) & Now() & VBcrlf

‘aprila per scrivere
Set LogFile = fs.OpenTextFile(filepath, 8)

’scrivi
logfile.Write strOspite

‘chiudi
logfile.Close
%>

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L’architettura dell’ ASP object model


Prima che continuamo a saltare troppo di palo in frasca, facciamo un passo indietro e guardiamo a come un’applicazione scritta con ASP funziona nella sua completezza.

Quando accediamo per la prima volta ad un file asp, IIS guarda nella directory root per vedere se trova un file chiamata global.asa (Active Server Application).
È questo file che ci permette di controllare due degli oggetti più importanti di ASP: l’Application e il Session.

Se ricordi, al principio di questo tutorial abbiamo parlato del fatto che il protocollo HTTP è senza memoria. L’oggetto Request ci ha aiutato un po’ a mantenere la memoria ma solo da una pagina all’altra. Si potrebbe dire che l’oggetto Request è un po’ la memoria corta. Beh, l’Application e il Session sono la memoria lunga. Per essere ancora più precisi, nell’universo di IIS, il Session è la memoria lunga che rimane in vita finchè rimane in vita la tua connessione, mentre l’Application è il codice genetico che rimane in vita per tutti, finchè l’universo di IIS continua.

Come vedi, in questa metafora tu hai un potere enorme e in realtà sei tu che decidi come questo universo funziona o non funziona.

Il Global.asa ha 4 events principali. Eccone uno standard

<script LANGUAGE=”VBScript” RUNAT=”Server”>

Sub Application_OnStart
End Sub

Sub Application_OnEnd
End Sub

Sub Session_OnStart
End Sub

Sub Session_OnEnd
End Sub

</script>

Per esempio se definiamo una variabile di scopo Application così:

<%
Sub Application_OnStart
Set application(“connection_string”) = “DSN=lamiadb;uid=sa;pwd=”
Set Application(“immagini_path”) = “C:\MyWebRoot\Mywebsite\ASPtutorial\immagini\”
End Sub
%>

In qualunque delle mie pagine, posso scrivere

<%
connection_string = Application(“connection_string”)
‘per ottenere la mia stringa di connessione all database
immagini_path = Application((“immagini_path”)
‘per ottenere il directory dove sono le mie immagini
%>

e queste variabili rimangono valide finché noi stessi uccidiamo l’applicazione o fermiamo IIS.

Un altro esempio. Nel global.asa durante Session OnStart event, definiamo:

<%
Sub Application_OnStart
Set Session(“login”) = False
End Sub
%>

Potremmo adoperarla in tutte le pagine nel nostro sito per controllare se il cliente ha l’autorizzazione per vedere la pagina. Come? Così:

<%
If Session (“login”) = False then
Il cliente non si è autenticato
Messaggio: mi dispiace ma qui non puoi venire
Else
Il cliente si è autenticato
Lascia entrare e mostra la pagina
End if
%>

Naturalmente questo presume che tu abbia un meccanismo per permettere che il cliente effettui il login nel tuo sito e che il tuo codice cambi lo stato della variabile (Set Session (“login”) = True) quando il login è avvenuto correttamente.

Nell’oggetto Session la durata delle variabili è valida fino a quando non chiudi il tuo browser, oppure, se non hai attività, IIS chiude di solito la sessione dopo 30 minuti.

Un esempio pratico che puoi applicare subito.
Diciamo che tu hai un sito dove è importante che i tuoi clienti entrino da una pagina specifica che vuoi tu e non da dove loro hanno messo un bookmark:
Facile, lo facciamo con il Response:

Sub Session_OnStart
Response.Redirect “C:\MyWebRoot\MyWebSite\buongiorno.asp
end sub

Appena la Session comincia, cioè quando qualcuno entra nel sito attraverso il suo bookmark, IIS spara l’azione Session_OnStart che ti ridirige esattamente dove vuoi tu.

C’è chi dice che l’internet mette sempre più potere nelle mani dei clienti ma non certo con noi programmatori. Abbiamo sempre tutto sotto controllo ;o)

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Vbscript e le lingue che usiamo per parlare con il browser


Le pagine ASP sono una combinazione di script in ActiveX e di tag HTML. IIS usa questi scripts, per darci la funzionalità nelle nostre applicazioni.
IIS ha due motori interni per interpretare questi scripts:

· VBScript che è un subset di Visual Basic for Application (VBA)
· Jscript un versione di JavaScript da Microsoft

Javascript, un subset del linguaggio C, è un prodotto di Netscape e di Sun Microsystem ed è interpretato dal suo motore.

Quali di queste lingue adoperare è una tua scelta e dipende naturalmente dalla familiarità che hai con questi linguaggi. In pratica però adoperiamo un po’ di una e un po’ dell’altra.

Per esempio, qui adoperiamo Vbscript per scrivere server side script e adoperiamo Javascript per scrivere client side script. La ragione è che Netscape non capisce VBScript e quindi tutti i nostri utenti Netscape non vedrebbero quando siamo svegli.

Siccome questo è un tutorial su ASP, non VBScript, cerchiamo di non perdere troppo tempo. Ci sono ottimi manuali per VBScript anche online. Per citarne uno, all’indirizzo riportato qui sotto trovi l’help di Microsoft che puoi scaricare e installare liberamente sul tuo computer.

http://msdn.microsoft.com/scripting
32-bit VBScript Documentation Download (VBSDOC.exe 473KB) for Windows 95 and Windows NT.

Guardiamo solo velocemente quello di cui abbiamo bisogno. Come tutte le lingue VBScript impiega delle strutture di controllo per creare la logica nelle nostre applicazioni. Ci sono due tipi principali di strutture:

· Decisioni, che definiscono su che ramo logico andare in base al risultato di un test
· Loops, che processano ciclicamente fino a che una specifica condizione non è raggiunta.

Decisioni:

<%
If (sei non sei alto più di 2 metri) then
Passa sotto
End if
%>

Questa è la decisione più comune di tutte e c’è poco da spiegare.
“Se passi la condizione allora facciamo qualcosa”
La struttura che segue è un allargamento della precedente
“Se passi la condizione allora facciamo qualcosa altrimenti facciamone qualche altra”"

<%
If (finché il tempo è buono) then
Rimango in spiaggia
Else
Me ne vado a casa
end if
%>

La prossima struttura invece è adoperata per scegliere fra decisioni multiple:

<%
Select case colore
Case “rosso”
Sono un comunista
Case “verde”
Sono un conservazionista
Case”blue”
Sono un sognatore
Case else
Sono un cretino ;o)
end select
%>

Questa struttura è molto efficiente e in più produce del codice che si legge bene.

Loop
Come abbiamo detto queste sono strutture cicliche che continuano a riprodursi fino a che una condizione predeterminante è raggiunta.

Questo lo abbiamo già visto nella prima lezione

<%
For scalino=1 fino a 50
Vai su e conta
Next
%>

Logico no? Comunque, usando il For loop dobbiamo sapere quanti gradini ci sono prima di cominciare altrimenti rimaniamo a metà della scala!

La seguente struttura ci permette invece di arrivare in cima alla scala in tutte le maniere

<%
Do While (intanto che ci sono scalini)
Vai su e conta
Loop
%>

Quando arriviamo in cima e non ci sono più scalini il Loop esce.
Ti ricordi ospite.asp che abbiamo scritto nella lezione 5?
Allora prova questa struttura:

<%
Dim filepath, logfile

Set fs = Server.CreateObject(“Scripting.FileSystemObject”)

‘trova il path del file
filePath = Server.mapPath (“ospite.txt”)
‘o se più facile
filepath = “c:/latuawebroot/latuafile/ospite.txt”
%>

se ti trovi nei guai qui, usa il Response per vedere cosa succede.
Per esempio se il tuo programma non trova il file, utilizza un’altra dichiarazione:

<% Response.Write “il filepath del mio file è =: ” & filepath & “<br>” %>

così vedi dove sei e lo puoi riparare.

<%
‘apri per leggere (1)
Set logfile = fs.OpenTextFile(filepath, 1)

‘leggi finché End of File è diverso da true
Do While logfile.AtEndOfStream <> true
response.write logfile.ReadLine & “<br>”
loop

‘esci e chiudi la porta
logfile.Close
%>

Come vedi questo programma legge tutto il tuo file ospite.txt. Così se domani sei in vacanza in Sardegna e vuoi vedere chi è venuto sul tuo server, facile: apri looping.asp e il gioco è fatto.

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Usare Funzioni & Procedure


La creazione di Funzioni e Procedure nel nostro programma è una tecnica programmatica utile per diverse ragioni. Prima di tutto rende il programma più leggibile partizionando dei blocchi di logica che compiono dei lavori definitivi e in più, poiché spesso la stessa cosa deve essere fatta in molti posti diversi, ci permette di riutilizzare del codice.

Per esempio, ti ricordi il programma che abbiamo scritto nella lezione 4, quando abbiamo combinato in un unico file l’input di una form col suo output nella presentazione?

<html><head><title>Chiedi e Rispondi</title></head>
<body

<%
clickato = Request.Querystring(“clickato”)
’se clickato ha un valore, il cliente ha clickato il bottone
If clickato then
nome = Request.Form(“nome”)
citta = Request.Form(“citta”)
Response.write “Ciao ” & nome & “,<br> Oooh, ” & citta & “…, mi piacerebbe venire…<br>”
Else
‘altrimenti è appena entrato in questa pagina
Response.Write “<form action=’chiedi_rispondi.asp?clickato=truè method=’post’>”
Response.Write “<input type=’text’ name=’nomè> “
Response.Write “<input type=’text’ name=’citta’>”
Response.Write “<input type=’submit’ name=’submit’ value=’dimmelo’> “
Response.Write “</form>”
end if
%>

</body>
</html>

Questo programma, essendo così corto, è certamente leggibile; ma se le righe invece di essere poche fossero diverse centinaia? Con una form molto lunga e con una presentazione complessa basata su un numero di parametri passati da pagine precedenti? Tipo una situazione di e-commerce dove raccogliamo dati di carte di credito?

Guarda un po’ com’è bello usando procedure:

<%
Option Explicit
Dim clickato, form
Dim nome, citta
Dim saluti
‘——————————————————–
‘Purpose:Dimostra gli oggetti Response e Request
‘Date: 10 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
call Main()

Sub Main()
‘——————————————————–
‘Purpose:contiene l’intera logica dell’ applicazione
‘Date: 10 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
FaiLaTesta()

clickato = Request.QueryString(“clickato”)

If NOT clickato then

MostraLaForma()

Else

LeggiLaForma(form)

DaiLaRisposta()

End if

FaiLaCoda()

End Sub

Sub FaiLaTesta()
‘——————————————————–
‘Purpose:Scrive HTML header
‘Date: 10 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
Response.write “<html><head><title>Chiedi e Rispondi</title></head><body>”
End Sub

Sub MostraLaForma()
‘——————————————————–
‘Purpose:mostra la form al cliente
‘Date: 10 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
Response.Write “<form action=’showproc.asp?clickato=truè method=’post’><br>”
Response.Write “come ti chiami?”
Response.Write “<input type=’text’ name=’nomè><br>”
Response.Write “di che citta’ sei?”
Response.Write “<input type=’text’ name=’citta’><br>”
Response.Write “<input type=’submit’ value=’dimmelo’>”
Response.Write “</form>”

End Sub

Sub LeggiLaForma(form)
‘——————————————————–
‘Purpose: Legge i dati e mantiene le variabili
‘Date: 10 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
nome = Request.Form(“nome”)
citta = Request.Form(“citta”)

End Sub

Sub DaiLaRisposta()
‘——————————————————–
‘Purpose: Produce output
‘Date: 10 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
Response.write “Ciao ” & nome & “,<br> Oooh, ” & citta & “…, mi piacerebbe venire…<br>”
End Sub

Sub FaiLaCoda()
‘——————————————————–
‘Purpose:scrive HTML Footer
‘Date: 10 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
Response.write “</body></html>”
End Sub
%>

Certo che a vederlo in questo contesto sembra un po’ strafatto ma immagina che la prossima volta che dobbiamo costruire un file simile ne abbiamo già una metà già scritta. Comunque svilupperemo l’argomento durante il corso di queste lezioni e vedrai che questo metodo è molto utile. Nel programma precedente non ci sono Funzioni ma solo Procedure. Così mettiamone una e vediamo qual è la differenza.

<%
Function ParteDelGiorno()
‘——————————————————–
‘Purpose: calcola la parte del giorno per salutare
‘Date: 10 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
Dim cheora

cheora = Hour(Now)

Select case cheora
case 8,9,10,11,12
cheora = “Buongiorno”
case 13,14,15,16,17
cheora = “Buon pomeriggio”
case 18,19,20,21,22,23,24
cheora = “Buonanotte”
case else
cheora = “Spegni il computer e vai a letto”
End Select

ParteDelGiorno = cheora

End Function
%>

Come vedi questa Funzione è certamente riutilizzabile anche se un po’ semplice (ma bisogna pur cominciare da qualche parte o no? ;o).

Aggiungi queste due linee nel codice fra:

<%
If NOT clickato then

saluti = ParteDelGiorno()
Response.Write saluti

MostraLaForma()
%>

Come vedi, poiché la funzione ci restituisce un valore, bisogna dargli una variabile per raccogliere l’informazione. Oppure volendo avremmo potuto scriverla direttamene con:

<% Response.write ParteDelGiorno() %>

Allora, in sostanza, abbiamo messo un po’ di ordine nel nostro programma.
Anche se ti sembra un po’ troppa strutturato per quello che fa, so di sicuro che mi ringrazierai se per caso ritorni a questo programma fra qualche mese ;o)

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E adesso la vera ragione per cui adoperiamo tecnologie come ASP


Fino ad ora tutta l’enfasi nello sviluppo dei siti web è stata “messa in vetrina”. Abbiamo fatto delle vetrine stupende che sono costate una fortuna, ma dentro al negozio? Molto poco. Spesso un cliente ha l’impressione che non ci sia nessunno e spesso il cliente ha ragione! Come facciamo a rimediare?

In questo caso tecnologie come ASP ci aiutano proprio. Per esempio tutti sanno che un sito deve avere un mezzo con cui il cliente può comunicare con noi. La maniera più semplice è un “mailto:” collegato al tuo email.

Sfortunatamente questo metodo fallisce molto spesso poiché presuppone che il programma di posta elettronica dell’utente sia configurato correttamente e spesso non lo è.

Il secondo metodo è una form mantenuta dall’ISP presso cui risiede il nostro sito. Gli Script dietro a questa form di solito mandano un e-mail al cliente. Il metodo migliore però è costruire la tua form da solo e controllare le informazioni che vuoi sapere dai tuoi clienti e la risposta che gli vuoi dare.

A questo punto, cominciamo a costruire un’applicazione che ci servirà quando avremo finito le nostre lezioni: costruiamo una Form che ci permette di raccogliere informazioni dai nostri clienti, restituendo loro un messaggio di ringraziamento e mandando a noi una email. Il primo pezzo lo sai già fare da solo.

Cominciamo a fare un file chiamato feedback.asp e vediamo dove ci porta.

<HTML>
<HEAD>
<TITLE>Feedback Form</TITLE>
</head>
</HEAD>

<BODY>
<FORM ACTION=”manda_feedback.asp” METHOD=”post”>
<div align=”center”>
<table border=”0″ width=”85%” celpadding=”2″ cellspacing=”2″>
<tr>
<td>
<h1>Grazie per….<hr align=”LEFT” size=”1″ width=”100%” color=”navy”></h1>
</td>
</tr>
<tr>
<td>Se avete….</td>
</tr>
<td align=”center”><br><br>
<table width=”60%” border=”0″ celpadding=”2″ cellspacing=”2″>
<tr>
<td>Nome</td>
<td><INPUT NAME=”nome” TYPE=”TEXT” size=24 MAXLENGTH=50></td>
</tr>
<tr>
<td>email</td>
<td valign=”top”>
<INPUT NAME=”email” TYPE=”TEXT” ALIGN=left size=24 MAXLENGTH=50>
</td>
</tr>
<tr>
<tr>
<td valign=”top”>Commenti</td>
<td><TEXTAREA NAME=”commenti” ROWS=7 COLS=40></TEXTAREA></td>
</tr>
<tr>
<td valign=”top”><b>&nbsp;</b></td>
<td>
<table width=”100%” border=”0″ celpadding=”2″ cellspacing=”2″>
<tr>
<td>
<INPUT TYPE=checkbox NAME=”notifyme” VALUE=”yes” UNCHECKED>
</td>
<td>Vi interessa ricevere….</td>
</tr>
</table>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan=”2″ align=”center”>
<table width=”50%” border=”0″ celpadding=”6″ cellspacing=”2″>
<tr>
<td><INPUT TYPE=”submit” NAME=”parla” VALUE=”parla con noi”></td>
<td align=”right”>
<INPUT TYPE=”reset” NAME=”nograzie” VALUE=”no grazie”>
</td>
</tr>
</table>
</td>
</tr>
</table>
</td>
</tr>
</table>
</div>
</FORM>

</BODY>
</HTML>

Feedback.asp ha 2 text boxes, 1 textarea per i commenti e un checkbox nel caso i nostri clienti vogliano ricevere una newsletter regolarmente o pubblicità o qualcosa che ce li leghi a noi un po’. In inglese si chiama stickyness (come il miele, appiccicoso)

La form chiama in azione manda_feedback.asp con il metodo Post. Questo file raccoglie l’input del cliente e lo invia a noi per email. In più presenta al cliente una pagina ringraziando per i suoi commenti.

Volendo, se sei avventuroso, potresti adoperare lo stesso metodo di prima e costruire l’applicazione nello stesso file. Come vuoi tu, ormai sei già un esperto ;o)

Allora costruiamo questa manda_feedback.asp.
Per mandare una email dobbiamo adoperare il NewMail oggetto dalla CDONTS library di Micorsoft.

Il modo in cui adoperiamo questo oggetto è simile agli altri e molto semplice.

<%
Option Explicit
‘——————————————————–
‘Purpose: processes the feedback mail
‘Date: 10 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
Dim form, nome

%>
<Html>
<head>
<title>Manda Feedback</title>
</head>
<body>
<%

call Main()

Sub Main()
‘——————————————————–
‘Purpose: la logica dell’applicazione
‘Date: 10 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
’se la lungezza è 0 non c’e niente nell email
If Len(Request.Form(“email”)) = 0 then
no_email()
else
manda_posta(form)
ecco_fatto(nome)
end if
End sub

Sub no_email()
‘——————————————————–
‘Purpose: manda un messaggio se email è vuoto
‘Date: 10 March 2001
‘Commenti: potevamo usare javascript per forzare il cliente
‘ma questi sono esempi di ASP
‘——————————————————–
‘allora diciamo al cliente che senza una email non possiamo rispondergli
response.write “<div align=’center’>”
response.write “<table border=’0′ width=’80%’ cellspadding=’4′ cellspacing=’4′>”
response.write “<tr><td>niente email…?</td></tr>”
response.write “<tr><td>per favore, torna indiedro e… </td></tr>”
response.write “<tr><td align=’middlè>”
response.write “<a href=’Javascript:history.go(-1)’>Prova di nuovo</a>”
response.write “</td></tr></table></div>”
End Sub

Sub manda_posta(form)
‘——————————————————–
‘Purpose: manda la email
‘Date: 10 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
Dim email, commenti
Dim objMail, mandamiquesto

‘facciamo la vendemmia dell’input
nome = Request.Form(“nome”)
email = Request.Form(“email”)
commenti = Request.Form(“commenti”)

mandamiquesto = nome & “VBcrlf” & email & “Vbcrlf” & commenti
‘costruiamo un NewMail oggetto
Set objMail = Server.CreateObject(“CDONTS.NewMail”)
‘adesso che abbiamo accesso a tuttle le sue proprieta, usiamole
‘prendiamo il nome dal Form di input
objMail.From = nome
‘mandiamola a me, va…
objMail.To = “giorgiogobbo@hotmail.com”
‘mettiamoci un riga per il titolo
objMail.Subject = “Feedback dal sito”
‘e nel corpo ci mettiamo la stringa che abbiamo costruito
objMail.Body = mandamiquesto
‘al momento è poco importante, direi
objMail.importance = 0
‘e via che va
objMail.Send

‘e adesso puliamo prima di andarcene
Set objMail = Nothing
end sub

Sub ecco_fatto(nome)
‘——————————————————–
‘Purpose: manda un ringraziamento
‘Date: 10 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
response.write “<div align=’center’>”
response.write “<table border=’0′ width=’80%’ cellspadding=’4′ cellspacing=’4′>”
response.write “<tr><td>Grazie ” & nome & ” per il…</td></tr>”
response.write “<tr><td align=’middlè>”
response.write “<a href=’Javascript:history.go(-2)’>Continua</a>”
response.write “</td></tr></table></div>”
End sub

%>

</body>
</html>

Ed ecco qui che abbiamo la nostra form funzionante. L’oggetto NewMail è abbastanza semplice no?

Se volessimo delle copie carbone il NewMail ci permetterebbe di specificare anche:

<%
ObjMail.CC
ObjMail.BCC
%>

O potremmo formattare la email in HTML con la proprietà:

<% ObjMail.BodyFormat = CdoBodyFormatHTML %>

Ma adopereremo questo oggetto di nuovo nelle prossime lezioni e impareremo di più.

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Database access with ADO


Se il nostro sito diventa popolare dovremmo ricevere un mucchio di email e presto ci accorgeremo che programmi come Outlook o Eudora non sono adeguati a conservare questo dati. Ma grazie a Dio, ci sono le banche dati. In un sito moderno, le banche dati sono come il cuore in un essere umano: indispensabili. Costruiamone una subito.

Io ne ho fatta una in Microsoft Access. L’ho chiamata CRM.mdb poiché vogliamo costruire un sistema di Customer Relationship Management (CRM, gestore dei rapporti con i clienti) che ci permetta di comunicare con i nostri clienti in una maniera più efficiente. Dentro crm.mdb ho messo una tabella chiamata:

tbl_feedback

Nome campo

Tipo campo

Id Autonumber

primary key

Nome

Text

Email

Text

Commenti

Memo

E poi ho inserito un paio di records in modo da fare un test dell’intera procedura.

A questo punto lasciami chiarire la scelta di Access come database. Io di solito uso MS SQL ma ho pensato che Access sia un pò più accessibile come costo. Però il tipo di database che adoperi per questi esercizi non è molto rilevante. Il code che scriveremo funziona per quasi tutte le banche dati commerciabili, quindi scegli quella con cui sei più comodo.

Prima che andiamo troppo avanti però, devo dirti che Access non è una soluzione industriale, non è il tipo di applicazione che vorrei adoperare su un web server per un sito commerciale.

Allora cominciamo a fare cose serie. Fino a poco tempo fa, costruire un sito dinamico con un database era un lavoro solo per i “big boys” ma adesso con oggetti (o meglio super oggetti) come ActiveX Database Object (ADO) è diventato un gioco da ragazzi.

ADO è come un superset di un oggetto. È una collezione di oggetti che, tutte insieme, semplificano il lavoro di collegare e manipolare i dati che risiedono dentro il database. In più ADO è inserito dentro un’altra tecnologia di Microsoft, Object Linking & Embedding DataBase (OLE DB), il che rende le cose ancora più facili.

La prima cosa da fare per lavorare con un database è di creare una connection. Se vuoi dare acqua al giardino devi attaccare il tubo al rubinetto, è uguale.

Il metodo che adoperiamo per collegarci è sempre lo stesso indipendentemente dal tipo di database che utilizziamo, la sintassi però varia. Ci sono diverse maniere per collegarsi ma qui, per semplicità adoperiamo la Connection String.

Per esempio per collegarci con il nostro database dobbiamo inserire il seguente codice:

<%
Provider = Microsoft.Jet.OLEDB.4.0; Data Source = C:/dovehaimessoiltuo/crm.mdb
%>

Un consiglio gratuito: non salvare mai il database nella stessa directory dei tuoi file ASP. Mettilo sempre fuori dal tuo Web Root, in modo da renderla inaccessibile agli utenti.

Lo stesso code per MS SQL per esempio è

<%
Provider = SQLOLEDB; Data Source = ilnomedeltuoserver; Initial Catalog= nomedeldatabase; User Id=ilnome; Password=lapassword
%>

Comunque una volta che abbiamo inserito uno di questi due comandi per la nostra pagina ASP siamo collegati al database.

Non ci credi? Beh, prova un po’ questo codice (chiama il file check_connection.asp)

<%
Set objConn = Server.CreateObject(“ADODB.Connection”)
objConn.Open(“Provider = Microsoft.Jet.OLEDB.4.0; Data Source = C:/asptutorial/crm.mdb”)

Set objRs = Server.CreateObject(“ADODB.Recordset”)
set objRs = objConn.Execute(“SELECT * from tbl_feedback”)

Do while NOT objRs.EOF
response.write “nome = ” & objRs(“nome”) & “<br>”
response.write “email = ” & objRs(“email”) & “<br>”
response.write “commenti = ” & objRs(“commenti”) & “<br>”
response.write “<hr size=’1′ color=’midnightbluè width=’40%’ align=’left’>”
objRs.Movenext
Loop

objRs.Close
Set objRs = Nothing
objConn.Close
Set objConn = Nothing
%>

Se non ha funzionato, leggi i messaggi che il Browser ti dà sulla pagina. Io qui uso IE5.5 e se per esempio metto l’indirizzo del database sbagliato mi dice:

Error Type:
Microsoft JET Database Engine (0×80004005)
‘C:\asptutorial\tut\crm.mdb’ is not a valid path.
Make sure that the path name is spelled correctly and that you are connected to the server on which the file resides.
/tut/check_connection.asp, line 4

Svelto, guardo subito alla linea 4 e vedo subito dove è il problema.

Se a questi punto il database non funziona non puoi continuare con le lezioni. Quindi concentrati e lavora. Quando sei riuscito a vedere il contenuto del tuo database, prosegui con la lezione 11 e vediamo un po’ che cosa è che abbiamo fatto in realtà.

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Facciamo la conoscenza con il Connection e il Recorset


Congratulazioni ;o)
Adesso che hai passato questo ostacolo, non ce ne sono più. Di qui in poi, è tutta discesa. A dir la verità, è proprio incredibile come si fa presto al giorno d’oggi. Fino a poco tempo fa ci sarebbero volute delle settimane per fare una cosa simile. La metafora del Lego sta diventando più e più realtà.
Allora cos’è che abbiamo fatto esattamente? Cosa significa il codice che abbiamo usato?
Cominciamo dal principio:
Abbiamo già visto prima come si costruisce un oggetto con NewMail. Qui faremo lo stesso. Costruiamo un oggetto Connection che appartiene ad ADO e lo chiamiamo objConn.

Set objConn = Server.CreateObject(“ADODB.Connection”)

Poi usando il metodo Open del Connection Object ci colleghiamo al database:

objConn.Open(“Provider = Microsoft.Jet.OLEDB.4.0; Data Source = C:/asptutorial/crm.mdb”)

Adesso abbiano bisogno di un oggetto Recordset (anche questo di ADO) per metterci dentro tutti i nostri dati che vengono fuori quando interroghiamo il database.

Set objRs = Server.CreateObject(“ADODB.Recordset”)

E poi con il metodo Execute dell’oggetto Connection eseguiamo una query al database e depositiamo il risultato nel recordset che abbiamo costruito.

set objRs = objConn.Execute(“SELECT * from tbl_feedback”)

Ciò che faremo di qui in poi l’abbiamo già visto. Questo While Loop semplicement dice “fai finché non siamo arrivati alla fine del file” (EOF = End Of File)

Do While NOT objRs.EOF

Scrivimi il nome, email e commenti del primo record:

response.write “nome = ” & objRs(“nome”) & “<br>”
response.write “email = ” & objRs(“email”) & “<br>”
response.write “commenti = ” & objRs(“commenti”) & “<br>”
response.write “<hr size=’1′ color=’midnightbluè width=’40%’ align=’left’>”

e quando l’hai fatto spostati al prossimo record

objRs.Movenext

e rifallo

Loop

Poi si pulisce.

<%
objRs.Close
Set objRs = Nothing
objConn.Close
Set objConn = Nothing
%>

Tutto qui.
Naturalmente questa non è l’unica maniera di scrittura del codice e forse neanche la più efficiente, comunque avrai poi tempo di sperimentare per conto tuo. Questo metodo è semplice e valido.
Bisogna sottolineare che è molto importante chiudere il recordset e la connection. Vedremo i motivi un po’ più avanti.
La regola più importante per accedere ad una database è uguale a quella nell’affrontare una rotonda stradale: entra più svelto che puoi ed esci appena possibile. Quindi la connection deve essere chiusa al più presto possibile in modo da far posto a un’altra macchina. È più che sicuro che nella nostra applicazione queste righe di code saranno ripetute molte volte anche spesso nella stessa pagina. Anche se fai 100 chiamate nella stessa pagina mai lasciare aperta la connection, chiudila sempre e crearne un’altra quando ne hai bisogno. Altrimenti se continui a girare intorno e intorno gli altri faranno fatica ad entrare.
Allora, vediamo se possiamo semplificare un po’ il codice che abbiamo scritto per evitare di scrivere sempre tutto.
Per esempio la string che usiamo per collegarci al database, poiché è sempre la stessa, non potremmo metterla nel global.asa? Ricordi? Se la mettiamo in quel file ce l’abbiamo sempre e se spostiamo il database da un’altra parte o se ne facciamo un’altra dobbiamo solo cambiare quella linea e tutto il resto funziona.

<%
Sub Application_OnStart()
strDbConn = “Provider = Microsoft.Jet.OLEDB.4.0; Data Source = C:/asptutorial/crm.mdb”
Set Application(“dbconn”) = strDbConn
End Sub
%>

Cosi che nelle nostre pagine ci colleghiamo così:

<% objConn.Open Application(“dbconn”) %>

O ancora meglio, potremmo scriver una procedura

<%
Sub Prendi_Recordset(objConn, objRs, strConn, strsql)
‘——————————————————–
‘Purpose: riceve un recordset dalla mia database
‘Date: 28 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
Set objConn = Server.CreateObject(“ADODB.Connection”)
objConn.Open strConn
Set objRS = objConn.Execute (strsql)
End Sub
%>

Tutte le volte che devi accedere al database basta una riga sola

<%
call Prendi_recordset(objConn, objRS, strConn, strsql)
dove naturalmente strConn e strsql sono:
strsql =”SELECT * from tbl_feedback”
strConn = Application(“dbconn”)
%>

e così finiamo questo programma per bene. (Segue check_connection.asp)

<%
Option Explicit
‘——————————————————–
‘Purpose: controlla se la nostro database funzione
‘Date: 28 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
Dim objConn, objRs

call Main()

Sub Main()
‘——————————————————–
‘Purpose: logica dell’applicazione
‘Date: 28 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
Dim strConn, strsql
strConn = Application(“dbconn”)
strsql =”SELECT * from tbl_feedback”

call Prendi_Recordset(strConn, strsql)
call Guarda_Recordset(objRs)

‘pulisci e chiudi
objRs.Close
Set objRs = Nothing
objConn.close
Set objConn = Nothing
End sub

Sub Guarda_Recordset(objRs)
‘——————————————————–
‘Purpose: mostra un recordset dalla mia database
‘Date: 28 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
Do while NOT objRs.EOF
response.write “nome = ” & objRs(“nome”) & “<br>”
response.write “email = ” & objRs(“email”) & “<br>”
response.write “commenti = ” & objRs(“commenti”) & “<br>”
response.write “<hr size=’1′ color=’midnightbluè width=’40%’ align=’left’>”
objRs.Movenext
Loop
End sub

Function Prendi_Recordset(strConn, strsql)
‘——————————————————–
‘Purpose: riceve un recordset da un query
‘Date: 28 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
Set objConn = Server.CreateObject(“ADODB.Connection”)
objConn.Open strConn
Set objRs = objConn.Execute (strsql)
End Function
%>

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Conoscenza col Connection e Recordset non basta


Nella lezione precedente siamo riusciti a estrarre un recordset dal nostro database. Bene, da qualche parte si deve pur cominciare. Se non l’avevi mai fatto sono sicuro che sei molto contento con te stesso ;o)

L’oggetto Recordset però è un po’ più complicato di quello che abbiamo fatto fino adesso. Se ci hai fatto caso, nel programma check_connection.asp abbiamo dovuto mantenere la Connection con il database aperta finché non abbiamo finito col recordset. La ragione è che il metodo che abbiamo adoperato, essendo il più semplice, ci ha dato un Connected Recordset. C’è un’altra maniera, e più efficiente di estrarre un recordset che ci permette di chiudere la connection non appena i dati sono arrivati. Questo è il Disconnected Recordset.

Modifichiamo il nostro Prendi_Recordset così che possiamo chiudere la connection subito. Prima però abbiamo bisogno di includere un file che contiene i valori delle costanti di ADO. Il file si chiama adovbs.inc e si include nella pagina con questa sintassi:

<!–#include virtual=”yourwebroot/dovelatrovo/adovbs.inc”–>

Lo so che non abbiamo parlato di Includes e forse è meglio se ne parliamo subito.

Gli Includes sono un po’ come le Funtions e le Procedures e si adoperano per incapsulare del codice in modo da poterlo riutilizzare in molte pagine. Il motore di ASP, quando vede una direttiva “include”, cerca il file e inserisce il codice che trova in quel punto del file. Personalmente io adopero poco i file include perché rendono il codice più difficile da leggere e possono creare problemi se la struttura del directory del sito cambia. Di regola si fa una folder chiamata include e tutte le include si chiamano di li. Per convenzione sono chiamati con estensione .inc ma le puoi chiamare anche con .asp. Come tutto il resto possono contenere ASP, HTML o una mescolanza di tutto.
Con un po’ di giudizio sono molto utili e anche noi li adopereremo presto. Il più grande vantaggio è che se mettiamo un file include che, per esempio, contiene un numero di funzioni utili al principio di tutte le nostre pagine, quando cambiamo l’include non dobbiamo cambiare nessuna delle nostre pagine.

Ma riprendiamo con la nostra funzione che ci dà indietro un recordset disconnesso.

<%
Function Prendi_Recordset(strConn, strsql)
‘——————————————————–
‘Purpose: ritorna un disconnetted recordset
‘Date: 28 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
Dim objConn, objRS

Set objConn = Server.CreateObject(“ADODB.Connection”)
objConn.Open strConn
Set objRS = Server.CreateObject(“ADODB.Recordset”)

objRS.CursorLocation = adUseClient
objRS.Open strsql, objConn, adOpenForwardOnly, adLockBatchOptimistic

Set objRS.ActiveConnection = Nothing
objConn.Close
Set objConn = Nothing

Prendi_RecordSet = objRS

End Function
%>

Ne segue che dalla nostra pagina la chiamiamo con:

<% Set objRS = Prendi_RecordSet(strConn, strsql) %>

La ragione per cui è preferibile chiudere le connessioni al database al più presto è che le connessioni richiedono al server risorse considerevoli. In più se non le chiudiamo esplicitamente rimangono aperte, con il risultato che le performance del Server deteriorano drasticamente. Non vogliamo, insomma, fare aspettare i nostri utenti più di quello che devono.

Spesso però dobbiamo fare delle query al database che non richiedono che il codice ci ritorni un recordset. Per esempio se volessimo inserire un nuovo record nella nostro database o se ne volessimo cambiare uno già in esistenza.
In questi casi è sufficiente collegarci e eseguire la query, così:

<%
dbConn = Application(“dbconn”)

strsql = “INSERT INTO tbl_feedback ( nome, email, commenti, ricevuto ) Values(‘amerigo vespucci’,'amerigo@nave.net’,'hello therè,Now());”

Set objConn = Server.CreateObject(“ADODB.Connection”)
objConn.Open dbConn
objConn.Execute strsql
%>

Quando questi programmi non funzionanao subito come vorresti, usa il response.write per vedere cosa è che non va. Per esempio con:

<% Response.write strsql %>

Potresti vedere il code sql della tua query. Se lo tagliamo e lo incolliamo nella query window di Access vedi subito se funziona o no. Lo puoi mettere a posto da lì e quando ha funzionato in Access lo puoi incollare di nuovo nel tuo programma.

Anche in questi case sarebbe meglio fare una Function così che la possiamo usare dappertutto e in una maniera uniforme.

<%
Sub fai_query(strConn, strsql)
‘——————————————————–
‘Purpose: fa una query con una string valida di SQL
‘Date: 29 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
Dim objConn

Set objConn = Server.CreateObject(“ADODB.Connection”)
objConn.Open strConn

objConn.Execute strSQL

objConn.Close
set objConn = Nothing

End Sub
%>

Quando la chiamiamo dal nostro programma, questo basta

Call fai_query( strConn, strsql)

A questo punto abbiamo un bell’esempio per l’uso di una include file. Se mettiamo queste Procedure e funzioni che abbiamo scritto per connetterci al database in un file unico e chiamandolo attrezzi_db.inc, possiamo adoperarle dappertutto nelle nostre pagine.

<!–#file virtual=lamiaWebRoot/include/attrezzi_db.inc –>

Il nostro programma diventa molto più facile da leggere, ci risparmiamo un mucchio di linee di codice e siamo sicuri che chiudiamo le Connections.

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Non ho ancora finito. Lezione pratica.


Adesso che sai recuperare un record dal database e metterne dentro uno nuovo non ci rimane un gran che da fare. Per fare qualcosa di utile cerchiamo allora di costruire un’applicazione che ci permetta di inserire delle informazioni nel database attraverso una form e di mostrarle quando visualizziamo una pagina. Per esempio: se volessimo mostrare notizie di attualità sul nostro sito e cambiarle ogni giorno, non sarebbe meglio automatizzare il lavoro invece di scrivere HTML in continuazione? Io penso di sì!

Allora scriviamo il pseudocodice che descrive l’applicazione:

Input
Se la form è vuota
Mostrala
Se no
Entra I dati nel database

Output
Prendi il recordset dal database
Formattalo e mostralo all’utente

Subito costruiamo un’altra tabella per questa applicazione dove mettiamo i seguenti campi:

tbl_news

Nome campo

Tipo campo

Id

primary key

Titolo

Text

Sottotitolo

Memo

Testo

Memo

Data_vivo

date/time

Data_morto

date/time

Hai fatto? Via! La form la fai con gli occhi chiusi. Io, qui sotto, modifico quella che abbiamo già fatto per il feedback, è quasi uguale. Salva questa form e chiamala news.inc Io uso i file include (.inc) di rado, ma ora voglio farti vedere un po’ tutte le maniere in cui si può lavorare.

<– NEWS.INC–>
<– input form per le news applicazione–>
<HTML>
<HEAD>
<TITLE>News Input</TITLE>
</head>
</HEAD>

<BODY>
‘usiamo questa flag per controllare se la form è stata mandata
<FORM ACTION=”news.asp?submitted=true” METHOD=”post”>
<div align=”center”>
<table border=”0″ width=”95%” celpadding=”2″ cellspacing=”2″>
<tr>
<td><h1>Entra le news per oggi qui…
<hr align=”LEFT” size=”1″ width=”100%” color=”navy”></h1>
</td>
</tr>
<td align=”center”><br><br>
<table width=”80%” border=”0″ celpadding=”2″ cellspacing=”2″>
<tr>
<td>Titolo</td>
<td><INPUT NAME=”titolo” TYPE=”TEXT” size=”80″ MAXLENGTH=”80″></td>
</tr>
<tr>
<td>Sottotitolo</td>
<td valign=”top”>
<TEXTAREA NAME=”sottotitolo” ROWS=”3″ COLS=”60″></TEXTAREA>
</td>
</tr>
<tr>
<tr>
<td valign=”top”>News</td>
<td><TEXTAREA NAME=”news” ROWS=”10″ COLS=”60″></TEXTAREA></td>
</tr>
<tr>
<td nowrap>Data di entrata</td>
<td valign=”top”>
<INPUT NAME=”vivo” TYPE=”TEXT” Value=”<%= Now() %>” size=”24″ MAXLENGTH=”24″>
</td>
</tr>
<tr>
<td nowrap>Data di scadenza</td>
<td valign=”top”>
<INPUT NAME=”morto” TYPE=”TEXT” size=”24″ MAXLENGTH=”24″>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign=”top”><b>&nbsp;</b></td>
<td>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan=”2″ align=”center”>
<table width=”40%” border=”0″ celpadding=”6″ cellspacing=”2″>
<tr>
<td align=”right”>
<INPUT TYPE=”submit” NAME=”submit” VALUE=”Entra”>
</td>
<td align=”left”>
<INPUT TYPE=”reset” NAME=”Reset” VALUE=”Reset”>
</td>
</tr>
</table>
</td>
</tr>
</table>
</td>
</tr>
</table>
</div>
</FORM>

</BODY>
</HTML>

L’unica cosa che ancora non hai visto qui è la maniera in cui inseriamo il valore dalla data di oggi. Mi sembra che ne abbiamo parlato nella prima lezione. Inutile farlo a mano, no?

<tr>
<td nowrap>Data di entrata</td>
<td valign=”top”>
<INPUT NAME=”vivo” TYPE=”TEXT” Value=”<%= Now() %>” size=”24″ MAXLENGTH=”24″>
</td>
</tr>

Le date sono sempre un po’ problematiche con le banche dati e nel maneggiarle di sicuro ti verrà qualche capello bianco. Infatti paesi diversi adoperano formati diversi. Per esempio negli USA la data è sempre riportata come mese/giorno/anno, mentre in Europa è giorno/mese/anno. A dirti la verità io odio le date ma, hey! Non si può farne a meno.

Adesso mettiamoci intorno il resto del programma adoperando quella library che abbiamo già fatto attrezzi_db.asp. Includendola abbiamo accesso alle nostre funzioni.

<%
Option Explicit
‘——————————————————–
‘Purpose: applicazione per le news
‘Date: 30 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
%>
<!– la mia è nella stessa folder –>
<!– #include file=”attrezzi_db.asp” –>
<%
Dim strConn, message
Dim titolo, sottotitolo, testo, vivo, morto

call Main()

Sub Main()
‘——————————————————–
‘Purpose: la logica dell’applicazione
‘Date: 29 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
Dim submitted, query, form
submitted = Request.QueryString(“submitted”)
If submitted then
call vendemmia(form)
query = costruisci_query(titolo,sottotitolo,testo,vivo,morto)
strConn = Application(“dbconn”)
‘questa è in attrezzi_db.inc, ti ricordi? quindi ce l’abbiamo
call fai_query(strConn, query)
call quale_risultato(message)
else
%>
<!– mettiamo la form qui –>
<!– #include file=”news.inc”–>
<%
end if
end Sub

Sub vendemmia(form)
‘——————————————————–
‘Purpose: raccogli i dati dalla form
‘Date: 29 March 2001
‘Commenti: corregge il problema di &quot;
‘——————————————————–
‘questo Replace lo facciamo per il carattere “&quot;”
‘altrimenti la Database si confonde
titolo = Replace(Request.Form(“titolo”),”‘”,”””)
sottotitolo = Replace(Request.Form(“sottotitolo”),”‘”,”””)
testo = Replace(Request.Form(“news”),”‘”,”””)
vivo = Request.Form(“vivo”)
morto = Request.Form(“morto”)
end sub

Function costruisci_query(titolo,sottotitolo,news,vivo,morto)
‘——————————————————–
‘Purpose: costruisce la query
‘Date: 29 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
Dim strsql
strsql = “INSERT INTO tbl_news ( titolo, sottotitolo, testo, data_vivo, data_morto)”
strsql = strsql & ” Values(‘”
strsql = strsql & titolo & “‘,’”
strsql = strsql & sottotitolo & “‘,’”
strsql = strsql & testo & “‘,’”
strsql = strsql & vivo & “‘,’”
strsql = strsql & morto & “‘)”
’se hai dei guai costruendo questa, metti un
‘Response.Write strsql & “<br>”
‘così la vedi e la puoi accomodare
costruisci_query = strsql
End Function

Sub quale_risultato(message)
‘——————————————————–
‘Purpose: cronaca il risultato della query e formatta una risposta
‘Date: 29 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
Select case message
case “ok”
response.write “Tutto è andato bene, <br> e grazie per il pesce.”
response.write “<br><br><div align=’center’><a href=’JavaScript:history.back()’>Click to go back</a></div>”
case “not ok”
response.write “È un grosso disastro!
<br> Chissa cosa è successo?”
response.write “Prova a scrivere la query e altre variabili per vedere se riesci a risolvere il problema.”
response.write “<br>Anche la professione del falegname è onorevole ;o)”
response.write “<br><br><div align=’center’><a href=’JavaScript:history.back()’>Click to go back</a></div>”
case else
response.write “Se sei qui è metafisica pura”
end select

end sub
%>

Non è un gran che diverso da quello che abbiamo già fatto prima. Ma come sempre quando si comincia a scrivere il codice il pseudocodice si espande e così il nostro originale è diventato:

Input
Se la form NON è vuota
includi il file attrezzi.asp
vendemmia la form
costruisci la query
esegui la query
chek per errori
Entra I dati nelil database
cronaca il risultato

Se no
Mostra la Form
finito

Costruire la query, cosa che ancora non avevamo fatto, è sempre un po’ difficile ma richiede solo attenzione. Le prime volte è sempre meglio stamparla così si vede cosa non va. Più che altro stai attento alla sintassi mettendola in ordine come ho fatto io, o ancora di più se vuoi. Ordine is GOOD!

Per esempio guarda come spesso si programma in ASP:

<%
strsql = “INSERT INTO tbl_news ( titolo, sottotitolo, _
testo, data_vivo, data_morto) Values (‘”_
& titolo& “‘,’” & sottotitolo & “‘ , ‘ ” & testo &_
“‘,’” &vivo& “‘,’” & morto & “‘)”
%>

Come fai a vedere errori di sintassi qui? e questa è una query da bambini. Ancora meglio di quello che ho fatto io sarebbe:

<%
strsql = “INSERT INTO tbl_news”
strsql = strsql & “(“
strsql = strsql & “titolo,”
strsql = strsql & “sottotitolo,”
strsql = strsql & “testo,”
strsql = strsql & “data_vivo, “
strsql = strsql & “data_morto)”
strsql = strsql & ” Values(‘”
strsql = strsql & titolo
strsql = strsql & “‘,’”
strsql = strsql & sottotitolo
strsql = strsql & “‘,’”
strsql = strsql & testo
strsql = strsql & “‘,’”
strsql = strsql & vivo
strsql = strsql & “‘,’”
strsql = strsql & morto
strsql = strsql & “‘)”
%>

Vedi come è più facile trovare errori con un buon layout? Un altro cambiamento è avvenuto nella nostra fai_query(), la funzione che esegue la query. Quando si fanno delle query al database c’è sempre la possibilità che qualche cosa non funzioni e così è indispensabile controllare ogni errore. Guarda come abbiamo modificato il code di fai_query():


<%
On Error Resume Next

objConn.Execute strSQL

if err = 0 then
objConn.Close
set objConn = Nothing
message = “ok”
else
message = “not ok”
end if
%>

la linea On Error Resume Next forza il programma a continuare in caso di errore. Se non c’è un errore, l’oggetto Error rimane a zero e noi implementiamo un flag che dice “ok” ma se un errore è occorso allora mandiamo un messaggio al nostro utente per dirgli che qualcosa non ha funzionato. La nuova procedura quale_risultato(message) manda il messaggio che vogliamo noi invece di uno che vuole Microsoft.
Allora tutto quello che rimane è formattare l’Output ma lo faremo nella prossima lezione.

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Come presentare l’Output


Questa lezione sarà di riposo. Vogliamo solo finire la nostra applicazione per le news e sappiamo già cosa dobbiamo fare. Vediamo allora come formattare l’output:

Output
Prendi il recordset dalil database
Format e mostrala al cliente

Se modifichiamo il nostro file check_connection.asp esso dovrebbe già fare tutto. Cambiamo la query e basta.

Ma adesso mi accorgo che questa lezione non è un riposo poiché abbiamo a che fare con delle date ;o(
Beh, tanto vale che risolviamo il problema.

Se vogliamo che il nostro programmino di News sia utile bisogna che facciamo vedere solo le News che si riferiscono alla data corrente quindi la nostra query deve tener conto forzatamente della data e dovrebbe diventare

select * from tbl_news where data_morto < oggi

In genere il formato della data dipende da come il server è stato configurato e non sempre noi abbiamo controllo del server. Diciamo che il tuo sito è su un server a Bologna e tutto funziona perfettamente. Domani invece lo muovi su un server a Seattle (USA) perché ti costa la metà, funzionerà tutto bene anche lì?

Io credo di no. Il server americano di sicuro salva la data come mese/giorno/anno mentre a Bologna tu adoperavi giorno/mese/anno. Se, per esempio, si vuole inserire un comando del tipo:

se
02/03/01 è diverso da 03/02/01
allora cambia la data

a Bologna sarà vero ma a Seattle non lo sarà più anche se la data è la stessa. Come facciamo a risolvere questi problemi?

Non è poi così difficile è solo una seccatura. Prova un po’ questo:

<%
Option Explicit
dim oggi,x

oggi = date()
response.write “oggi = ” & oggi & “<br>”
x = split(oggi, “/”)

response.write “x(0) = ” & x(0) & “<br>”
response.write “x(1) = ” & x(1) & “<br>”
response.write “x(2) = ” & x(2) & “<br>”
%>

Con la funzione Split riusciamo a separare i tre campi della data. Una volta che li abbiamo così, possiamo rimetterli a posto come vogliamo noi

<%
data_Bologna = x(0) & “/” & x(1) & “/” & x(2)
data_Seattle = x(1) & “/” & x(0) & “/” & x(2)
%>

Allora adesso che abbiamo risolto il problema della data, torniamo al nostro output per il programma News.

Prendi il vecchio check_connection.asp è chiamalo news_out.asp. L’unica cosa da fare qui è cambiare:

Sub Guarda_Recordset(objRs)

così che si presenta un po’ meglio.

Prima però mettiamo un altro campo nel database così che possiamo mandare i nostri clienti direttamente ad un’altra pagina dove la news viene mostrata per intero o ad un altro sito dove ci sono informazioni più approfondite.

Naturalmente bisogna anche cambiare l’input così che possiamo inserire questo URL nel database.
Ora la nostra tbl_news ha un campo chiamato url e questi comandi vanno nel nostro news.inc:

<tr>
<td nowrap>URL</td>
<td valign=”top”><INPUT NAME=”url” TYPE=”TEXT” size=”24″ MAXLENGTH=”100″></td>
</tr>

Allora adesso dobbiamo fare in modo che la pagina mostri il titolo e il sottotitolo di tutte le news che abbiamo con la data_morto > (maggiore) di oggi. Poi quando il cliente clicca sul titolo il testo deve apparire per intero.

Adesso la mia procedura è diventata:

<%
Sub Guarda_Recordset(objRs)
‘——————————————————–
‘Purpose: mostra un format recordset dalla mia database
‘Date: 28 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
dim titolo, sottotitolo, test, url

‘vendemmia la form
titolo = objRs(“titolo”)
sottotitolo = objRs(“sottotitolo”)
url = objRs(“url”)

Do while NOT objRs.EOF
‘tanto per cambiare possiamo usare HTML puro
%>

<table width=”80%” border=”0″ cellpadding=”4″ cellspacing=”2″>
<tr>
<td rowspan=”2″ width=”5%” valign=”top”><img src=”news.gif” width=”32″ height=”36″ alt=”" border=”0″></td>
<td bgcolor=”#8b4513″ widrh=”100%”><a href=”<%=objRs(“url”)%>”><font size=”+2″ color=”white”><%=titolo%></font></a></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor=”#b8860b”><font size=”+1″ color=”white”><%=sottotitolo%></td>
</tr>
</table>

<%
objRs.Movenext
Loop

End sub
%>

Come vedi puoi formattare l’output come vuoi e come hai sempre fatto.

L’unica linea che non abbiamo commentato è quella dell’URL

<a href=”<%=objRs(“url”)%>”><%=titolo%></a>

Si potrebbe anche fare molto meglio passando l’id della news nella Request.Querystring così:

<a href=”<%=objRs(“url”)%>?id=<%=objRs(“id”)%><%=titolo%></a>

se questa sintassi ti sembra un po’ confusa prova invece:

response.write “<a href=’” & url & “?id=” & id “‘>” & titolo & “</a>”

tutte e due danno lo stesso risultato.
Ormai è tutto semplice no?

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Come lavorare dal letto


Adesso che abbiamo imparato a usare un database dal Web e sappiamo costruire pagine che ci danno accesso a tutti i nostri dati non dobbiamo più essere in ufficio per lavorare. Volendo, possiamo rimanere a letto e con il portatile continuare a mantenere il sito in tutta tranquillità.

Però… prima bisogna creare un’area privata sul nostro sito altrimenti chiunque sapesse l’URL potrebbe modificare il nostro database attraverso le nostre pagine. Un grosso NO, NO. Il database è il nostro tesoro. Prima di rimanere a letto sarà meglio che creiamo una Login con una password in modo da essere al sicuro proprio come Ali Baba dentro la sua caverna.

Cosa si fa? Di sicuro hai già una buona idea su come procedere. Io di solito faccio così:
Nel global.asa metto:

<%
Sub Session_OnStart
Session(“login”) = False
End Sub
%>

Ok, così quando vieni nella pagine la variabile mi dice che tu non sei autorizzato. Quindi in ognuna delle mie pagine che voglio mantenere private, in cima, prima che succeda niente, controllo per vedere se il mio cliente ha l’autorizzazione.

<%
If Session(“login”) then
‘fai tutto quello che la tua pagina deve fare
else
‘Mi dispiace ma qui non ci puoi entrare
end if
%>

Siccome tutte le mie pagine adoperano due include, una per la testa della pagina e una per la coda, di solito questa parte del codice risiede lì.

Allora con questo sistema non possono entrare ma sfortunatamente non possiamo entrare neanche noi ;o)
Quindi creiamo subito una tabella nel nostro database chiamandola tbl_login. Qui ci mettiamo:

tbl_login

Nome campo

Tipo campo

Id

primary key

Nome

Text

Cognome

Text

Login

Text

Password

Text

e adesso scriviamo il programma Login.asp.

Da ora in poi non strutturerò più il codice in quanto i programmi sono un po’ troppo corti per farlo. Lo puoi far tu se vuoi, è una buona abitudine da prendere.

Siccome abbiamo già messo la nostra variabile Login nella global.asa, quando entriamo nel sito per la prima volta è già inizializzata come:

login = false

La logica, come sempre, è

Se clickato
fai quello che devi fare
se no
mostra la form


<%
Option Explicit
‘——————————————————–
‘Purpose: Login
‘Date: 07 April 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
Response.Buffer = True

Dim objConn, strConn, objRs, strsql
Dim submitted, login, password
%>

<html>
<head>
<title>Login</title>
</head>
<body bgcolor=powderblue>

<%
submitted = Request.Querystring(“submitted”)

If Submitted then

strConn = Application(“dbconn”)

login = Request.Form(“login”)
password = Request.Form(“password”)

strsql = “Select id, login, password FROM tbl_login “
strsql = strsql & “WHERE login =’” & login & “‘ AND password = ‘” & password & “‘”

Set objConn = Server.CreateObject(“ADODB.Connection”)
objConn.Open strConn
set objRs = objConn.Execute(strsql)

If objRs.EOF then
‘Non è valido, mandalo indietro
response.redirect “login.asp”
Else
‘è valido, fallo entrare
session(“login”) = True
objRs.close
Set objRs = Nothing
response.redirect “ufficio.asp”
end if
else
‘mostra la form
%>

<div align=”center”>
<form action=”login.asp?submitted=true” method=”post”>
<table align=”center” cellspacing=”0″ cellpadding=”5″ border=”1″ bordercolor=”midnightblue” bgcolor=”ivory” width=”400″>
<tr>
<th><font color=firebrick size=+2><b>Solo chi voglio io!</b></font></th>
</tr>
<tr>
<td align=”center” bgcolor=”azure”>
<%
if session(“login”) and Submitted then
response.redirect “login.asp”
else
response.write “<br><br> Per favore, inserisci login/password. <br><br>”
end if
%>
<table>
<tr>
<td class=event>Login:</td>
<td><input type=”text” name=”Login” size=”10″ maxlength=”30″></td>
</tr>
<tr>
<td class=event>Password:</td>
<td><input type=”password” name=”Password” size=”10″ maxlength=”12″></td>
</tr>
</table>
<br>
<input type=”submit” value=”Submit”>
<input type=”reset” value=”Cancel” Onclick=”Javascript:history.go(-1)”>
</td>
</tr>
</table>
</form>
</div>

</body>
</html>

<%
end if

Response.end
Response.Clear
%>

I dati della form sono entrati in una query al database e se il recordset è vuoto vuol dire che non abbiamo trovato una valida combinazione di login/password quindi rimandiamo al login.asp per riprovare.

Qui potresti contare fino a 3 per esempio e poi far scomparire il login.
Se il recordset contiene dati, vuol dire che la combinazione esiste e quindi:

<% Session(“login”) = true %>

che ci permette di entrare dentro al nostro sito in un area che controlliamo solo noi.

Se tu volessi adoperare questa tecnica per fare entrare i tuoi clienti in un area privata sarebbe comodo mantenere informazioni sul tuo utente. Informazioni che ti possono servire per comunicare con esso durante il tempo che spende con te nel tuo sito. Siccome abbiamo guardato al suo record tanto vale che teniamo le informazioni. Cose come:

<%
Session(“id”) = objRs(“id”)
Session(“nome”) = objRs(“nome”)
%>

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Il pannello di controllo


La pagina Login.asp che abbiamo appena costruito è un po’ come la chiave dell’ufficio. Virtuale, naturalmente, e raggiungibile direttamente dal letto. Il nostro ufficio però è piuttosto vuoto e sarà meglio che cominciamo a riempirlo con le cose di cui abbiamo bisogno per lavorare.

Il file a cui ci manda il login.asp si chiama ufficio.asp per una ragione.

Questo qui sotto, per esempio, è uno dei miei. Di solito ne costruisco uno per ogni sito ma adesso che ci penso dovrei costruirmene uno solo che funziona per tutti i siti. Ah!, si impara sempre in questo lavoro…

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Ognuna di queste entrate è un piccolo programma che mi permette di lavorare a letto. Beh, non proprio dal letto ma certo che non ho bisogno di essere in ufficio per mantenere questo sito.

Cominciamo allora a costruire il nostro ufficio.asp.
Il file è una semplice tabella dove possiamo continuare a metterci entrate ogni volta che costruiamo qualcosa di nuovo. Al momento ho paura che le news sono l’unica cosa che possiamo fare, ma di sicuro tu stai già pensando a un mucchio di altre cose.

<%
If session(“login”) then
%>
<html>
<head>
<title>Ufficio</title>
</head>
<body>
<div align=”center”>
<table width=”60%” border=”0″ cellspacing=”4″ cellpadding=”4″ align=”center”>
<tr>
<th colspan=2>
<font size=+2 color=”firebrick”>Ufficio Virtuale o Letto?</font>
<hr size=”1″ color=”firebrick” width=”80%” align=”center”>
</th>
</tr>
<tr>
<td width=”40″><img src=”news1.gif” width=”35″ height=”35″ alt=”" border=”0″></td>
<td width=”100%”>
<a href=”news.asp”><font color=”teal”>Inserisci una nuova News</font></a>
</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
</tr>
</table>
</div>
</body>
</html>
<%
else
response.write “Mi dispiace ma questo è il mio ufficio e tu non hai la chiave…”
end if
%>

Come vedi tutto quello che facciamo qui è controllare che la chiave ci sia altrimenti mandiamo un messaggio e rifiutiamo l’ingresso. Prova a incollare http://dovehaimessoquesta/ufficio.asp nell’area di indirizzo del browser e vedrai che non ti fa entrare.
Ora che hai aperto il tuo ufficio virtuale cominciamo a sistemarlo per bene.

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Come mantenere i nostri dati


Torniamo al programma News.asp. Ok, ci permette di inserire una nuova notizia ma cos’altro?
Bisognerebbe anche averne uno che ci permette di modificarla. Diciamo che siamo a letto e guardando il sito vediamo che abbiamo fatto un errore in un News, come lo accomodiamo?
Vediamo di modificare questa News e farla un po’ più utile. Bisognerebbe essere in grado di

aggiungere una nuova – lo facciamo già
cambiare una esistente
cancellare una esistente

Tutto qui? Tu forse ne sai più di me adesso ma io, al momento, non riesco a pensare ad altro.

Facciamolo in una maniera semplice. Creiamo un’altra entrata nel nostro ufficio:

<a href=”mantieni_news.asp”><font color=”teal”>Mantieni le News</font></a>

e una fila chiamata mantieni_news.asp:

<%
Option Explicit
‘——————————————————–
‘Purpose: mostra le news per cambiarle
‘Date: 7 Aprile 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
%>
<!–#include file=”adovbs.inc”–>
<%
Dim objConn, strConn, objRs, strsql

‘abbiamo le chiavi?
If Session(“login”) then

strConn = Application(“dbconn”)
strsql = “Select * from tbl_news order by data_morto Asc”

Set objConn = Server.CreateObject(“ADODB.Connection”)
objConn.Open strConn
Set objRs = Server.CreateObject(“ADODB.Recordset”)

set objRs = objConn.Execute(strsql)
‘controla per errori da solo

response.write “<div align=center>”
response.write “<table border=’1′ width=’80%’ cellpadding=’4′ cellspacing=’4′ bgcolor=’bisquè>”
response.write “<tr><th colspan=’4′ align=’center’><font size=’+2′ color=’firebrick’>Mantieni le News</font></th</tr>”
‘ricordati di passare l’id del record nella querystring
Do while Not objRs.EOF
%>
<tr>
<td width=”5%”><font color=’teal’><%= objRs(“id”) %></font></td>
<td width=”75%”><font color=’teal’><%= objRs(“titolo”) %></font></td>
<td width=”10%”><a href=”cambia_news.asp?id=<%= objRs(“id”) %>”>cambia</a></td>
<td width=”10%”><a href=”cancella_news.asp?id=<%= objRs(“id”) %>”>cancella</td>
</tr>
<%
objRs.MoveNext
Loop
Response.write “</table></div>”
else
‘quando hai tempo, metti queste linee in un .inc e formattale con un bel messaggio
‘poi la puoi mettere dappertutto nell’ufficio
response.write “Mi dispiace ma questo è il mio ufficio e tu non hai la chiave…”
end if
%>

Con questa file vediamo tutte le nostre news, un titolo alla volta. Poi ad ogni titolo mettiamo un option per cambiare o cancellare quella specifica entrata.
Quando clicchiamo su “cambia” chiamiamo un’altra fila cambia_news.asp che ci permette di farlo.
Come? così:

<%
Option Explicit
Dim strConn, objConn, objRs, strsql, submitted
Dim id, titolo, sottotitolo, testo, vivo, morto,url

‘abbiamo le chiavi per l’ufficio?
If Session(“login”) then

strConn = Application(“dbconn”)
submitted = Request.QueryString(“submitted”)

’si, ma è clickata la Form?
If submitted then
’si, è clickata quindi cambiamo i dati

id = Request.QueryString(“id”)

‘raccogliamo I dati dall nostra form
titolo = Request.Form(“titolo”)
sottotitolo = Request.Form(“sottotitolo”)
testo = Request.Form(“testo”)
vivo = Request.Form(“vivo”)
morto = Request.Form(“morto”)
url = Request.Form(“url”)

‘costruiamo la query
strsql = “Update tbl_news “
strsql = strsql & ” SET (“
strsql = strsql & “titolo = ‘” & titolo & “‘,”
strsql = strsql & “sottotitolo = ‘” & sottotitolo & “‘,”
strsql = strsql & “testo = ‘” & testo & “‘,”
strsql = strsql & “data_vivo = #” & vivo & “#,”
strsql = strsql & “data_morto = #” & morto & “#,”
strsql = strsql & “url = ‘” & url & “‘) “
strsql = strsql & “Where id = ” & id

Set objConn = Server.CreateObject(“ADODB.Connection”)
objConn.Open strConn
Set objRs = Server.CreateObject(“ADODB.Recordset”)

set objRs = objConn.Execute(strsql)
‘guarda per errori da solo, come abbiamo già fatto

objConn.Close
Set objConn = Nothing

else
‘ancora non abbiamo clickato niente e vogliamo solo vedere
id = Request.QueryString(“id”)

strsql = “Select * from tbl_news where id = ” & id

Set objConn = Server.CreateObject(“ADODB.Connection”)
objConn.Open strConn
Set objRs = Server.CreateObject(“ADODB.Recordset”)

set objRs = objConn.Execute(strsql)

‘vendemmia il recorset
titolo = objRs(“titolo”)
sottotitolo = objRs(“sottotitolo”)
testo = objRs(“testo”)
morto = objRs(“data_morto”)
vivo = objRs(“data_vivo”)
url = objRs(“url”)
%>
‘mostra la forma con I valori che sono nelil database
<FORM ACTION=”cambia_news.asp?submitted=true&id=<%= id %>” METHOD=”post”>
<div align=”center”>
<table border=”0″ width=”95%” celpadding=”2″ cellspacing=”2″>
<tr>
<td><h1>Cambia quello che vuoi…<hr align=”LEFT” size=”1″ width=”100%” color=”navy”></h1></td>
</tr>
<td align=”center”><br><br>
<table width=”80%” border=”0″ celpadding=”2″ cellspacing=”2″>
<tr>
<td>Titolo</td>
<td><INPUT NAME=”titolo” TYPE=”TEXT” Value=”<%= titolo %>” size=”80″ MAXLENGTH=”80″></td>
</tr>
<tr>
<td>Sottotitolo</td>
<td valign=”top”><TEXTAREA NAME=”sottotitolo” ROWS=”3″ COLS=”60″><%= sottotitolo %></TEXTAREA></td>
</tr>
<tr>
<tr>
<td valign=”top”>News</td>
<td valign=”top”><TEXTAREA NAME=”testo” ROWS=”10″ COLS=”60″><%= testo %></TEXTAREA></td>
</tr>
<tr>
<td nowrap>Data di entrata</td>
<td valign=”top”><INPUT NAME=”vivo” TYPE=”TEXT” Value=”<%= vivo %>” size=”24″ MAXLENGTH=”24″></td>
</tr>
<tr>
<td nowrap>Data di scadenza</td>
<td valign=”top”><INPUT NAME=”morto” TYPE=”TEXT” Value=”<%= morto %>” size=”24″ MAXLENGTH=”24″></td>
</tr>
<tr>
<td nowrap>URL</td>
<td valign=”top”><INPUT NAME=”url” TYPE=”TEXT” Value=”<%= url %>” size=”24″ MAXLENGTH=”100″></td>
</tr>
<tr>
<td valign=”top”><b>&nbsp;</b></td>
<td>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan=”2″ align=”center”>
<table width=”40%” border=”0″ celpadding=”6″ cellspacing=”2″>
<tr>
<td align=”right”><INPUT TYPE=”submit” NAME=”submit” VALUE=”Entra”></td>
<td align=”left”><INPUT TYPE=”reset” NAME=”Reset” VALUE=”Reset”></td>
</tr>
</table>
</td>
</tr>
</table>
</td>
</tr>
</table>
</div>
</FORM>
<%
end if

end if
%>

Tutto qui. Adesso possiamo cambiare quello che vogliamo, quando vogliamo e da dove vogliamo.
Nella stessa maniera puoi implementare il bottone che cancella, con un file cancella_new.asp. Questa è ancora più semplice. Tutto quello che devi fare è attivare una Delete query quando il bottone è cliccato.

Qui abbiamo usato una soluzione molto semplice ma si potrebbe/dovrebbe fare un po’ più elegante e con meno file. Queste sono questioni di preferenza. Avremmo potuto usare lo stesso file con un Select statement. La logica diventa un po’ più complicata ma di sicuro lo sapresti fare adesso.

Finisci questa applicazione da solo e vedrai che la troverai utile. Una volta che hai imparato a fare:

Insert
Select
Update

hai imparato a fare tutto ;o) Il resto è questione di pazienza, di stile, di sintassi. Non si finisce mai di imparare. In più come ti ho detto, ci sono molte maniere per spellare un gatto, molto più efficienti di quello che ti ho fatto vedere. Di sicuro troverai le tue.

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Le News non bastano


Adesso che hai visto come si fa presto a lavorare senza dover essere in ufficio comincia a pianificare le tue prossime vacanze in Australia (è bello qui, sai?). Prima di partire sarà meglio che ci costruiamo un po’ più di attrezzi per il nostro sito altrimenti chi paga il mangiare?

Per esempio adesso che abbiamo un servizio di news efficiente e da poter cambiare tutti i giorni certamente le visite al nostro sito cresceranno e con quelle anche la comunicazione con i nostri clienti crescerà di volume. I nostri clienti ci faranno più domande (il che naturalmente vuol dire più business ;o) ed è importantissimo che noi gli rispondiamo il più presto possibile.

Se ti ricordi, nella lezione 9 abbiamo scritto una piccola applicazione che mostra una feedback form, e quando è inviata, ci manda un email. Troppo indietro? Beh, ormai fai prima a riscriverla. Però se la riscrivi tanto vale che la migliori allo stesso tempo. Cambiamola in modo che compia queste azioni:

Mostra la form
quando e submitted
mandaci una email
entra I dati nelil database

Trova il code vecchio così che ne ricicliamo dei pezzi. È vero che adesso ne sappiamo molto di più ma forse avevamo già fatto qualcosa di utile anche allora.

E infatti:

feedback.asp è la form, trovala e cambiamo solo la linea:

<FORM ACTION=”manda_feedback.asp” METHOD=”post”>

apriamo un file nuovo e chiamiamolo feedback_extra.asp così poi lavoriamo tutto in un unico file. Io preferisco sempre meno file che più.

Allora la linea diventa:

<FORM ACTION=”feedback_extra.asp?clickato=true” METHOD=”post” onSubmit=”return submitIt(this)”>

Oh, in più stavolta facciamo la verifica dei dati nella form sul cliente. Usiamo una semplice funzione in Javascript che controlla se l’email è vuota. Se non hai familiarità con Javascript prova a mandare la form senza email e vedi subito cosa succede.

<script language=”JavaScript”>
<!–
function submitIt(theform) {
if (theform.email.value == “”) {
alert(“Per favore, entra il tuo email…”)
theform.email.focus()
return false
}
}
–>
</script>

Se il cliente non inserisce l’email facciamo aprire una piccola dialog window in cui chiediamo il suo l’indirizzo. Poi, quando torniamo alla form, collochiamo il cursore sull’email text box, per rendere tutto più facile.
E sempre meglio essere gentili, no?

Feedback_extra.asp comincia così, come al solito.

<%
If clickato then
‘facciamo tutto qui
else
%>
<!–#include file=’feedback.asp’–>
<%
end if
%>

Il ‘facciamo tutto qui’ segue in dettagli:

<%
Option Explicit
‘——————————————————–
‘Purpose: Raccoglie il feedback dal sito e lo entra nella CRM database
‘Date: 13 Aprile 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
%>
<html>
<head>
<title>Raccogliere il Feedback</title>

<script language=”JavaScript”>
<!–
function submitIt(theform) {
if (theform.email.value == “”) {
alert(“Per favore, entra il tuo email…”)
theform.email.focus()
return false
}
}
–>
</script>

</head>
<body>

<%
Dim form, clickato
Dim nome, email, commenti

call Main()

Sub Main()
‘——————————————————–
‘Purpose: la logica dell’applicazione
‘Date: 13 April 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
clickato = Request.QueryString(“clickato”)

If clickato then
call vendemmia(form)
call metti_dentro(nome,email,commenti)
call manda_grazie(email)
call mostra_grazie()

else
%>
<!–#include file=’feedback.asp’–>
<%
end if
End sub

‘——————————————————-
Sub vendemmia(form)
‘——————————————————–
‘Purpose: raccoglie i dati della form
‘Date: 10 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–

nome = Request.Form(“nome”)
email = Request.Form(“email”)
commenti = Request.Form(“commenti”)

end sub

‘——————————————————-
Sub metti_dentro(a,b,c)
‘——————————————————–
‘Purpose: entra i dati nelil database
‘Date: 10 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
Dim strsql, objConn, strConn, objRs

strConn = Application(“dbconn”)

strsql = “INSERT INTO tbl_feedback ( nome, email, commenti)”
strsql = strsql & ” Values(‘”
strsql = strsql & a & “‘,’”
strsql = strsql & b & “‘,’”
strsql = strsql & c & “‘)”

Set objConn = Server.CreateObject(“ADODB.Connection”)
objConn.Open strConn
set objRs = objConn.Execute(strsql)

objConn.Close
set objConn = Nothing
end sub

‘——————————————————-
Sub manda_grazie(achi)
‘——————————————————–
‘Purpose: manda la email
‘Date: 10 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
Dim objMail, messaggio

messaggio = “Molte grazie per il feedback” & VBcrlf
messaggio = messaggio & “Rispondo in 24 ore max…”

Set objMail = Server.CreateObject(“CDONTS.NewMail”)
objMail.From = “ilmioemail@ilmioprovider.etc”
objMail.To = achi
objMail.Subject = “Molte grazie da ilnomedelmiosito”
objMail.Body = messaggio

objMail.importance = 0
objMail.Send
Set objMail = Nothing
end sub

Sub mostra_grazie()
‘——————————————————–
‘Purpose: apri una pagina per ringraziare
‘Date: 13 Aprile 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
response.write “<div align=’center’>”
response.write “<table border=’0′ width=’80%’ cellspadding=’4′ cellspacing=’4′>”
response.write “<tr><td>Molte grazie per il tuo feedback….</td></tr>”
response.write “<tr><td align=’middlè>”
response.write “<a href=’Javascript:history.go(-2)’>Vai Indietro</a>”
response.write “</td></tr></table></div>”
End Sub

%>
</body>
</html>

Facile no? Adesso che abbiamo la nostra email in un database possiamo disegnarci e costruire una applicazione simile alla gestione delle news che ci permette di rispondere alla email con comodo e dal database. Questa applicazione deve:

· mostrarci il feedback “non risposto”
· permetterci di scrivere una risposta
· mandare la risposta all’utente
· inserire la nostra risposta nel database insieme al suo feedback

sarebbe anche bello se potesse mostrarci, se lo abbiamo, il feeedback precedente dallo stesso cliente. Per esempio, in caso che il feedback sia parte di una conversazione che ci siamo dimenticati, o se abbiamo più di una persona che risponde al feedback come lavoro quotidiano.

Proviamo?

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E poi possiamo partire per l’Australia


Come sempre la logica viene per prima.
Qui siamo in ufficio così subito controlliamo se hai le chiavi.

si
Do
Finché ce n’è
prendi tutto il feedback che ancora non ha avuto risposta
mostralo
scegli quello a cui vuoi rispondere
dammi un area per la risposta
hai bisogno della conversazione precedente?
se si
mostrala in una nuova window
manda la risposta al cliente
entra la risposta nelil database
loop
no
messaggio “Fuori dal mio ufficio…!”

Guardando alla logica mi sembra che non possiamo proprio fare tutto senza fare un piccolo cambiamento al file della lezione precedente. Poiché vogliamo vedere solo il feedback cui non è stato risposto abbiamo bisogno di un campo nel database che ci indica lo stato di quel particolare feedback. Diciamo tre stati diversi, oppure come vuoi tu, ma almeno due sono necessari.

Quindi inseriamo un campo in tbl_feedback chiamato “status” e nel nostro codice inseriamo un controllo per questi tre stati. Vedi subito che puoi aggiungerne altri senza dover cambiare il database.

1. attivo
2. risposto
3. cancellato

La nostra Sub metti_dentro(a,b,c) in feedback_extra cambia così per tenere conto dello stato.
Naturalmente ho anche inserito il campo nella tbl_feedback in CRM.mdb:

<%
‘——————————————————-
Sub metti_dentro(a,b,c)
‘——————————————————–
‘Purpose: inserisci i dati nel database
‘Date: 10 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
Dim strsql, objConn, strConn, objRs
Dim status

strConn = Application(“dbconn”)
status = “attivo”

strsql = “INSERT INTO tbl_feedback ( nome, email, commenti, status)”
strsql = strsql & ” Values(‘”
strsql = strsql & a & “‘,’”
strsql = strsql & b & “‘,’”
strsql = strsql & c & “‘,’”
strsql = strsql & status & “‘)”

Set objConn = Server.CreateObject(“ADODB.Connection”)
objConn.Open strConn
set objRs = objConn.Execute(strsql)

objConn.Close
set objConn = Nothing
end sub
%>

Adesso che abbiamo il campo status possiamo estrarre facilmente i nostri feedback non risposti con una query che abbia queste istruzioni:

select * from tbl_feedback where status=’attivo’
Allora via senza perder tempo. facciamo
feedback_mostra che ce li lista tutti
feedback_rispondi – ci permette di rispondere quello che scegliamo
feedback_manda – che manda l’email e entra la risposta nelil database/

Ecco feedback_mostra.asp:

<%
come sempre usiamo per dichiarare tutte le variabile e per aiutarci nel trovare errori
Option Explicit
‘——————————————————–
‘Purpose: mostra tutto il feedback non risposto (attivo)
‘Date: 13 Aprile 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
%>
includiamo le costanti di ADO
<!–#include file=”adovbs.inc”–>
<html>
<head>
<title>Mostra il Feedback attivo</title>
</head>
<body>
<%
Dim objConn, strconn, strsql, objRs
Dim id, nome, email, commenti, status, ricevuto

If Session(“login”) then

strconn= Application(“dbconn”)

Nella nostra query, ordiniamo l’output così che la più vecchia viene fuori per prima, siccome non vogliamo fare aspettare I nostri clienti per troppo tempo.

<% strsql = “Select * from tbl_feedback where status = ‘attivo’ order by ricevuto”
Set objConn = Server.CreateObject(“ADODB.Connection”)
objConn.Open strConn
Set objRs = Server.CreateObject(“ADODB.Recordset”)
set objRs = objConn.Execute(strsql)

Response.write “<table border=’0′ width=’80%’ cellpadding=’2′ cellspacing=’2′>”
Do While NOT objRs.EOF
%>

Quando un oggetto è richiesto come in questo caso il Request, è sempre più efficiente estrarre il suo contenuto tutto in una volta. Nell’aprire un oggetto ci sono sempre dei costi e raccogliendo tutti i dati che ci servono in una volta li minimizziamo.
Avremmo anche potuto fare:

<% Response.write “<td width=’5%’><font color=red>” & objRs(“id”) & “</font></td>” %>

ma l’oggetto si sarebbe riaperto e chiuso per ogni linea di codice

<%
id = objRs(“id”)
nome = objRs(“nome”)
email = objRs(“email”)
commenti = objRs(“commenti”)
%>

E’ per questo che io adopero funzioni come vendemmia(form) e raccolgo i dati dall’oggetto tutti in una volta. Questo concetto è valido per qualunque oggetto in ASP.

Questa è un funzione di VBScript per formattare una data in modo da non scrivere l’ora e i minuti ecc.

ricevuto = formatdatetime(objRs(“ricevuto”),VBShortdate)
status = objRs(“status”)
Response.write “<tr bgcolor=’#f5deb3′><td width=’40′>”

Qui abbiamo messo una immagine come un ancora. Quando vi clicchiamo sopra chiamiamo la pagina per rispondere e passandogli l’id del feedback che abbiamo scelto

Response.write “<a href=’feedback_rispondi.asp?id=id’>”
Response.write “<img src=’folder.gif’ width=’32′ height=’30′ alt=” border=’0′>”
Response.write “</a></td>”

Response.write “<td width=’5%’><font color=red>” & id & “</font></td>”
Response.write “<td width=’40%’><font color=midnightblue>” & nome & “</font></td>”
Response.write “<td width=’40%’><font color=midnightblue>” & email & “</font></td>”
Response.write “<td width=’100%’ align=right><font color=red>” & ricevuto & “</font></td>”
Response.write “</tr>”
Response.write “<tr bgcolor=’#f8bf87′>”
Response.write “<td colspan=’5′>”
Response.write “<font color=’firebrick’><b>Commenti:</b></font><br>” & commenti & “</td></tr>”

objRs.MoveNext
Loop

per quando abbiamo finito o vogliamo interrompere il nostro lavoro

Response.write “<tr><td><a href=’Javascript:history.back()>Torna indietro</a></td></tr>”
Response.write “</table>”

else
call niente_chiave()
end if

Sub niente_chiave()
‘——————————————————–
‘Purpose: mostra un messaggio ben format
‘Date: 13 April 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
Response.write “<table border=’0′ width=’80%’ cellpadding=’2′ cellspacing=’2′>”
Response.write “<tr><td>”
Response.write “Mi dispiace ma questo è il mio ufficio.<br>”
Response.write “Costruisciti il tuo!<br>”
Response.write “</td></tr>”
Response.write “<tr><td><a href=’Javascript:history.back()>Torna indietro</a></td></tr>”
Response.write “</table>”

end sub
%>

</body>
</html>

Nessun problema finora? Allora avanti.
Adesso il file feedback_rispondi deve solo prendere l’Id che abbiamo passato nella collezione QueryString dell’oggetto Request e eseguire una query al database con quello. Poi deve mostrarci un’interfaccia che ci permetta di rispondere al nostro feedback. Per la nostra risposta possiamo entrare una textarea che ci permette di scrivere. Ecco tutto il programma

<%
Option Explicit
‘Response.buffer = true
‘——————————————————–
‘Purpose: mostra un singolo feedback
‘Date: 13 Aprile 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
%>

<html>
<head>
<title>Rispondi un Feedback</title>
</head>
<body>
<%
Dim objConn, strconn, strsql, objRs
Dim id, nome, email, commenti, ricevuto, risposta

If Session(“login”) then

Allora prendiamo subito l’id di cui abbiamo bisogno per trovare il feedback che vogliamo

id = Request.QueryString(“id”)
poi la connessione al database
strconn= Application(“dbconn”)

e l’id lo adoperiamo qui:

strsql = “Select * from tbl_feedback where id = ” & id
Set objConn = Server.CreateObject(“ADODB.Connection”)
objConn.Open strConn
Set objRs = Server.CreateObject(“ADODB.Recordset”)
set objRs = objConn.Execute(strsql)
%>

tutto fatto, ora formattiamo l’output così che lo vediamo e come vogliamo noi. Se tu vuoi puoi naturalmente usare del’HTML normale. Io mi sono abituato così’ e sono ormai troppo vecchio per cambiare ;o)

Anche qui vedi, apriamo l’oggetto objRs una volta sola e lo vuotiamo di tutto

<%
id = objRs(“id”)
nome = objRs(“nome”)
email = objRs(“email”)
commenti = objRs(“commenti”)
ricevuto = formatdatetime(objRs(“ricevuto”),VBShortdate)
%>

Ricordati che anche se rimaniamo nella stessa pagina il server la tratta come una pagina nuova. Quando il cliente clicca su Invia esegue una richiesta al server per questa pagina e il server la manda indietro. È solo la nostra logica che le fa fare cose diverse. Quindi dobbiamo passare l’id ancora per inviare la nostra risposta nel feedback giusto del database e in più abbiamo bisogno dell’email per mandargli la risposta:

Response.write “<form action=’feedback_manda.asp?id=’” & id & “&email=” & email & ” method=’post’>”

Response.write “<table border=’1′ width=’95%’ cellpadding=’2′ cellspacing=’1′ bgcolor=’#f5deb3′>”
Response.write “<tr>”
Response.write “<td width=’5%’><font color=red>” & id & “</font></td>”
Response.write “<td width=’30%’><font color=midnightblue>” & nome & “</font></td>”
Response.write “<td width=’30%’><font color=midnightblue>” & email & “</font></td>”
Response.write “<td width=’100%’ align=right><font color=red>” & ricevuto & “</font></td>”
Response.write “</tr>”
Response.write “<tr>”
Response.write “<td colspan=’4′><font color=midnightblue>” & commenti & “</font></td>”
Response.write “</tr>”
Response.write “<tr>”
Response.write “<td colspan=’4′ align=’center’>”
Response.write “<table border=’1′ width=’100%’ cellpadding=’2′ cellspacing=’1′ bgcolor=’#f8bf87′>”
Response.write “<tr><td><textarea cols=’90′ rows=’20′ name=’risposta’></textarea></td></tr>”
Response.write “<tr><td><input type=’submit’ name=’submit’ value=’Rispondi’>”
Response.write “<input type=’Reset’ name=’submit’ value=’Cancella’></td></tr>”
Response.write “</td></tr></table>”
Response.write “</td></tr></table>”
Response.write “</form>”
else
call niente_chiave()
end if
%>

E adesso tutto quello che ci è rimasto da fare è mettere la nostra riposta.
Oh, mi sono dimenticato! Non abbiamo un campo risposta nella nostro database o sì? Non mi ricordo, vado a controllare.
Non c’è. Mettiamolo e, già che ci siamo, mettiamo anche un campo per la data in cui abbiamo inviato la nostra risposta. Poi quando abbiamo usato questo programma per un po’ e abbiamo un mucchio di dati, possiamo fare delle analisi per vedere quanto siamo efficienti nel rispondere ai nostri clienti. Per esempio:

“trovami il numero dei feedback in cui la differenza ( ricevuto, mandato) > 24 ore”

Ho messo due campi in tbl_feedback:
risposta – memo
mandata – date/time

allora la file feedback_manda.asp diventa così:

<%
Option Explicit

L’oggetto response deve essere dichiarato per primo se vogliamo usarlo nella pagina. Poche dichiarazioni come

Option explicit
Language…

riescono a stargli davanti. Tutto ciò riguarda il fatto che l’oggetto response deve inserire delle informazioni nell’header HTTP, quindi se è già scritta lui non può farlo.
Comunque te ne accorgerai subito perché il motore di ASP ti restituirà un brutto errore.

Se vuoi vedere queste cose, semplicemente commenta la prossima linea e poi vedi cosa succede. La prossima volta che ti succede non ti devi rompere la testa inutilmente poiché quell’errore lo sai già

Response.buffer = true

‘——————————————————–
‘Purpose: manda il feedback che abbiamo riposto
‘ entra la risposta e la data nelil database
‘ cambia lo status to ‘risposto’
‘Date: 13 Aprile 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
%>

<html>
<head>
<title>Manda una risposta</title>
</head>
<body>
<%
Dim objConn, strconn, strsql, objRs
Dim id, risposta, mandata, email

‘If Session(“login”) then

prendiamo tutto il contenuto della querystring

id = Request.QueryString(“id”)
email = Request.QueryString(“email”)

e della form:

risposta = Request.Form(“risposta”)

il vecchio problema delle &quot; più che altro per MS SQL credo…

risposta = Replace(risposta,”‘”,”””)

usiamo la funzione date per ottenere la data di oggi

mandata = Date()

strconn= Application(“dbconn”)
strsql = “Update tbl_feedback “
strsql = strsql & ” Set “
strsql = strsql & ” risposta = ‘” & risposta & “‘,”
strsql = strsql & ” mandata = #” & mandata & “#,”

e naturalmente cambiamo lo status del feedback così che non torna più:

strsql = strsql & ” status = ‘risposto’”
strsql = strsql & ” where id = ” & id

Set objConn = Server.CreateObject(“ADODB.Connection”)
objConn.Open strConn
Set objRs = Server.CreateObject(“ADODB.Recordset”)
set objRs = objConn.Execute(strsql)

questa lo presa da una lezioni di prima e l’ho leggermente modificata:

call manda_posta(email, risposta)

e adesso che abbiamo fatto tutto, il response.redirect ci rimanda al nostro file che ci mostra tutti i feedback e, se tutto ha funzionato al meglio, quello che abbiamo appena risposto non dovrebbe apparire più.

response.redirect “feedback_mostra.asp”

else
call niente_chiave()
end if

‘——————————————————–
Sub manda_posta(email,risposta)
‘——————————————————–
‘Purpose: manda la email
‘Date: 10 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
Dim objMail

Set objMail = Server.CreateObject(“CDONTS.NewMail”)

objMail.From = “ilnostroindirizzo”
objMail.To = email
objMail.Subject = “Ilmiosito risponde”
objMail.Body = risposta

objMail.importance = 0
objMail.Send

Set objMail = Nothing
end sub
%>

Tutto qui. Non c’è male per un paio d’ore di lavoro, no? Adesso comincia a tenere il tuo portatile sul comodino così, quando ti svegli alla mattina, rispondi subito ai tuoi clienti che sono venuti durante la notte. Quindi, comincia pure a pianificare il tuo viaggio che ormai il sito te lo mantieni da dove vuoi.

Ho messo anche un campo al feedback nel mio ufficio.asp e siccome ci comincio a lavorare dentro l’ho fatto anche un po’ più bello ;o)

<%
Option Explicit

If session(“login”) then
%>
<html>
<head>
<title>Ufficio</title>
</head>
<body>
<table width=”95%” border=”0″ cellspacing=”4″ cellpadding=”4″>
<tr>

<th align=”left” width=”170″><img src=”NFM.GIF” width=”158″ height=”100″ alt=”" border=”0″></th>
<th align=”left” width=”100%”><font size=+2 color=”firebrick”>Il Mio Ufficio Virtuale ” o Letto? “</font>
<hr size=”1″ color=”firebrick” width=”100%”></th>
</tr>
<td></td>
<td>
<!———–comincia News———————->
<table width=”60%” border=”0″ cellspacing=”1″ cellpadding=”0″ bgcolor=”red”><tr><td>
<!–tanto per fare un border rosso–>
<table width=”100%” border=”0″ cellspacing=”0″ cellpadding=”4″ bgcolor=”white”>
<th align=”left” bgcolor=”red” colspan=”2″><font color=”white”>News</font></th>
<tr>
<td width=”40″><img src=”news1.gif” width=”35″ height=”35″ alt=”" border=”0″></td>
<td width=”100%”><a href=”news.asp”><font color=”red”>Entra un nuovo articolo nelle News</font></a></td>
</tr>
<tr>
<td width=”40″><img src=”chemistry.gif” width=”30″ height=”32″ alt=”" border=”0″></td>
<td width=”100%”><a href=”mantieni_news.asp”><font color=”red”>Cambia o cancella un articolo nelle News</font></a></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
</tr>
</table>

</td></tr></table>
<!———–finisce News————–>

<!———–comincia CRM———————->
<table width=”60%” border=”0″ cellspacing=”1″ cellpadding=”0″ bgcolor=”green”><tr><td>
<!–tanto per fare un border verde–>
<table width=”100%” border=”0″ cellspacing=”0″ cellpadding=”4″ bgcolor=”white”>
<th align=”left” bgcolor=”green” colspan=”2″><font color=”white”>CRM</font></th>
<tr>
<td width=”40″><img src=”news1.gif” width=”35″ height=”35″ alt=”" border=”0″></td>
<td width=”100%”><a href=”feedback_mostra.asp”><font color=”green”>Rispondi al feedback</font></a></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
</tr>
</table>

</td></tr></table>
<!———–finisce CRM————–>
</td>
</tr>
</table>
</body>
</html>
<%
else
response.redirect “login.asp”
end if
%>

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Vogliamo degli altri in Ufficio?


Adesso abbiamo le News e il Feedback. Il concetto delle News lo possiamo applicare in molte maniere. Potremmo permettere, ad esempio, che i nostri utenti le inseriscano da soli. Diciamo che invece di news sono degli avvenimenti pubblici ed è nell’interesse del cliente mantenerli in regola. Credi di saperlo fare questo?
Cosa bisogna fare?

1. costruire una form per l’applicazione del cliente
2. entrare I dati del cliente nelil database
3. generare la password e mandargliela per email
4. provvedere il cliente con un attrezzo per mantenere le sue pagini (solo le sue)

Ecco la form che non presenta nessun problema

<%
‘——————————————————–
‘Purpose: Raccogli i dati del cliente
‘Date: 7 Aprile 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
%>
<html>
<head>
<title>Dati del cliente</title>

Qui adoperiamo Javascript per validare il contenuto della form. Fare queste cose sul browser è molto più logico che dover fare un altro salto sul server

<script language=”JavaScript”>
<!–
function submitIt(theform) {

if (theform.nome.value == “”) {
alert(“Per favore entra il tuo nome…”)
theform.nome.focus()
}
if (theform.cognome.value == “”) {
alert(“Per favore entra il tuo cognome…”)
theform.cognome.focus()
return false
}
if (theform.email.value == “”) {
alert(“Per favore entra il tuo email…”)
theform.email.focus()
return false
}
}
–>
</script>
</head>

e qui mettiamo semplicemente il focus sulla prima text box, ossia il nome

<body OnLoad=”Javascript:document.frm_client.nome.focus();”>
<div align=”center”>

Quando viene attivato l’evento OnSubmit chiamiamo la routine in Javascript che controllo se le text boxes che vogliamo noi sono state riempite o no.

<form ACTION=”metti_aggiungi_cliente.asp” name=”frm_cliente” method=”post” OnSubmit=”return submitIt(this)”>
<table width=”60%” border=”0″ cellpadding=”6″ cellspacing=”0″ bgcolor=”darkorange”>
<tr>
<th align=left><font color=”white”>Per favore entra i necessari dati:</font></th>
</tr>
<tr>
<td align=center>
<table width=”100%” border=”0″ cellpadding=”6″ cellspacing=”6″ bgcolor=”#ffcc99″>
<tr>
<td align=”right”>Nome:</td>
<td><input type=”text” name=”nome” size=20></td>
</tr>
<tr>
<td align=”right”>Cognome:</td>
<td><input type=”text” name=”cognome” size=20></td>
</tr>
<tr>
<td align=”right”>Your email:</td>
<td><INPUT TYPE=”Text” name=”email” size=40></td>
</tr>
</table>
</td>
</tr>
<tr>
<td align=”center”><INPUT TYPE=”Submit” name=”submit” value=”Manda”>
<input type=”Reset” value=”Cancella”></td>
</tr>
</table>
</form>
</div>

</body>
</html>

Ed ecco metti_aggiungi_cliente.asp che
1) raccoglie i dati
2) genera la password
3) inserisce i dati nel database
4) manda un email al cliente

<%
Option Explicit
‘————————————————————————
‘Description : raccoglie i dati del cliente
‘Comments :
‘Date Built : 7 Aprile 2001
‘————————————————————————
Dim nome, cognome, email, password, data_ricevuto
Dim strConn, objConn, objRs, strsql
%>
<!–#include file=”adovbs.inc”–>
<%
‘costruisci password
password = genera_pwd()

‘vendemmia la form
nome = Request.Form(“nome”)
cognome = Request.Form(“cognome”)
email = Request.Form(“email”)
data_ricevuto = Date()

‘metti dentro al database
strConn = Application(“dbconn”)

strsql = “INSERT INTO tbl_login (nome, cognome, login1, password1, data_ricevuto, email)”
strsql = strsql & ” Values(‘”
strsql = strsql & nome & “‘,’”
strsql = strsql & cognome & “‘,’”
strsql = strsql & nome & “‘,’”
strsql = strsql & password & “‘,#”
strsql = strsql & data_ricevuto & “#,’”
strsql = strsql & email & “‘)”
%>

Non so se hai notato che ho dovuto cambiare il nome del login e password nella tbl_login. Li ho semplicemente cambiati con un 1. Il perché? Quando ho usato questa pagina mi ha data un errore nella query ma la sintassi era giusta. Cosi ho fatto un <% response.write strsql %> ho guardato alla query, l’ho inserita nel motore query di Access e mi ha funzionato alla perfezione. Deve avere a che fare con parole riservate. È sempre meglio usare notazioni giuste per le variabili.


<%
Set objConn = Server.CreateObject(“ADODB.Connection”)
objConn.Open strConn

Set objRs = objConn.Execute(strsql)

objConn.close
set objConn = Nothing

‘molte grazie…
Response.write “<div align=center>”
Response.write “<br><br><br><br><br><br>”
Response.write “<font size=+1 color=midnightblue face=verdana>”
Response.write “Il tuo nome è stato aggiunto al nostro database.<br>”
Response.write “La password ti arrivera’ in un minuto… via email. <br>”
Response.write “Grazie per l’aiuto.”
Response.write “</font></div>”

‘e via la posta
call manda_posta(nome,password,email)

‘pulisci e chiudi
objRs.close
Set objRs = Nothing

‘——————————————————————–
Function genera_pwd()
‘———————————————————————
‘ Description : Generates a password
‘ Date Created : 11-04-2001
‘ Comment :
‘———————————————————————
Dim i, x
Dim chars(36)
Dim pwd(8)

x = 0
‘a-z
for i = 97 to 122
chars(x) = chr(i)
x = x + 1
next
‘0-9
for i = 48 to 57
chars(x) = chr(i)
x = x + 1
next
password = “”
For i = 1 to 8
Randomize
password = password & chars(Int(UBound(chars) – LBound(chars) + 1) * Rnd + LBound(chars))
next
genera_pwd = password
end Function
‘——————————————————

Sub manda_posta(nome,password,email)
‘——————————————————-
‘Purpose: manda la email
‘Date: 10 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–

Dim objMail, messaggio

messaggio = “Grazie per ……”
messaggio = messaggio & VBcrlf & “login = ” & nome
messaggio = messaggio & VBcrlf & “password = ” & password

Set objMail = Server.CreateObject(“CDONTS.NewMail”)

objMail.From = “latuaemail”
objMail.To = email
objMail.Subject = “Grazie per…”
objMail.Body = messaggio

objMail.importance = 0
objMail.Send

Set objMail = Nothing
end sub
%>

L’unica cosa da fare qui è costruire le pagine che permettono ai tuoi utenti di mantenere i loro dati.
Di sicuro questo ormai lo puoi fare anche da solo. In pratica è quasi uguale alle news. L’unica cosa è che devi organizzare le query con (where id = id) così che ogni cliente ha accesso alla sua area soltanto. Forse è sempre meglio se passi questo valore nell’oggetto Request.QueryString da una pagina all’altra.

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Allora diamogli le chiavi e facciamoli lavorare


Tanto per finire questo tutorial e per essere sicuro che mi hai seguito fino a qui, facciamo anche questo piccolo programma. Cosa vogliamo fare? Adesso che abbiamo degli impiegati virtuali, dobbiamo dargli accesso al nostro ufficio virtuale.

Questo è facile, abbiamo già il nostro login e dobbiamo solo presentarlo all’utente. Poiché i suoi dati sono già inseriti dovrebbe essere in grado di eseguire il login senza problemi.

Prima però bisognerebbe considerare questo problema. Non tutti i nostri impiegati virtuali sono uguali quindi bisogna che li classifichiamo in modo da dargli gli strumenti di cui hanno bisogno per lavorare.

Mettiamo un nuovo campo in tbl_login e chiamiamolo permesso. Io l’ho reso numerico in modo da ottenere:

0 = permetti tutto
1 = permetti solo le news

Se vuoi lo puoi rendere anche testuale specialmente se dovessi aver bisogno più di 2 livelli.

Ora cambiamo il necessario in Login.asp:

<% strsql = “Select id, login, password FROM tbl_login” %>

questa linea deve cambiare. Adesso abbiamo bisogno di sapere non solo id, login, password ma anche che tipo di permesso ha l’utente. In più possiamo anche prendere tutti i dettagli in modo da poterlo chiamare per nome. Ad esempio:

<% strsql = ” Select * FROM tbl_login” %>

poi login.asp cambia così:

<%
If objRs.EOF then
‘Non è valido, mandalo indietro
response.redirect “login.asp”
Else
‘è valido, fallo entrare
session(“login”) = True

‘raccogli tuttle le variabili di cui abbiamo bisogno
id = objRs(“id”)
nome = objRs(“nome”)
cognome = objRs(“cognome”)
email = objRs(“email”)
permesso = objRs(“permesso”)

objRs.close
Set objRs = Nothing
response.redirect “ufficio.asp”
end if
%>

A questo punto vediamo un paio di scelte che dipendono dal tipo di sito con cui lavoriamo.
Siccome vogliamo mantenere queste variabili durante tutto il tempo che il nostro impiegato rimane nel nostro ufficio virtuale, sarebbe molto comodo se rendessimo le sessioni variabili così che le possiamo chiamare da qualunque pagina:

<%
session(“id”) = id
session(“nome”) = nome
session(“cognome”) = cognome
session(“email”) = email
session(“permesso”) = permesso
%>

Se prendiamo questa strada, ci rendiamo la vita molto più semplice ma, poiché IIS mantiene uno spazio di memoria per ogni sessione che apre i costi per mantenere queste variabili crescono proporzionalmente con il numero di sessioni che apriamo o, per dirlo in un’altra maniera, il numero di utenti che adoperano il nostro sito.

Ne segue che se diventiamo vittime del nostro successo, che spesso capita con siti scritti bene e apprezzati dal pubblico, saremmo forzati a cambiare questo programma per tenere conto delle risorse sulla memoria del nostro server.

Questo problema si risolve facilmente usando la collezione QueryString dell’oggetto Request cambiando la linea seguente:

<% response.redirect “ufficio.asp?id=” & id & “&nome=” & nome & “&email=” & email & “&permesso=” & permesso & “”"  %>

così ci passiamo da pagina a pagina le variabili di cui abbiamo bisogno e le richiamiamo quando vogliamo. C’è un po’ più da scrivere ma in questo modo non stressiamo la memoria del nostro IIS.

Allora ecco tutto il nostro login.asp coi cambiamenti che abbiamo fatto:

<%
Option Explicit
‘——————————————————–
‘Purpose: Login
‘Date: 07 April 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
Response.Buffer = True
%>
<!–#include file=”adovbs.inc”–>
<%
Dim objConn, strConn, objRs, strsql
Dim submitted, login, password
Dim id, nome, cognome, email, permesso
%>
<html>
<head>
<title>Login</title>
</head>
<body bgcolor=powderblue>
<%
submitted = Request.Querystring(“submitted”)

If Submitted then

strConn = Application(“dbconn”)

login = Request.Form(“login”)
password = Request.Form(“password”)

strsql = “Select * FROM tbl_login “
strsql = strsql & “WHERE login1 =’” & login & “‘ AND password1 = ‘” & password & “‘”

response.write strsql & “<br>”

Set objConn = Server.CreateObject(“ADODB.Connection”)
objConn.Open strConn
set objRs = objConn.Execute(strsql)

If objRs.EOF then
‘Non è valido, mandalo indietro
response.redirect “login.asp”
Else
‘è valido, fallo entrare
session(“login”) = True
‘raccogli tuttle le variabili di cui abbiamo bisogno
id = objRs(“id”)
nome = objRs(“nome”)
cognome = objRs(“cognome”)
email = objRs(“email”)
permesso = objRs(“permesso”)

objRs.close
Set objRs = Nothing
response.redirect “ufficio.asp?id=” & id & “&nome=” & nome & “&email=” & email & “&permesso=” & permesso
end if
else
’show the form
%>

<div align=”center”>
<form action=”login.asp?submitted=true” method=”post”>
<table align=”center” cellspacing=”0″ cellpadding=”5″ border=”1″ bordercolor=”midnightblue” bgcolor=”ivory” width=”400″>
<tr>
<th><font color=firebrick size=+2><b>Solo chi voglio io!</b></font></th>
</tr>
<tr>
<td align=”center” bgcolor=”azure”>
<%
if session(“login”) and Submitted then
response.redirect “login.asp”
else
response.write “<br><br> Per favore, entra login/password. <br><br>”
end if
%>
<table>
<tr>
<td class=event>Login:</td>
<td><input type=”text” name=”Login” size=”10″ maxlength=”30″></td>
</tr>
<tr>
<td class=event>Password:</td>
<td><input type=”password” name=”Password” size=”10″ maxlength=”12″></td>
</tr>
</table>
<br>
<input type=”submit” value=”Submit”>
<input type=”reset” value=”Cancel” Onclick=”Javascript:history.go(-1)”>
</td>
</tr>
</table>
</form>
</div>

</body>
</html>

<%
end if

Response.end
Response.Clear
%>

Ed ecco anche il nuovo ufficio.asp che tiene conto del permesso dell’utente così che mostriamo gli attrezzi disponibili nel nostro ufficio in accordo col permesso del cliente. Per esempio nel mio database ho inserito un utente col permesso 1 e lo lascio lavorare con le news ma non con il feedback che non è il suo lavoro.

Ed ecco il nuovo ufficio.asp:

<%
Option Explicit
‘——————————————————–
‘Purpose: Il nostro ufficio virtuale
‘Date: 07 April 2001
‘Commenti: aggiunto “permesso” per cliente
‘——————————————————–
response.buffer = True

‘dichiariamo le variabili nuove
dim id, nome, cognome, email, permesso
%>

Qui cambiamo leggermente così che possiamo usare l’ufficio come porta di entrata. Per esempio, oltre a mettere un click sulla nostra pagina per lasciare accesso ai nostri clienti potremmo anche comunicargli: vieni direttamente a questo URL. Se non ha effettuato il login chiederemo di inserire i dati di autenticazione.

<%
If NOT session(“login”) then
response.redirect “login.asp”
else
‘raccogliamo I dati sul cliente
id = Request.QueryString(“id”)
nome = Request.QueryString(“nome”)
cognome = Request.QueryString(“cognome”)
email = Request.QueryString(“email”)
permesso = Request.QueryString(“permesso”)
%>

<html>
<head>
<title>Ufficio</title>
</head>
<body>
<table width=”95%” border=”0″ cellspacing=”4″ cellpadding=”4″>
<tr>

<th align=”left” width=”170″><img src=”NFM.GIF” width=”158″ height=”100″ alt=”" border=”0″></th>
<th align=”left” width=”100%”><font size=+2 color=”firebrick”>Il Nostro Ufficio Virtuale</font>
<hr size=”1″ color=”firebrick” width=”100%”></th>
</tr>
<tr>
<td valign=”top” bgcolor=”#ffcc99″><font color=”firebrick”>
Ciao <%= nome %> ,<br>sei venuto a lavorare?<br>Se hai bisogno, chiama.
</font></td>
<td>
<%
‘e qui naturalmente non facciamo altro che controllare se l’utente ha proprio bisogno di questo strumento
if permesso <= 1 then
%>
<!———–comincia News———————->
<table width=”60%” border=”0″ cellspacing=”1″ cellpadding=”0″ bgcolor=”red”><tr><td>
<!–tanto per fare un border rosso–>
<table width=”100%” border=”0″ cellspacing=”0″ cellpadding=”4″ bgcolor=”white”>
<th align=”left” bgcolor=”red” colspan=”2″><font color=”white”>News</font></th>
<tr>
<td width=”40″>
<img src=”news1.gif” width=”35″ height=”35″ alt=”" border=”0″></td>

naturalmente dobbiamo passare l’id alla news.asp in modo da sapere chi è che ha inserito questa news nel database e nel sito. In più bisogna mettere un campo in più nella tbl_news per sapere chi è responsabile per quel specifico pezzo. Io lo chiamo “responsabile”:

<td width=”100>
<a href=”news.asp?id=<%=id%>&nome=<%=nome%>”>
<font color=”red”>Entra un nuovo articolo nelle News</font></a></td>
</tr>
<tr>
<td width=”40″><img src=”chemistry.gif” width=”30″ height=”32″ alt=”" border=”0″></td>
<td width=”100%”>
<a href=”mantieni_news.asp<%= id %>&nome=<%=nome%>”>
<font color=”red”>Cambia o cancella un articolo nelle News</font></a></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
</tr>
</table>

</td></tr></table>
<!———–finisce News————–>
<%
end if
If permesso = 0 then
%>
<!———–comincia CRM———————->
<table width=”60%” border=”0″ cellspacing=”1″ cellpadding=”0″ bgcolor=”green”><tr><td>
<!–tanto per fare un border verde–>
<table width=”100%” border=”0″ cellspacing=”0″ cellpadding=”4″ bgcolor=”white”>
<th align=”left” bgcolor=”green” colspan=”2″><font color=”white”>CRM</font></th>
<tr>
<td width=”40″><img src=”news1.gif” width=”35″ height=”35″ alt=”" border=”0″></td>
<td width=”100%”><a href=”feedback_mostra.asp”><font color=”green”>Rispondi al feedback</font></a></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
</tr>
ma </table>

</td></tr></table>
<!———–finisce CRM————–>
<%
end if
%>
</td>
</tr>
</table>
</body>
</html>
<%
end if
%>

Adesso tutto quello che c’è rimasto da fare è modificare le news in modo che ognuno è solo responsabile per i suoi pezzi. Penso che in sostanza dovrebbe tutto rimanere come prima con la piccola differenza che quando costruiamo le nostre query dobbiamo tenere conto dell’id dell’utente.

Cambiamo questa linea ed è tutto fatto:

<% strsql =”Select * from tbl_news where id = ” & id & “,” & “data_morto >= #” & oggi & “#” %>

adesso il cliente vede solo le sue notizie che è esattamente quello che volevamo fare.

Segue news.asp con diversi piccoli cambiamenti, ma di sicuro tu li vedi subito.

<%
Option Explicit
‘——————————————————–
‘Purpose: applicazione per le news
‘Date: 30 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
%>
<!– la mia è nella stessa folder –>
<!– #include file=”attrezzi_db.asp” –>
<%
Dim strConn, message
dichiare le nuove variabili id e nome
Dim titolo, sottotitolo, testo, vivo, morto, id, nome

call Main()

Sub Main()
‘——————————————————–
‘Purpose: la logica dell’applicazione
‘Date: 29 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
Dim submitted, query, form
submitted = Request.QueryString(“submitted”)
raccogli anche queste
id = Request.QueryString(“id”)
nome = Request.QueryString(“nome”)

response.write id
If submitted then
call vendemmia(form)

‘bisogna passargli anche l’id e spero che tutit sia ricordato di entrare il campo nell tbl_news

query = costruisci_query(titolo,sottotitolo,testo,vivo,morto,id)
strConn = Application(“dbconn”)
‘questa è in attrezzi_db.inc, ti ricordi? quindi ce l’abbiamo
call fai_query(strConn, query)
call quale_risultato(message)
else
%>
<!– mettiamo la form qui –>

cambiato il nome. Poiché ho messo delle variabili nella vecchia news_inc ora bisogna chiamarla news_in.asp

<!– #include file=”news_in.asp”–>
<%
end if
end Sub

Sub vendemmia(form)
‘——————————————————–
‘Purpose: raccogli i dati dalla form
‘Date: 29 March 2001
‘Commenti: corregge il problema di &quot;
‘——————————————————–
‘questo Replace lo facciamo per il carattere “&quot;”
‘altrimenti la Database si confonde
titolo = Replace(Request.Form(“titolo”),”‘”,”””)
sottotitolo = Replace(Request.Form(“sottotitolo”),”‘”,”””)
testo = Replace(Request.Form(“testo”),”‘”,”””)
vivo = Request.Form(“vivo”)

morto = Request.Form(“morto”)
se non inseriamo una data di scadenza allora la facciamo durare solo un giorno
if morto = “” then
morto = vivo
end if
end sub

‘abbiamo una nuova variabile
Function costruisci_query(titolo,sottotitolo,news,vivo,morto,id)
‘——————————————————–
‘Purpose: costruisce la query
‘Date: 29 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
response.write “hellO=” & id
Dim strsql
strsql = “INSERT INTO tbl_news ( titolo, sottotitolo, testo, data_vivo, data_morto, responsabile)”
strsql = strsql & ” Values(‘”
strsql = strsql & titolo & “‘,’”
strsql = strsql & sottotitolo & “‘,’”
strsql = strsql & testo & “‘,#”
strsql = strsql & vivo & “#,#”
strsql = strsql & morto & “#,’”
strsql = strsql & id & “‘)”

’se hai dei guai costruendo questa, metti un
Response.Write strsql & “<br>”
‘così la vedi e la puoi accomodare
costruisci_query = strsql
End Function

Sub quale_risultato(message)
‘——————————————————–
‘Purpose: cronaca il risultato dell query e format una risposta
‘Date: 29 March 2001
‘Commenti:
‘——————————————————–
Select case message
case “ok”
response.write “Tutto è andato bene, <br> e grazie per il pesce.”
response.write “<br><br><div align=’center’><a href=’JavaScript:history.back()’>Click to go back</a></div>”
case “not ok”
response.write “È un grosso disastro!
<br> Chissa cosa è successo?”
response.write “Prova a scrivere la query e altre variabili per vedere se riesci a risolvere il problema.”
response.write “<br>Anche la professione del falegname è onorevole ;o)”
response.write “<br><br><div align=’center’><a href=’JavaScript:history.back()’>Click to go back</a></div>”
case else
response.write “Se sei qui è metafisica pura”
end select

end sub
%>

poi viene la form normale in cui ho solo messo il nome dell’utente.
News_in.asp:

<HTML>
<HEAD>
<TITLE>News Input</TITLE>
</head>
</HEAD>

<BODY>
<FORM ACTION=”news.asp?submitted=true&id=<%=id%>&nome=<%=nome%>” METHOD=”post”>
<div align=”center”>
<table border=”0″ width=”95%” celpadding=”2″ cellspacing=”2″>
<tr>

<td><h1><%= nome %>, entra le news per oggi qui…<hr align=”LEFT” size=”1″ width=”100%” color=”navy”></h1></td>
</tr>
<td align=”center”><br><br>
<table width=”80%” border=”0″ celpadding=”2″ cellspacing=”2″>
<tr>
<td>Titolo</td>
<td><INPUT NAME=”titolo” TYPE=”TEXT” size=”80″ MAXLENGTH=”80″></td>
</tr>
<tr>
<td>Sottotitolo</td>
<td valign=”top”><TEXTAREA NAME=”sottotitolo” ROWS=”3″ COLS=”60″></TEXTAREA></td>
</tr>
<tr>
<tr>
<td valign=”top”>News</td>
<td valign=”top”><TEXTAREA NAME=”testo” ROWS=”10″ COLS=”60″></TEXTAREA></td>
</tr>
<tr>
<td nowrap>Data di entrata</td>
<td valign=”top”><INPUT NAME=”vivo” TYPE=”TEXT” Value=”<%= Now() %>” size=”24″ MAXLENGTH=”24″></td>
</tr>
<tr>
<td nowrap>Data di scadenza</td>
<td valign=”top”><INPUT NAME=”morto” TYPE=”TEXT” size=”24″ MAXLENGTH=”24″></td>
</tr>
<tr>
<td nowrap>URL</td>
<td valign=”top”><INPUT NAME=”url” TYPE=”TEXT” size=”24″ MAXLENGTH=”100″></td>
</tr>
<tr>
<td valign=”top”><b>&nbsp;</b></td>
<td>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan=”2″ align=”center”>
<table width=”40%” border=”0″ celpadding=”6″ cellspacing=”2″>
<tr>
<td align=”right”><INPUT TYPE=”submit” NAME=”submit” VALUE=”Entra”></td>
<td align=”left”><INPUT TYPE=”reset” NAME=”Reset” VALUE=”Reset”></td>
</tr>
</table>
</td>
</tr>
</table>
</td>
</tr>
</table>
</div>
</FORM>

</BODY>
</HTML>

Adesso che il nostro utente può entrare nelle News con un suo id, le possiamo anche estrarre alla stessa maniera quando vuole mantenere i suoi dati. Prendiamo il nostro vecchio file mantieni_new.asp e modifichiamolo:

<%
Option Explicit
‘——————————————————–
‘Purpose: mostra le news per cambiarle
‘Date: 7 Aprile 2001
‘Commenti: adattata per clienti con ID
‘——————————————————–
%>
<!–#include file=”adovbs.inc”–>
<%
Dim objConn, strConn, objRs, strsql
dobiamo dichiararle e raccoglierle
Dim id, nome

id = Request.QueryString(“id”)
nome = Request.QueryString(“nome”)

If Session(“login”) then
strConn = Application(“dbconn”)

‘come vedi cambiamo la query con la clausola id

strsql = “Select * from tbl_news where responsabile= ” & id & ” order by data_morto Asc”

Set objConn = Server.CreateObject(“ADODB.Connection”)
objConn.Open strConn
Set objRs = Server.CreateObject(“ADODB.Recordset”)

objRs.CursorLocation = adUseClient
set objRs = objConn.Execute(strsql)

response.write “<div align=center>”
response.write “<table border=’1′ width=’80%’ cellpadding=’4′ cellspacing=’4′ bgcolor=’bisquè>”
response.write “<tr><th colspan=’4′ align=’center’><font size=’+2′ color=’firebrick’>Mantieni le News</font></th</tr>”

Do while Not objRs.EOF
%>
<tr>
<td width=”5%”><font color=’teal’><%= objRs(“id”) %></font></td>
<td width=”75%”><font color=’teal’><%= objRs(“titolo”) %></font></td>
<td width=”10%”><a href=”cambia_news.asp?id=<%= objRs(“id”) %>”>cambia</a></td>
<td width=”10%”><a href=”cancella_news.asp?id=<%= objRs(“id”) %>”>cancella</td>
</tr>
<%
objRs.MoveNext
Loop
Response.write “</table></div>”

‘quando hai tempo, metti questa in un .inc e formatala con un bel messaggio
‘poi la puoi mettere dappertutto nell’ufficio
else
response.write “Mi dispiace ma questo è il mio ufficio e tu non hai la chiave…”
end if
%>

E adesso basta. Chiudiamo questo benedetto ufficio e andiamo a farci una pensata sopra.

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Conclusione


Ok, io penso di fermarmi qui. Spero che tu adesso abbia appreso abbastanza per continuare a lavorare e per imparare ad adoperare questa tecnologia. In più spero che tu adesso sia in grado di identificare, disegnare e costruire gli strumenti di cui hai bisogno per il tuo lavoro.

Le regole sono semplici come hai visto. Scrivi il pseudocodice in lingua normale e poi segui con il codice.

Durante questo tutorial io ho preso molte scorciatoie. L’ho fatto più che altro per semplificare le lezioni e cercare di rimanere sul percorso di ASP. Ho persino adoperato alcuni tag HTML che sono già abolite come <font> ma, hey! non volevo cominciare a parlare di fogli di stile (CSS).

Ugualmente con l’arrivo di ASP3 ci sono molti più strumenti per connettersi con databases e per presentare il display sulla macchina del cliente.

Non li ho analizzati di proposito perché penso che è sempre meglio cominciare dal semplice. Adopera e analizza questi piccoli programmi che abbiamo scritto insieme. Vedrai che formeranno le basi di un mucchio di aggeggi che troverai utili e divertenti da costruire. E quando hai finito buttali via perché tanto il nostro lavoro è sempre così. Quello che fai oggi, domani è già obsoleto e devi ricominciare dal principio. Impara i concetti non la sintassi. La sintassi cambia ma i principi di queste tecnologie sono sempre gli stessi e quando hai imparato ASP le prossime tecnologie diventano molto più facili da usare. L’intelligenza è nascosta nei database, quando sai come mettere dentro dati, ritirarli e modificarli non c’è più limite a quello che puoi fare.
Ricordati, il database è il tuo amico.
Buon divertimento e Auguroni.

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Luglio 9, 2008 · Lascia un Commento

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  1. Css incorporati

Stabilire lo stile di un intero documento ipertestuale tra i campi HEAD Pag. 4

  1. Css esterni

La soluzione ottimale per gestire unitariamente gli stili di un intero sito Web Pag. 5

  1. Attributi di stile per il testo

Scegliere il tipo di carattere, lo stile, la grandezza e l’aspetto Pag. 6

  1. Attributi margini e allineamento

Gestire i margini, gli allineamenti, i bordi e lo spessore dei CSS Pag. 11

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  1. Cenni ai fogli di stile Javascript

La via percorsa da Netscape per la definizione degli stili di pagina Pag. 18

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Posizionare elementi in modo assoluto e relativo con precisione millimetrica Pag. 19

  1. Controlli del cursore

Gestire l’aspetto e gli eventi legati al cursore del mouse con MsIe 23

  1. Effetti di transizione

Effetti grafici in uscita ed entrata di pagina per MsIe Pag. 25

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Filtri ed effetti grafici su immagini per MsIe Pag. 27

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Controlli intrinseci e soluzioni grafiche per i moduli HTML Pag. 28

  1. Effetti speciali su testo

Gestire la spaziatura, la distanza e l’allineamento del testo e dei link ipertestuali. Cambiamento del colore, della grandezza e gestione della sottolineatura Pag. 31

Introduzione ai fogli di stile

HTML soffre di limiti propri di un sistema di contrassegno ideato per scopi molto lontani da quelli attualmente richiesti dal Web design. Se questi limiti appaiono marginali agli occhi dei neofiti, risultano fastidiosi, e molto spesso immobilizzanti, per i professionisti formatisi nella grafica tradizionale. Posizionare un’immagine, creare una banda laterale, giustificare del testo in HTML diventa un problema risolvibile esclusivamente con strumenti nati per tutt’altro scopo (le tabelle, per esempio, nel 90% dei casi vengono utilizzate per posizionare elementi nella pagina, invece che per ordinare dati).
Il problema, in termini minimamente più tecnici, riguarda la classica separazione SGML tra stile, contenuti e struttura. HTML “tradizionale” non soddisfa questa condizione, ma anzi, ne esaspera la confusione.
Ma cosa significa separare lo stile dai contenuti? Consideriamo un sito Web mediamente complesso, con un numero di pagine HTML pari a 100. Poniamo che il testo adottato per l’esposizione degli argomenti sia un “arial” corsivo. Con gli strumenti classici di HTML il codice per ottenere questo risultato e’:

<FONT FACE=”ARIAL”><I>Testo della pagina</I></FONT>

ripetuto in tutte le 100 pagine del sito, a chiusura e apertura del testo da formattare. Semplice, ovvio e per molti versi banale. Ma cosa succede nel momento in cui scegliamo di modificare il tipo di carattere a tutte le pagine? Non c’e’ altra soluzione che aprire le 100 pagine e procedere ad altrettante modifiche, che sostituiscano il nome “arial” con il nuovo font scelto. Un webmaster di medie capacita’ puo’ impiegare solo qualche decina di minuti, che diventano ore per siti di grandi dimensioni. Bene, questa perdita di tempo e’ diretta conseguenza della promiscuita’ tra stile e contenuto, laddove il primo (il tag FONT) non e’ separato dal secondo (il testo della pagina).
Viene da se’ che la soluzione a questo problema e’ nella separazione tra i due elementi sopracitati, che nella pratica si risolve adottando i Cascading Style Sheets. D’ora in poi ci serviremo dell’acronimo CSS per richiamare questi “fogli di stile a cascata” che da tempo sono stati introdotti nel Web publishing, ma che solo negli ultimi mesi hanno conosciuto una grande diffusione.
Il termine “a cascata” (cascading) richiama una delle caratteristiche principali di questa tecnologia, per cui e’ possibile incorporare nel documento differenti fogli di stile, ognuno dei quali, in base a regole gerarchiche, prevale sull’altro.
I CSS sono stati introdotti da Microsoft dalla terza versione di Internet Explorer, e parzialmente supportati da Netscape soltanto dalla quarta versione dell’omonimo browser. Chi accede con un browser obsoleto ad un documento formattato con fogli CSS, si trovera’ di fronte una pagina gestita dalle opzioni di default del browser (lo sfondo, per esempio, sarà grigio; il tipo di testo “times new romans” ecc).
I CSS sono stati ufficialmente riconosciuti e standardizzati dal W3C (consorzio internazionale per lo sviluppo del Web) nelle raccomandazioni “CSS1″ prima, e “CSS2″ poi. Si rimanda a questi documenti ufficiali per ulteriori approfondimenti.
La presente guida non puo’ prescindere da tematiche squisitamente “filosofiche” sulle quali si basa l’intera struttura dei CSS, ma pone particolare attenzione all’uso pratico che di questi strumenti si fa nel Web publishing. In altre parole questo tutorial vuole fornire da subito gli strumenti per usare i CSS all’interno di Website, senza troppo dilungarsi su dissertazioni teoriche.
Un’ultima nota in conclusione riguarda i dubbi sull’adozione di un sistema, i fogli di stile, riconosciuti solo dalle ultime versioni dei browser e che quindi rischiano di tagliare fuori parte dei visitatori. Non siamo d’accordo con quanti ritengono questo limite insormontabile e rifiutano l’adozione dei CSS. Riteniamo che allo sviluppo del Web debba coincidere un costante aggiornamento del software da parte dei navigatori, soprattutto oggi che i due maggiori browser sono gratuiti (addirittura di pubblico dominio il sorgente di Netscape).Rammentiamo, infine, che i fogli di stile sono compatibile con:

MS Internet Explorer 3 (parzialmente)
MS Internet Explorer 4
MS Internet Explorer 5
Netscape navigator 4 (parzialmente)

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Fogli di stile in linea

I fogli di stile in linea sono concettualmente molto vicini alle regole dell’HTML classico, in quanto agiscono su singole istanze all’interno della pagina. Semplificando il concetto, i fogli di stile in linea agiscono su singole parti del documento, senza influenzare il resto della pagina. Se per esempio si vuole che una sola parte del testo di un documento abbia un certo carattere o una certa formattazione, si useranno campi standard di HTML, quali <SPAN> o <DIV>, per assegnare quello stile. Eccone un esempio:

<DIV STYLE=”font-size:18px; font-family:arial; color:red”>
Questo testo ha colore blue
</DIV>

In questo modo abbiamo impostato lo stile del solo testo compreso tra i tag <DIV> e non per tutto il documento. In particolare abbiamo indicato come grandezza del carattere (font-size) 18 pixel; come tipo di carattere (font-family) il classico arial e come colore (color) il rosso. Il risultato che otteniamo e’ il seguente:

Questo testo ha colore rosso

La marcatura usata per ottenere questo effetto e’ <DIV> o in alternativa <SPAN>. L’uso dell’una o dell’altra e’ lasciato alla discrezionalita’ del progettista, anche se la prima marcatura e’ consigliata per lunghi blocchi di testo, mentre <SPAN> e’ consigliata per brevi frasi, proprio come quella dell’esempio.

Un siffatto sistema di stile e’ certamente funzionante ma non rispondente alle peculiarita’ tipiche dei CSS. Assegnare stili alle singole marcature, infatti, non risponde ai criteri di separazione tra stile e contenuti dei quali i CSS si fanno portatori. I fogli di stile in linea in un certo senso negano la vera natura di questi strumenti, nati per assegnare stili a intere pagine o addirittura a gruppi di documenti. Il nostro consiglio e’ di servirsi dei fogli di stile in linea esclusivamente per piccoli e circoscritti ritocchi e non per la struttura generale di un Website.

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Fogli di stile incorporati

Prima di passare alla trattazione dei fogli di stile incorporati, ci preme sottolineare la diversa sintassi che regge questi attributi (e anche i successivi “css esterni”) rispetto ad HTML classico:

gli attributi sono inseriti tra parentesi graffe { }

al posto del segno = vengono usati i due punti :

gli argomenti consecutivi sono separati dal segno ; invece che dalla virgola ,

Gli attributi composti da piu’ termini sono separati da un trattino -

Quando un attributo e’ considerato proprieta’ di un oggetto i trattini si eliminano e le iniziali dei termini diventano maiuscole (per esempio: font-style diventa FontStyle).

Premesso questo passiamo a trattare approfonditamente i fogli di stile incorporati. Banalizzando, si tratta di stili a meta’ strada tra i gia’ esaminati CSS in linea e i successivi CSS esterni. La peculiarita’ fondamentale di questi attributi di stile e’ di venire assegnati all’intero documento e non a singole istanze come l’HTML classico. Si tratta, dunque, di un insieme di definizioni di stile inserite tra marcature <STYLE> e posizionate tra i tag <HEAD> del documento e il <BODY> dello stesso.

Un esempio di foglio di stile incorporato e’ il seguente:

<HTML>
<HEAD>

<style type=”text/css”>

H1 { font-size:17px; font-family:verdana; color:green }
H2 { font-size:18px; font-family:arial; color:red }

</style>

</HEAD>
<BODY>

<H1>Questo testo e’ di colore verde, impostato su verdana di 17 pixel</H1>
<H2>Questo testo e’ di colore rosso, impostato su arial di 18 pixel</H2>

</BODY>

</HTML>

In questo esempio abbiamo impostato un foglio di stile incorporato tra i tag <HEAD> del documento, stabilendo due diversi tipi di carattere:

verdana verde di 17 pixel per il primo identificato dal marcatore <H1>

arial rosso di 18 pixel per il secondo, identificato dal marcatore <H2>
I marcatori H1 e Hx in generale possono sostituirsi con altri marcatori di paragrafo quali <P>. Impostato il CSS incorporato all’interno del documento gli stessi stili vengono assegnati raccogliendo porzioni di testo tra marcatori <H1></H1> e <H2></H2>.
In questo modo cambiando i valori dei soli attributi impostati nel foglio di stile (aumentando la grandezza o modificando il colore, per esempio), il testo del documento marcato da <H1> e <H2> viene automaticamente aggiornato al nuovo stile.
L’attributo TYPE del tag <STYLE> definisce il linguaggio in formato MIME del foglio di stile. In altre parole questo attributo indica al browser il tipo di foglio di stile supportato, altrimenti ignorato. Ms Internet Explorer supporta i CSS solo in formato MIME, ma esistono i CSS in formato text/jass, cioe’ accessibili in javascript.
Se l’attributo TYPE viene omesso, il browser lo identifica di default con text/css.
Anche Netscape communicator supporta questo attributo.
Rispetto ai fogli di stile in linea i CSS incorporati consentono il controllo di un intero documento, ma per interi siti non sono sufficienti a fornire il supporto tecnico necessario. Se per esempio per il testo del documento e’ stato usato un certo font e improvvisamente si decide di modificarlo, sara’ necessario agire su tutti i documenti del sito perche’ le modifiche si estendano all’intero Website.

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Fogli di stile esterni

I fogli di stile esterni (o collegati) sono quelli che meglio rispondono alle esigenze degli sviluppatori, e soprattutto quelli che meglio interpretano la filosofia dei fogli di stile. Per comprendere pienamente le peculiarita’ dei CSS esterni si pensi ad un sito di grandi dimensioni con 1000 pagine HTML e un certo tipo di formattazione del testo. Improvvisamente esigenze estetiche impongono di modificare colore di sfondo, tipo di carattere e allineamento del testo. Sulla scorta di quanto finora esposto si presentano tre casi:

il sito e’ costruito in HTML classico, per cui sara’ necessario agire su ogni singola marcatura di ognuna delle 1000 pagine;

il sito e’ costruito adottando fogli di stile in linea, per cui anche in questo caso sara’ necessario agire su tutte le singole marcatura di ognuna delle 1000 pagine;

il sito e’ costruito con i fogli di stile incorporati, per cui si dovra’ comunque modificare l’intestazione di stile di 1000 documenti, anche se non si dovra’ agire sui singoli attributi della pagina che rimangono identici. Seppure l’ultimo espediente limita notevolmente il lavoro di aggiornamento rispetto ai primi due punti, si tratta pur sempre di agire su un numero elevato di documenti.
La soluzione a questo problema e’ che gli stili dei singoli marcatori vengano raggruppati in un documento indipendente dal resto delle pagine, e da queste semplicemente richiamati con una semplice riga di codice. In questo modo una modifica sul file “centralizzato” genera automaticamente la stessa modifica su tutti i documenti che lo richiamano. Sulla scorta di questa ovvia considerazione si basano i fogli di stile esterni esaminati in questa lezione.

Creare un foglio di stile esterno e richiamarlo all’interno delle pagine HTML e’ semplice e consta di 5 fasi:

apri una pagina senza alcuna intestazione HTML con blocco notes di Win95-98 o il tuo editor HTML e inserisci al suo interno il seguente codice:

H1 { font-size:17px; font-family:verdana; color:green }
H2 { font-size:18px; font-family:arial; color:red }

Se stai usando blocco notes di Win95-98 vai su FILE/SALVA CON NOME nella prima voce di menu in alto a sinistra. A questo punto si apre una finestra di salvataggio con due campi da riempire: nome file e salva come. Nel primo campo inserisci il nome style.css e nel secondo imposta come “tutti i file” e finalmente premi il tasto “salva“.

Creato il file style.css (.css e’ l’estensione assegnata ai file di stile esterni, mentre il nome “style” puo’ essere modificato a proprio piacimento) copialo nella cartella principale del tuo sito Web.

Apri i documenti HTML del tuo sito e inserisci al loro interno, tra i tag <HEAD> il seguente codice:

<link rel=stylesheet href=”style.css” type=”text/css”>

La marcatura link identifica un file esterno al documento HTML che comunque lo riguarda direttamente. L’attributo rel indica che il file collegato e’ un foglio di stile (stylesheet). href richiama il percorso del file .css esterno (in questo caso il file si intende depositato nella stessa cartella in cui e’ presente il documento HTML; se cosi’ non fosse andrebbe inserito il percorso del file, per es.: href=”css/style.css”). L’attributo type ha la funzione vista in precedenza per i fogli di stile incorporati.

All’interno del documento identifica gli stili da assegnare usando i marcatori <H1> e <H2>. Per esempio i titoli potrebbero essere stabiliti da <H1> e il testo delle pagine da <H2>, in questo modo:

<H1>Titolo della pagina</H1>

<H2>Testo della pagina di prova, Testo della pagina di prova, Testo della pagina di prova, </H2>

Il risultato di questo esempio e’ di stabilire per tutte le pagine del sito uno stile comune per i marcatori <H1> e <H2>, in modo tale che modificando il solo file esterno tutti i documenti HTML collegati saranno contestualmente aggiornati. Nell’esempio del sito di 1000 pagine, se l’esigenza fosse quella di modificare grandezza e stile dei titoli di pagina, sarebbe sufficiente agire sul marcatore <H1> del file esterno style.css.

In chiusura di questa disamina ci preme sottolineare la grandissima utilita’ dei fogli di stile esterni che consigliamo di usare il piu’ possibile. A fronte di una impostazione iniziale piu’ complessa degli altri stili, nel lungo periodo e per siti di grandi dimensioni ripagano ampiamente gli sforzi, oltre a consentire un inedito controllo di pagina e di stile.

Attributi di stile per il testo

Negli esempi a completamento di questo articolo, non a caso abbiamo usato l’attributo BODY. I fogli di stile, infatti, riconoscono questo attributo come valore di default di tutto il documento. Un po’ come accade per il tag <BODY> in HTML classico. Quindi, tutto cio’ che viene inserito all’interno di BODY sara’ assegnato all’intero documento.
Per gli esempi abbiamo usato fogli di stile incorporati, i quali possono tranquillamente raccogliersi in un file esterno secondo quanto visto nel capitolo “css esterni”.

Attributo font-family
Elenca la famiglia di font per lo stile di una pagina o di porzioni di essa. Si consideri, per esempio, di voler stabilire un font tipo “arial” per tutto il documento. Quello che segue e’ il modo corretto di impostare lo stile:

<STYLE>
BODY { font-family:arial }
</STYLE>

E’ possibile stabilire diversi ordini di preferenza, per cui in mancanza del primo font il browser interpreta il successivo. Per fare questo i nomi delle famiglie di font devono essere separate da una virgola.
Per nome di famiglia si intende uno dei caratteri quali Arial, courier new, times new roman, impact e innumerevoli altri (per i font si rimanda a FONT.it). I font con nomi composti da piu’ termini vanno inseriti tra apici doppi:

<STYLE>
BODY { font-family:arial, “courier new”, impact }
</STYLE>

Un’ultima alternativa e’ quella di servirsi di un nome generico di font. Si intendono con questo termine gruppi di font che seppur non identici, hanno delle peculiarita’ che li accomunano. In questo modo il browser cerchera’ il font disponibile sul computer del navigatore, in base all’indicazione del nome generico:

<STYLE>
BODY { font-family:serif }
</STYLE>

I fogli di stile riconoscono 5 categorie di font generici:

  • Serif Il termine si traduce in italiano “grazie” ed e’ consigliabile per lunghe sezioni di testo. Due casi tipici di font serif sono times new roman o garamond

    <STYLE>
    BODY { font-family:serif }
    </STYLE>

  • Sans Serif Senza grazie. Tipici gli arial e gli helvetica

    <STYLE>
    BODY { font-family:”sans serif” }
    </STYLE>

  • Cursive Font corsivi che imitano la calligrafica umana.

    <STYLE>
    BODY { font-family:cursive }
    </STYLE>

  • Fantasy Caratteri decorativi come, per esempio, comic sans

    <STYLE>
    BODY { font-family:fanct }
    </STYLE>

  • Monospace Questi font hanno la caratteristica di occupare uno spazio identico. Gli altri caratteri, infatti, occupano uno spazio per lettera proporzionale alla stessa. Un classico font monospace e’ il courier.

    <STYLE>
    BODY { font-family:monospace }
    </STYLE>

Attributo font-size
Questo attributo stabilisce la dimensione del testo. Mentre HTML standard prevede soltanto 7 livelli predefiniti per la grandezza del testo (da font size=1 a font size=7), i fogli di stile peremettono un controllo molto piu’ preciso ed elastico, che non soffre di nessuna limitazione.

E’ possibile impostare lo stile in base a cinque diverse unita’ di misura:

  • Punti: questa unita’ di misura viene abbreviata con la sigla pt. Ogni punto rappresenta 1/72 di pollice. I punti fanno riferimento esclusivamente allo spazio verticale occupato sullo schermo, mentre la larghezza aumenta proporzionalmente all’aumentare della misura verticale.

    <STYLE>
    BODY { font-size:12pt }
    </STYLE>

  • Pixel: si tratta dei punti presenti su uno schermo, e variano a seconda della risoluzione consentita dal monitor ed impostata dall’utente. Ai pixel si fa riferimento in molti esempi Javascript e per tutte le risoluzioni video consigliate (solitamente 800×600)

    <STYLE>
    BODY { font-size:12px }
    </STYLE>

  • Pollici: classica unita’ di misura anglosassone, i pollici sono espressi dall’abbreviazione in

    <STYLE>
    BODY { font-size:1in }
    </STYLE>

  • Centimetri: unita’ di misura comune di molti paesi occidentali ma poco usata nell’ambito della Web grafica

    <STYLE>
    BODY { font-size:3cm }
    </STYLE>

  • Percentuale: unita’ di misura svincolata da valori predeterminati e variabili. Il valore percentuale si riferisce alla grandezza di default impostata nel browser. Per cui di fronte ad un browser che visualizza di default dei font a 14 pixel, un valore del 200% corrisponde a 28 pixel. Tale misura e’ variabile da utente ad utente.

    <STYLE>
    BODY { font-size:200% }
    </STYLE>

    La misurazione in percentuale fa parte di un sistema di dimensionamento relativo, cioe’ dipendente dalla misura corrente del browser. Esistono altri valori in sostituzione della percentuale analizzata in precedenza.

    <STYLE>
    BODY { font-size:smaller }
    </STYLE>

    definisce il font immediatamente piu’ piccolo rispetto a quello di default.

    <STYLE>
    BODY { font-size:larger }
    </STYLE>

    il contrario del precedente: definisce il font immediatamente piu’ grande rispetto a quello impostato dal browser.

    <STYLE>
    BODY { font-size:2em }
    </STYLE>

    La misura di riferimento e’ sempre quella di default, cio’ che cambia e’ il valore di riferimento stabilito in misura di 1:x.

Attributo font-style
Questo attributo indica lo stile per il font. E’ possibile impostare l’attributo su diversi valori:

<STYLE>
BODY { font-style:normal }
</STYLE>

Normal non visualizza alcuno stile particolare e si rifa’ a quello stabilito di default dal browser. E’ possibile sostituire “roman” a “normal”

<STYLE>
BODY { font-style:italic }
</STYLE>

Il classico testo corsivo che ben conosciamo da HTML classico e da tutti gli editor di testo.

<STYLE>
BODY { font-size:oblique }
</STYLE>

Questo attributo funziona apparentemente come “italic”, ma se ne differenzia perche’ rende obliquo verso destra il normale font, e non richiede il caricamento di un altro carattere come per italic.

Attributo font-variant
Questo attributo e’ simile a font-size, ma se ne differenzia perche’ assegna uno stile tutto maiuscolo. Se non e’ disponibile sulla macchina client la versione a maiuscole grandi del font, lo stile usera’ le maiuscole adattandone le misure. I valori da assegnare sono “normal” e “small-caps”

<STYLE>
BODY { font-variant: small-caps }
</STYLE>

Attributo font-weight
L’attributo font-weight stabilisce lo spessore del font come BOLD per HTML classico. E’ possibile assegnare a questo attributo 7 differenti valori:

<STYLE>
BODY { font-weight: extra-light }
</STYLE>

<STYLE>
BODY { font-weight: demi-light }
</STYLE>

<STYLE>
BODY { font-weight: light }
</STYLE>

<STYLE>
BODY { font-weight: medium }
</STYLE>

<STYLE>
BODY { font-weight: extra-bold }
</STYLE>

<STYLE>
BODY { font-weight: demi-bold }
</STYLE>

<STYLE>
BODY { font-weight: bold }
</STYLE>

Attributo text-decoration
Questo attributo consente di abbellire il testo con sottolineature e altri effetti. Puo’ assumere diversi valori: none, underline, italic e line-height:

<STYLE>
BODY { text-decoration: none }
</STYLE>

<STYLE>
BODY { text-decoration: underline }
</STYLE>

<STYLE>
BODY { text-decoration: italic }
</STYLE>

<STYLE>
BODY { text-decoration: line-height }
</STYLE>

Un altro effetto molto in voga in questi ultimi tempi (lo si ritrova anche nelle pagine di HTML.it) e’ quello che elimina le sottolineature dai link. Per fare questo e’ necessario impostare per i font incorporati il seguente codice:

<STYLE>
A { text-decoration: none }
</STYLE>

e per i fogli di stile in linea il seguente codice:

<A HREF=”http://www.html.it” STYLE=”text-decoration: none”>HTML.it</A>

Sulla falsariga di questo esempio sara’ possibile impostare i fogli di stile incorporati in modo tale che la sottolineatura appaio solo quando il mouse sfiora i link:

<STYLE>
A:link, A:visited { text-decoration: none }
A:hover { text-decoration: underline }
</STYLE>

In questo modo, quando il link e’ inattivo non e’ sottolineati, mentre quando il mouse sfiora il link viene attivata la sottolineatura.
Questo esempio funziona perfettamente con Internet Explorer, mentre con Netscape rende privo di sottolineatura il testo ma non riconosce A:hover.
Per ulteriori esempi e informazioni sull’argomento si rimanda alla sezione effetti su testo e link

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Attributi margini allineamento

I fogli di stile permettono di giustificare il testo senza l’uso improprio di tabelle o espedienti simili. I CSS creano degli elementi visualizzati all’interno di box. Ogni box ha delle proprieta’ che si possono dividere in tre categorie:

Le proprieta’ dei margini che assegnano un bordo esterno al box;

le proprieta’ di riempimento che assegnano uno spazio interno al box che separa il contenuto dai margini;

le proprieta’ dei bordi che definiscono le linee grafiche intorno al box.

I valori di questi attributi sono espressi in pollici (in), centimetri (cm), pixel (px), punti (pt) e unita’ (em).
Semplificando il concetto, i fogli di stile sono impostati come se si trattasse di finestre indipendenti all’interno della pagina. Hanno, quindi, una loro grandezza e valori di impostazione. Tra questi, oltre al testo visto in precedenza ed al background che si vedra’ piu’ oltre, sono presenti i valori relativi ai bordi di tali pseudo-finestre.
Esistono vari attributi per i bordi e l’allineamento, vediamo quali.

Attributi margin-left, margin-right, margin-top, margin-bottom
Si tratta di quattro attributi che impostano la distanza tra il box contenente i CSS e gli elementi adiacenti, dai quattro margini:

<STYLE>
BODY { margin-top: 10px; margin-right; 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px }
</STYLE>

Attributo margin
I quattro valori visti in precedenza possono essere definiti con il solo attributo margin. Quando viene impostato questo valore, il browser assume come ordine il primo margine in alto (margin-top), il destro (margin-right), l’inferiore (margin-bottom) e il sinistro (margin-left). Se ne vengono forniti solo due o tre, quelli mancanti vengono automaticamente assegnati in base al valore del lato regolarmente impostato:

<STYLE>
BODY { margin: 10px 10px 10px 10px }
</STYLE>

In questo primo esempio tutti gli elementi hanno uguale distanza rispetto agli elementi vicini, e ognuno di essi e’ correttamente indicato.

<STYLE>
BODY { margin: 10px 10px }
</STYLE>

In questo secondo esempio sono impostati solo due valori (margin-top e margin-right). I mancati margini sinistro e inferiore vengono desunti rispettivamente dal valore del margine destro e superiore.

Attributi padding-top, padding-bottom, padding-right, padding-left
Tali attributi indicano la distanza tra i lati del box e gli elementi al suo interno. In altre parole hanno una funzione opposta a quella vista in precedenza per l’attributo margin. E’ possibile usare le misure standard (pollici, centimentri, punti, pixel ecc.) o valori percentuali:

<STYLE>
BODY { padding-top: 10pt; padding-right; 10px; padding-bottom: 110%; padding-left: 2in }
</STYLE>

Attributo padding
Come per l’attributo margin, anche i quattro valori visti in precedenza possono essere definiti con un solo attributo padding. Quando viene impostato questo valore, il browser assume come ordine il primo valore di riempimento in alto (padding-top), il destro (padding-right), l’inferiore (padding-bottom) e il sinistro (padding-left). Se ne vengono forniti solo due o tre, quelli mancanti vengono automaticamente assengati in base al valore del lato impostato:

<STYLE>
BODY { padding: 10pt 10px 110% 2in }
</STYLE>

In questo primo esempio tutti gli elementi hanno uguale distanza rispetto agli elementi vicini, e ognuno di essi e’ correttamente indicato.

<STYLE>
BODY { padding: 10pt 10px }
</STYLE>

Attributi border-top, border-bottom, border-right, border-left
Questi attributi definiscono lo stile e il colore di ogni elemento e vengono impostati con alcune parole chiave: none, dotted, dashed, solid, double, groove, ridge, inset e outset:

<STYLE>
BODY { border-top: dotten green; border-left: dashed black; border-right: solid blue; border-bottom: groove yellow }
</STYLE>

Attributi border-top-width, border-bottom-width, border-right-width, border-left-width
La funzione di questi attributi e’ di generare un effetto simile ai bordi delle table HTML. E’ possibile stabilire misure percentuali o di riferimento (em), oltre a parole chiave quali thin, medium e thick:

<STYLE>
BODY { border-top-width: 5px; border-left-width: 4pt; border-right-width: thick; border-bottom-width: 2em }
</STYLE>

Attributo border-width
Come per gli attributi margin e padding, anche i quattro valori visti in precedenza possono essere definiti con un solo attributo border-width:

<STYLE>
BODY { border-width: 10pt 10px 1em 2in }
</STYLE>

Attributo border-color
Questo attributo definisce i colori dei quattro bordi del CSS nella loro globalita’, cioe’ senza possibilita’ di stabilire colori diversi per ognuno di essi:

<STYLE>
BODY { border-color: green }
</STYLE>

Attributo border-style
Questo attributo definisce lo stile dei quattro bordi del CSS nella loro globalita’, cioe’ senza possibilita’ di stabilire stili diversi per ognuno di essi. I valori sono specificati da alcune parole chiave: none, dotted, dashed, solid, double, groove, ridge, inset, outset. Gli ultimi quattro valori sono tridimensionali, sempre che il browser li supporti:

<STYLE>
BODY { border-style: groove }
</STYLE>

Attributo border
Si tratta di una sorta di attributo omnicomprensivo degli ultimi visti in questa pagina. Racchiude tutte le varianti relative ai bordi, agli stili, al colore e alla larghezza. Assegna gli stessi valori a tutti i lati, annullando gli effetti di altri attributi simili in precedenza inseriti:

<STYLE>
BODY { border: 12px groove green }
</STYLE>

Attributo width
Si riferisce alla larghezza per orizzontale del box. Puo’ essere espresso nelle unita’ di misura finora analizzate. Il valore “auto” permette al box di adattarsi al contenuto degli elementi:

<STYLE>
BODY { width: 300px }
</STYLE>

Attributo float
Questo attributo ha una funzione simile ad ALIGN in HTML classico. I valori a disposizione sono left, right e none:

<STYLE>
BODY { float: right }
</STYLE>

Attributo clear
Se vengono specificati i valori right o left, gli elementi si dispongono sotto float dal lato specificato. Usando none sono impostati su entrambi i lati:

<STYLE>
BODY { clear: left right }
</STYLE>

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Background e colori di sfondo

In HTML classico lo sfondo viene impostato all’interno della marcatura <BODY> attraverso gli attributi bgcolor (per il colore univoco del fondo pagina) e background (per assegnare allo sfondo un’immagine gif o jpg). I limiti di questi strumenti sono evidenti soprattutto quando e’ necessario inserire un’immagine di sfondo complessa. Esiste un attributo di HTML che permette, solo con MS Internet Explorer, di rendere fissa l’immagine di sfondo richiamata come background:

<BODY background=”sfondo.gif” bgproperties=”fixed”>

Come detto e’ una soluzione funzionante solo con il browser Microsoft. Gli utenti Netscape non incontreranno alcun messaggio di errore, ma soltanto una pagina con il classico sfondo che “scrolla” insieme al resto del documento (esistono alcuni espendienti per rendere fissi elementi nella pagina nonostante lo scroller).

Le specifiche dei CSS introducono, anche per i colori di sfondo, delle importanti novita’, volte soprattutto a liberare gli sviluppatori da vincoli operativi.
Esistono vari attributi per i colori e gli sfondi, ecco quali.

Attributo color
L’attributo color definisce il colore del testo del documento (non si confonda con il colore di background) sia con i nomi dei colori in inglese (black, silver, gray, white, maroon, red, purple, fuchsia, green, lime, olive, yellow, navy, blue, teal e aqua) sia con triplette esadecimali.
Il formato RGB usa, per definire i colori, tre numeri interi compresi tra 0 e 255, mediante una scala di valori lineare. Il rosso, quindi, diventa 255,0,0 e le sfumature cromatiche si realizzano attraverso le combinazioni di valori.
In HTML i valori numerici dei colori vengono definiti in base alla cosidetta “tripletta esadecimale”, ovvero un insieme di tre numeri e due cifre esadecimali.

<DIV STYLE=”position:absolute; top:100px; left:100px; width:200px; color:blue”>
HTML.it e’ il sito italiano piu’ visitato e autorevole sul Web publishing. Decine di tutorial, centinaia di Javascript, di applet Java, di demo per Dynamic HTML.
</DIV>

Attributo background-color
Questo attributo determina il colore di sfondo di un determinato stile. La sua funzione e’ simile al classico BODY di HTML, ma puo’ essere avvicinata al colore di sfondo delle tabelle. Viene usato soprattutto per evidenziare alcune parti del documento.

<DIV STYLE=”position:absolute; top:100px; left:100px; width:200px; background-color:blue”>
HTML.it e’ il sito italiano piu’ visitato e autorevole sul Web publishing. Decine di tutorial, centinaia di Javascript, di applet Java, di demo per Dynamic HTML.
</DIV>

Attributo background-image
Ha una funzione simile al background=”image.gif” di HTML classico, richiamando un’immagine in formato GIF o JPG caricata sullo sfondo del css

<DIV STYLE=”position:absolute; top:100px; left:100px; width:200px; background-image: url(sfondo.jpg)”>
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</DIV>

Attributo background-repeat
Questo attributo consente di ripetere l’immagine di sfondo cosi’ come accade per il tag BODY di HTML. Puo’ assumere diversi valori: repeat (l’immagine viene replicata per verticale e orizzontale), repeat-x (replica l’immagine solo per orizzontale), repeat-y (replica l’immagine solo per verticale):

<DIV STYLE=”position:absolute; top:100px; left:100px; width:400px; height:400px; background-image: url(sfondo.jpg); background-repeat: repeat-y”>
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</DIV>

<DIV STYLE=”position:absolute; top:100px; left:100px; width:400px; height:400px; background-image: url(sfondo.jpg); background-repeat: repeat-x”>
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</DIV>

Attributo background-position
I fogli di stile consentono di scegliere un punto di inizio per l’immagine di sfondo diverso dal classico angolo in alto a sinistra. HTML classico, infatti, e’ impostato perche’ lo sfondo venga visualizzato dal punto piu’ estremo in alto a sinistra. Con i CSS e’ possibile usare alcune parole chiave per il posizionamento in verticale (top, center e bottom) ed orizzontale (left, center e right). Se sono espresse due coordinate, la prima e’ orizzontale e la seconda verticale:

<DIV STYLE=”position:absolute; top:100px; left:100px; width:400px; height:400px; background-image: url(sfondo.jpg); background-position: right top”>
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</DIV>

Attributo background
E’ un attributo che consente di definire univocamente i diversi attributi dello sfondo finora esaminati. L’ordine da seguire e’ il seguente:

<DIV STYLE=”position:absolute; top:100px; left:100px; width:400px; height:300px; background: yellow url(sfondo.jpg) repeat-y fixed right bottom”>
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</DIV>

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Raggruppare stili

Il raggruppamento e’ una tecnica aggiuntiva per rendere piu’ funzionali i fogli di stile e consentire effetti altrimenti irrealizzabili. Il raggruppamento di stile riduce gli attributi e gli argomenti creando gruppi logici. Nel particolare tale funzione viene svolta in due modi:

Raggruppare TAG

Per comprendere questo argomento si pensi ad una pagina Web impostata con diversi stili, ognuno dei quali identificato dai seguenti marcatori:

<STYLE>
H1 { font-family:arial; font-size:14px; color:blue; }
H2 { font-family:arial; font-size:14px; color:blue; }
H3 { font-family:arial; font-size:14px; color:blue; }
</STYLE>

Per raggruppare gli stili e’ sufficiente sintetizzare il codice in questo modo:

<STYLE>
H1, H2, H3 { font-family:arial; font-size:14px; color:blue; }
</STYLE>

Un altro esempio nella sua forma non raggruppata e’ il seguente:

<STYLE>
A:link { text-decoration: none } A:visited { text-decoration: none }
</STYLE>

Che, invece, seguendo le regole generali del raggruppamento di stili diventa: <STYLE>
A:link, A:visited { text-decoration: none }
</STYLE>

Raggruppare gli attributi

E’ possibile dividere gli stili in base alle informazioni specifiche sulle famiglie. Con questo tipo di raggruppamento il seguente stile di testo:

<STYLE>
BODY { font-family:verdana; font-size:15px; font-weight:bold; font-style:normal; color:red}
</STYLE>

si trasforma in:

<STYLE>
BODY { font: bold normal 15px verdana red}
</STYLE>

E’ stato enunciato l’attributo font e successivamente gli argomenti che lo compongono. L’ordine di enunciazione non va lasciato al caso ma impostato in base a precise regole gerarchiche. Nell’esempio, il peso, il tipo di carattere e la grandezza vanno posti prima della dimensione. Gli attributi non sono separati da virgole ma da semplici spazi.

Le stesse regole valgono per i margini. Rimandiamo al capitolo corrispondente per ulteriori approfondimenti.

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Assegnare classi

L’assegnazione di classi consente di definire un alto livello di variazione di singoli tag HTML. Cio’ avviene aggiungendo un’estensione class ai tradizionali tag dell’HTML, dopo aver impostato le classi all’interno del foglio di stile. Questo il codice da impostare nel CSS:

<STYLE>
H2.top {font-family:verdana; font-size:15px; font-weight:bold; font-style:normal}
H4.bottom {font-family:arial; font-size:10px; font-weight:bold; font-style:italic}
</STYLE>

Sussessivamente, all’interno del documento, va inserito il riferimento alla classe:

<H4 class=bottom> Testo della pagina </H4>

Altro concetto collegato e’ quello delle pseudoclassi: elementi di un solo tipo che soddisfano un certo criterio contestuale. Un esempio molto chiaro di pseudoclassi è quello relativo agli elementi anchor, che quando visitati costituiscono una pseudoclasse visited, quando attivi active e quando non visitati link.

Una pesudoclasse viene specificata all’interno dello stile seguita dai due punti:

<STYLE>
A:link { text-decoration: none } visited { text-decoration: none }
</STYLE>

La pseudoclasse visited non ha bisogno dell’elemento A, perche’ solo gli ancoraggi possono avere una pseudoclasse link.

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Cenni ai fogli di stile Javascript

Nella interminabile guerra dei browser, Netscape e Microsoft hanno seguito strade differenti, nella vana convinzione che tecnologie proprietarie imposte al mercato fossero la soluzione migliore al “conflitto” in corso. Cosi’ e’ stato per molti standard (divenuti tali, ed accettati da entrambe le societa’, solo dopo l’intervento del W3C) e cosi’ e’ anche per i fogli di stile. Le raccomandazioni CSS1 e CSS2 hanno ripreso il modello proposto da Microsoft e respinto quanto avanzato da Netscape. L’ennesimo insuccesso di Netscape porta il nome di Fogli di stile Javascript (JSSS). Si tratta di fogli di stile simili a quelli visti finora, ma con alcune non trascurabili differenze:

e’ riconosciuto soltanto da Netscape e non da Internet Explorer;

gli attributi composti da piu’ parole non sono separati da un trattino come per i CSS, ma dalla forma maiuscola delle prime lettere;

quando si richiama un foglio di stile javascript la sintassi corretta e’ la seguente:

<LINK rel=stylesheets type=”text/javascript” href=”style.js”>

sono introdotti tre nuovi oggetti:

- Le marcature
- Le classi
- Gli identificatori

Usando i tre metodi introdotti dai JSSS si definisce il valore di ogni attributo del documento.

Non ci addentriamo oltre nell’esposizione di una tecnologia non standardizzata dal W3C e destinata ad essere abbandonata dalla stessa Netscape.

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Posizionamento dinamico

Molti degli esempi di questo tutorial sono compatibili esclusivamente con il browser Internet Explorer, a causa delle conseguenze negative della “guerra dei browser”. La corsa alla “tecnologia proprietaria” ha spinto Netscape e Microsoft verso soluzione incompatibili e spesso contrastanti (soprattutto per HTML dinamico non e’ raro che demo per explorer creino errore negli script di Netscape e viceversa). I fogli di stile non sono stati risparmiati da questo duello, ma non mancano punti e tecnologie sulle quali e’ stato raggiunto un accordo. Le specifiche sul posizionamento dinamico hanno visto l’accordo di Microsoft e Netscape, che attraverso i propri rappresentanti presso il W3C, hanno collaborato alla stesura di una bozza di lavoro chiamata CSS-P (CSS positioning). Grazie a questa collaborazione sia Netscape 4 che Explorer 4 e 5 riconoscono e interpretano correttamente il posizionamento dinamico all’interno della pagina. Ma cosa si intende per posizionamento dinamico?.
I documenti HTML sono posizionati all’interno della pagina attraverso uno schema di flusso dei dati. Questo significa che si parte dal margine alto a sinistra del documento e ogni elemento si posiziona in base al precedente, senza possibilita’ di sovrapporre oggetti. Le specifiche dei CSS-P consentono, invece, tre diversi tipi di posizionamento:

statico: si tratta del posizionamento predefinito dal browser, cioe’ quello tradizionale di HTML, per cui ogni elemento e’ posizionato in base al flusso di dati del documento;

assoluto: questo tipo di posizionamento consente di astrarre il CSS dal flusso dei dati, consentendo di posizionarlo in qualsiasi punto della pagina, in modo assolutamente indipendente dagli altri elementi, che anzi possono venire sovrapposti o sottoposti.

relativo: tale posizionamento non esce dal flusso di dati, ne’ produce alcuna modifica rispetto agli elementi posizionati in modo statico. Assume caratteristiche proprie del posizionamento dinamico quando vengono impostate le proprieta’ left e right, che spostano l’elemento a sinistra e in alto di quello che lo precede.

I posizionamenti assoluto e relativo consentono agli sviluppatori di sistemare con precisione elementi nel documento, di sovrapporli e attraverso degli script, di muoverli. In questo modo i webdesigner hanno un controllo sul documento simile a molti strumenti in possesso dei grafici tradizionali.

La bozza di lavoro dei CSS-P definisce le proprieta’ dei fogli di stile relative al posizionamento dinamico. Molte di queste proprieta’ sono note gia’ da HTML classico (le proprieta’ width e height, per esempio), altre invece sono inedite. Per comprendere meglio di cosa stiamo parlando e’ bene procedere con qualche esempio pratico e relativo codice.
Premettiamo che in questa sede faremo uso di fogli di stile in linea, perche’ e’ piu’ agevole definire il posizionamento per ogni singolo elemento. Nulla vieta che per creare strutture di pagina complesse si possano usare i CSS incorporati o esterni.

Ecco un esempio di posizionamento assoluto con uso delle proprieta’ top e left:

<DIV STYLE=”position:absolute; top:100px; left:100px”>
<IMG SRC=”elemento01.gif” border=0>
</DIV>

Le misure sono espresse in pixel (px), ma possono essere sostituite con altri valori: punti (pt), centimentri (cm), pollici (in) ecc. Tutte fanno riferimento al margine superiore sinistro.
L’esempio considerato crea un foglio di stile con posizionamento assoluto (position:absolute) distanziato dal margine superiore e sinistro di 100 pixel. Tutto cio’ che si trova all’interno del CSS (l’immagine elemento01.gif) sara’ posizionato in questo modo.

Per comprendere la differenza pratica tra posizionamento assoluto (visto in precedenza) e relativo, procediamo con un altro esempio. Si tratta di un semplice testo privo di qualsiasi formattazione, che il documento interpreta come flusso di elementi. All’interno di questo testo impostiamo un foglio di stile con posizionamento relativo per le parole “sito italiano”, con una distanza dall’elemento piu’ vicino alla sinistra e in alto di 10 pixel:

HTML.it e’ il <SPAN STYLE=”position:relative; top:10px; left:10px”><B>sito italiano></B></SPAN> piu’ visitato e autorevole sul Web publishing. Decine di tutorial, centinaia di Javascript, di applet Java, di demo per Dynamic HTML.

Abbiamo usato la marcatura SPAN al posto di DIV, perche’ quest’ultima e’ piu’ adatta a quantita’ corpose di testo, mentre la prima si adatta meglio a frasi brevi come questa. Altra considerazione riguarda il ritorno a capo che DIV impone agli elementi
Nell’esempio pratico che segue abbiamo usato entrambe con risultati differenti.

Altri parametri impostabili sono width e height che stabiliscono rispettivamente la larghezza per orizzontale e l’altezza per verticale del foglio di stile. Anche in questo caso possono usarsi indifferentemente le misure consentite dai fogli di stile:

<DIV STYLE=”position:absolute; top:100px; left:100px; width:150px; height:150px”>
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</DIV>

Il testo viene racchiuso in un foglio di stile di dimensioni pari a 100px di altezza e altrettanti di larghezza. La distanza dal margine superiore sinistro e’ quella espressa in precedenza.

La proprieta’ visibility determina la visibilita’ di un elemento. Puo’ essere impostato su hidden o visible

<DIV STYLE=”position:absolute; top:100px; left:100px; width:150px; height:150px; visibility:hidden”>
<IMG SRC=”elemento01.gif” border=0>
</DIV>

hidden rende invisibili gli elementi, mentre visibile li rende visibili:

<DIV STYLE=”position:absolute; top:100px; left:150px; width:200px; height:150px; visibility:visible”>
<IMG SRC=”elemento02.gif” border=0>
</DIV>

Si e’ detto in apertura che i CSS-P permettono di sovrapporre immagini, testo ed elementi gli uni agli altri. La gerarchia con la quale tali elementi vengono sovrapposti dipende, quando non stabilito diversamente, dalla posizione nel codice HTML. Un elemento posizionato dopo un altro sara’ sovrapposto a questo. Come nell’esempio che segue:

<DIV STYLE=”position:absolute; top:30px; left:100px; width:200px; height:200px; visibility:visible”>
<IMG SRC=”elemento01.gif” border=0>
</DIV>

<DIV STYLE=”position:absolute; top:150px; left:150px; width:200px; height:200px; visibility:visible”>
<IMG SRC=”elemento02.gif” border=0>
</DIV>

E’ possibile modificare l’impostazione di default per cui un elemento scritto successivamente nel codice e’ sovrapposto agli elementi precedenti, attraverso la proprieta’ z-index. Questa proprieta’ definisce l’ordine grafico degli elementi attraverso valori numerici. L’elemento principale va impostato come valore positivo “1″, mentre gli altri in posizione sottostante con valore negativo “-1″. Riprendendo l’esempio precedente e lasciando inalterato l’ordine gerarchico, e’ possibile che il secondo elemento si sovrapponga al primo grazie alla proprieta’ z-index:

<DIV STYLE=”position:absolute; top:30px; left:100px; width:200px; height:200px; visibility:visible z-index:1″>
<IMG SRC=”elemento01.gif” border=0>
</DIV>

<DIV STYLE=”position:absolute; top:150px; left:150px; width:200px; height:200px; visibility:visible z-index:2″>
<IMG SRC=”elemento02.gif” border=0>
</DIV>

La proprieta’ overflow permette di gestire, attraverso l’uso di scroller, i contenuti degli elementi che eccedono l’area impostata con height e width. Perche’ cio’ accada e’ necessario che la proprieta’ overflow sia impostata su “scroll” e non su “hidden”. In questo secondo caso, infatti, gli elementi vengono visualizzati limitatamente alla grandezza dell’area di ritaglio ma senza lo scroller laterale:

<DIV STYLE=”position:absolute; overflow:scroll; float:left; top:10px; left:10px; width:150px; height:100px”>
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</DIV>

<DIV STYLE=”position:absolute; overflow:hidden; float:left; top:150px; left:10px; width:150px; height:100px”>
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</DIV>

Tutti gli elementi supportano il posizionamento statico e relativo, ma solo alcuni quello assoluto. Ecco quali:

Applet

Button

Div

Fieldset

IFrame

IMG

Input

Object

Select

Span

Table

Textarea

Sfruttando quanto visto finora per il posizionamento dinamico, possiamo ora esporre un utilizzo pratico di tale tecnologia. Creare titoli con effetto ombreggiato e’ possibile in HTML classico esclusivamente con il ricorso a immagini (create con appositi programmi di Webgrafica o fotoritocco). Nulla da eccepire su tale scelta, ma e’ ovvio che la presenza di immagini appesantisce la pagina in termini di Kb. Con i CSS-P e’ possibile ottenere lo stesso risultato senza usare immagini ma semplice testo. Non si tratta di una procedura molto complessa che anzi per molti versi appare banale. Si crea un testo assegnando uno stile, una grandezza e una certa posizione assoluta nella pagina:

<DIV STYLE=”position:absolute; font-size:100px; font-family:impact; top:10px; left:10px; color:black; z-index:1″>
HTML.it
</DIV>

Per il testo si e’ usato il font impact di grandezza pari a 100 pixel e colore nero, distanziato dal margine sinistro e superiore di 10 pixel. La proprieta’ z-index e’ impostata sul valore positivo 1. Fin qui nulla di particolare, visto che si tratta di un testo nero senza ombreggiatura. Per inserire l’ombra si deve aggiungere questo codice:

<DIV STYLE=”position:absolute; font-size:100px; font-family:impact; top:15px; left:15px; color:gray; z-index:-1″>
HTML.it
</DIV>

Il testo rimane di uguale grandezza e stile ma cambia il colore (dal black precedente al gray attuale). La distanza dello stile dal margine superiore e sinistro aumenta rispettivamente di 5 pixel e la proprieta’ z-index e’ impostata sul valore negativo -1. Tutto questo crea il primo testo sovrapposto al secondo, che essendo distanziato di 5 pixel ma di uguale dimensione crea un effetto ombreggiato.

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Controlli del cursore

Ms Internet Explorer implementa dalla versione 4 la proprieta’ CSS cursor per il controllo del puntatore del mouse, quando l’utente posiziona lo stesso su un determinato elemento. Esistono da anni puntatori dalle forme piu’ svariate e fantasiose per Windows, ma non e’ di questo che si tratta. La proprieta’ CSS cursor, infatti, non permette di ottenere cursori di forme diverse da quelli impostati di default nel sistema, ma al contrario ne permette l’interscambio e il controllo.
L’abitudine ci spinge a ritenere ovvio che quando il puntatore del mouse passa su un link, da freccia si trasforma in manina. Cosi’ come quando una pagina Web e’ in fase di caricamento e’ normale che il puntatore si trasformi in clessidra. Bene, questo foglio di stile consente di controllare questi eventi, assegnando un puntatore a piacimento a tutti gli eventi della pagina.
Segue un elenco degli effetti ottenibili con la proprieta’ CSS cursor in MsIe.

Auto

Il cursore viene definito in base alle impostazioni automatiche di default del browser

Crosshair

Il browser visualizza il cursore con la classica croce (che potrebbe sembrare anche un mirino)

Default

Il browser visualizza il puntatore sempre nella sua forma standard (solitamente una freccia rivolta verso l’alto a sinistra)

Hand

Il cursore assume per tutto il documento la forma della mano.

Move

Il cursore assume la forma tipica degli elementi trascinati

e-resize

Il cursore assume la forma di una freccia verso sinistra (tipicamente attivata quando si ridimensionano finestre o oggetti)

ne-resize

Freccia di default rivolta in alto a destra

nw-resize

Freccia rivolta verso l’alto a sinistra (questo stile si differenzia da “default” visto in precedenza, perche’ quest’ultimo assegna il cursore in base alle impostazione del browser, mentre quest’ultimo stabilisce tout court il cursore con freccia rivolta verso l’alto a sinistra, anche se le impostazione del browser sono differenti)

n-resize

Freccia non-standard rivolta verso l’alto.

se-resize

Freccia standard rivolta verso il basso a destra

sw-resize

Freccia standard rivolta verso il basso a sinistra.

s-resize

Freccia non-standard rivolta verso il basso.

w-resize

Freccia non-standard rivolta verso sinistra

text

Al cursore viene assegnata la tipica forma della barra verticale che i browser impostano quando incontrano testo senza link o immagini.

wait

Il classico cursore a forma di clessidra od orologio.

help

Il cursore a forma di punto interrogativo o fumetto, che solitamente indica la possibilita’ di ottenere maggiori informazioni sull’oggetto.

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Effetti di transizione

Le transizioni di pagina consentono di visualizzare effetti simili ad alcuni cambi immagine televisivi. In altre parole la pagina richiamata non è immeditamente visualizzata, ma preceduta da effetti di vario tipo, quali dissolvenze e altre presentazioni.
Le transizioni si attivano esclusivamente quando si accede alla pagina da un altro documento o in alternativa quando si esce dalla pagina per visualizzarne un’altra. Quindi premendo il tasto aggiorna del browser, questo non sortira’ alcun effetto, ma sara’ necessario tornare alla pagina precedente e cliccare nuovamente sul link.
Gli effetti di transizioni possono essere in entrata (page-enter) o in uscita (page-exit) di pagina.
Il codice va inserito tra i tag <HEAD> e consente 23 diversi effetti. Negli esempi che seguono e’ stato impostato il valore “Page enter” per cui gli effetti si producono all’entrata della pagina. Questi gli effetti disponibili:

Box in
<META http-equiv=”Page-Enter” CONTENT=”RevealTrans(Duration=4,Transition=0)”>

Box out
<META http-equiv=”Page-Enter” CONTENT=”RevealTrans(Duration=4,Transition=1)”>

Circle in
<META http-equiv=”Page-Enter” CONTENT=”RevealTrans(Duration=4,Transition=2)”>

Circle out
<META http-equiv=”Page-Enter” CONTENT=”RevealTrans(Duration=4,Transition=3)”>

Wipe up
<META http-equiv=”Page-Enter” CONTENT=”RevealTrans(Duration=4,Transition=4)”>

Wipe down
<META http-equiv=”Page-Enter” CONTENT=”RevealTrans(Duration=4,Transition=5)”>

Wipe right
<META http-equiv=”Page-Enter” CONTENT=”RevealTrans(Duration=4,Transition=6)”>

Wipe left
<META http-equiv=”Page-Enter” CONTENT=”RevealTrans(Duration=4,Transition=7)”>

Vertical blinds
<META http-equiv=”Page-Enter” CONTENT=”RevealTrans(Duration=4,Transition=8)”>

Horizontal blinds
<META http-equiv=”Page-Enter” CONTENT=”RevealTrans(Duration=4,Transition=9)”>

Checkerboard across
<META http-equiv=”Page-Enter” CONTENT=”RevealTrans(Duration=4,Transition=10)”>

Checkerboard down
<META http-equiv=”Page-Enter” CONTENT=”RevealTrans(Duration=4,Transition=11)”>

Random dissolve
<META http-equiv=”Page-Enter” CONTENT=”RevealTrans(Duration=4,Transition=12)”>

Split vertical in
<META http-equiv=”Page-Enter” CONTENT=”RevealTrans(Duration=4,Transition=13)”>

Split vertical out
<META http-equiv=”Page-Enter” CONTENT=”RevealTrans(Duration=4,Transition=14)”>

Split horizontal in
<META http-equiv=”Page-Enter” CONTENT=”RevealTrans(Duration=4,Transition=15)”>

Split horizontal out
<META http-equiv=”Page-Enter” CONTENT=”RevealTrans(Duration=4,Transition=16)”>

Strips left down
<META http-equiv=”Page-Enter” CONTENT=”RevealTrans(Duration=4,Transition=17)”>

Strips left up
<META http-equiv=”Page-Enter” CONTENT=”RevealTrans(Duration=4,Transition=18)”>

Strips right down
<META http-equiv=”Page-Enter” CONTENT=”RevealTrans(Duration=4,Transition=19)”>

Strips right up
<META http-equiv=”Page-Enter” CONTENT=”RevealTrans(Duration=4,Transition=20)”>

Random bars horizontal
<META http-equiv=”Page-Enter” CONTENT=”RevealTrans(Duration=4,Transition=21)”>

Random bars vertical
<META http-equiv=”Page-Enter” CONTENT=”RevealTrans(Duration=4,Transition=22)”>

Random
<META http-equiv=”Page-Enter” CONTENT=”RevealTrans(Duration=4,Transition=23)”>

Per ottenere degli effetti simili in uscita dalla pagina è sufficiente sostituire a “page-enter” la dicitura “page-exit”.
Un’ultima avvertenza riguarda l’impossibilita’ di usare le transizioni in pagine divise in frame, o per meglio dire all’interno dei singoli frameset. Se, infatti, il tag viene inserito nel file principale del frame (quello che costruisce e imposta i vari frameset) gli effetti si producono, mentre questo non accade nei singoli frameset. La spiegazione di questo, che a prima visto potrebbe apparire come un bug, e’ nella constatazione che gli effetti di transizioni si producono sull’intera schermata del browser e non su una singola parte di essa. Infine va sottolineato che questi effetti si ottengono esclusivamente su Microsoft Internet Explorer.

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Filtri su immagini

I fogli di stile consentono di evitare l’uso di GIF animate attraverso l’inserimento di semplice codice HTML. Gli effetti ottenibili grazie ai filtri sono sei e tutti si verificano quando il puntatore del mouse passa sull’immagine:

Trasparency: rende opaca l’immagine finche’ il mouse non la sfiora e assume la luminosita’ originale;

Blur: effetto sfuocato dell’immagine verso sinistra

Light: effetto ombreggiato dell’immagine da destra verso sinistra

Wave: effetto ondulato sull’immagine

Flip horizontal: immagine invertita verso sinistra

Flip vertical: immagine capovolta

Per ottenere gli effetti dei filtri sull’immagine e’ necessario agire su due punti del documento: all’interno del tag <HEAD> e nell’SRC dell’immagine.

Gli esempi che seguono mostrano l’intero codice da impostare per tutti e sei gli effetti citati (per praticità si rimanda alla pagina www.html.it/css/css_13.htm).


All’immagine “paesaggio.jpg” viene assegnato un nome “immagine1″ e un livello di opacità pari a 50. Per opacità si intende quanto visibile sia l’immagine all’atto del caricamente della pagina. A livelli più bassi corrisponde un’immagine più sfocata. Il gestore di eventi “onmouseover” stabilisce che nel momento in cui il puntatore del mouse entra nell’area di immagine la stessa diviene nitida; mentre il gestore “onmouseout” fa tornare l’immagine allo stato iniziale quando il puntatore si sposta.

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Effetti su form

Quanto esposto nel presente capitolo non e’ prettamente attinente ai fogli di stile, nel senso che non rientra in quanto espresso dalle raccomandazioni ufficiale del W3C in materia. Ma intendiamo trattarne ugualmente, seppur con la dovuta sintesi, perche’ e’ utile conoscere piccoli accorgimenti nella realizzazione di form HTML.
Il nuovo standard di HTML 4 ha introdotto notevoli modifiche alla precedente versione 3.2 del linguaggio di Markup piu’ diffuso del mondo.
HTML 4.0 migliora la gestione dei moduli rendendoli interattivi, grazie ad eventi intrinseci, e aggiungendo supporti per i browser a sintesi vocale. Sono introdotti tre nuovi elmenti:

LABEL fornisce ai browser a sintesi vocale la possibilita’ di descrivere un elemento e rende interattivi i form. Le etichette utilizzate possono essere implicite o esplicite.

BOTTON consente di creare altri bottoni oltre ai due standard (invio e reset) finora disponibili.

FIEDLSET raggruppa campi relativi in modo da fornire ai browser a sintesi vocale la possibilita’ di descrivere diversi gruppi e permettere all’utente di spostarsi da un gruppo ad un altro. In associazione all’elemento LEGEND, puo’ essere usato per nominare il gruppo. Entrambi questi nuovi elementi, permettono una migliore interpretazione ed interazione.

Una nuova serie di attributi onchange-INPUT, in associazione con il supporto per i linguaggi script, permette ai form dei providers di verificare i dati inseriti dall’utente. L’elemento INPUT ha un nuovo attributo ACCEPT, che permette agli autori di specificare una lista di media o tipi di struttura per l’input.

L’attributo ACCESSKEY provvede a specificare un accesso diretto tramite tastiera ai campi del formulario.

Continuiamo col vedere alla prova alcune nuove potenzialita’ relative ai moduli HTML. Come premesso non si tratta di fogli di stile “puri”, ma di esempi che sfruttano congiuntamente Javascript e taluni aspetti di HTML dinamico. Ne trattiamo comunque in questo articolo per fornire strumenti di Web publishing avanzati.


E’ oggi possibile creare dei campi SELECT all’interno dei moduli HTML che compaiano con piu’ scelte gia’ predefinite. Quello che segue ne e’ un esempio:

Visualizza il codice di questo esempio


HTML 4.0 supporta l’attributo TITLE, che consente di visualizzare una piccola finestra quando il puntatore del mouse clicca o viene posizionato sopra un elemento. Nei browser obsoleti l’attributo TITLE non crea problemi di visualizzazione, in quanto viene ignorato e visualizzato come seplice testo.
Grazie alle potenzialita’ di questo attributo e’ possibile ottenere effetti simili al seguente:

Inizio modulo

Clicca qui per una prova

Fine modulo

Visualizza il codice di questo esempio


Questo esempio puo’ essere utile per creare effetti grafici su form altrimenti piatti e noiosi. Come funziona e’ presto detto: finche’ non si scrive nulla all’interno dei campi del form, questi assumono un colore di default, che perderanno solo quando verra’ inserito del testo o selezionate delle scelte. In questo modo il visitatore ha chiaro quali campi abbia compilato e quali lo debbano ancora essere.
Prova a scrivere qualcosa nella stringa gialla che segue:

Inizio modulo

Fine modulo

Visualizza il codice di questo esempio


E’ possibile creare elementi OPTION di diverso colore con semplice codice HTML. E’ bene precisare, pero’, che gli elementi OPTION rappresentano, per il modello di oggetti dell’HTML dinamico un’eccezione, in quanto non vengono esposti nell’insieme “all” del documento. Cio’ significa che l’elemento OPTION viene esposto soltanto mediante il corrispondente elemento select di livello superiore.
A prescindere da questo discorso che riguarda piu’ direttamente HTML dinamico, nella pratica con l’elemento OPTION e’ possibile creare voci di scelta di diversi colori, come nell’esempio che segue:

Inizio modulo

Fine modulo

Visualizza il codice di questo esempio


L’elemento LABEL descrive e incorpora gli eventi intrinseci del form quando la pagina viene visualizzata da un browser a sintesi vocale. Le etichette possono essere implicite o esplicite, e risultano utili con caselle di controllo e pulsanti di opzione. Un’etichetta associata a un pulsante consente di selezionare e deselezionare lo stesso.

Seguendo questo principio si puo’ creare un modulo all’interno del quale un elemento TEXT, se selezionato, deseleziona gli elementi RADIO presenti nel form stesso. Nell’esempio che segue e’ necessario scegliere tra uno degli elementi da spuntare o la stringa bianca. Non e’ possibile, almeno in questo caso, effettuare una scelta doppia.

Inizio modulo

Javascript

HTML dinamico

Xml

Applet Java

Fine modulo

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HTML 4 ha introdotto i cosidetti “controlli disattivati”, che cioe’ non possono essere attivati o per i quali non e’ possibile modificare il contenuto. Vengono usati due attributi: DISABLED (impedisce che l’elemento riceva eventi) e READONLY (viene visualizzato quando il controllo e’ conforme al contesto ma i contenuti non sono modificabili).

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Effetti speciali su testo

Le proprieta’ relative ai font non si riferiscono al tipo di carattere (gia’ analizzato nella sezione “Attributi di stile per il testo”) ma al loro aspetto e taluni punti relativi al posizionamento.

Attributo letter-spacing
Letter-spacing stabilisce la distanza tra le singole lettere all’interno di un documento. I valori sono espressi in misure em. Si tratta di un’unita’ di misura pari alla grandezza della lettera m. Viene usata anche con decimali.

<DIV STYLE=”font-family:arial; letter-spacing:1em”>
HTML.it e’ il sito italiano piu’ visitato e autorevole sul Web publishing. Decine di tutorial, centinaia di Javascript, di applet Java, di demo per Dynamic HTML.
</DIV>

Attributo text-transform
Questo attributo permette di manipolare le minuscole e le maiuscole del testo grazie a tre parole chiave:

uppercase: rende maiuscole tutte le lettere dell’elemento:

<DIV STYLE=”font-family:arial; text-transform:uppercase”>
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</DIV>

capitalize: rende maiuscola solo la prima lettera di ogni parola:

<DIV STYLE=”font-family:arial; text-transform:capitalize”>
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</DIV>

lowercase: rende minuscole tutte le lettere dell’elemento:

<DIV STYLE=”font-family:arial; text-transform:lowercase”>
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</DIV>

Attributo text-align
Questo attributo ha la funzione di visualizzare il testo in quattro posizioni: left (sinistra), center (centrato), right (destra) e justify (giustificato).

<DIV STYLE=”font-family:arial; text-align: right”>
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</DIV>

Attributo text-indent
Questo attributo definisce la quantita’ di spazio (espressa in valori assoluti em o in pollici) aggiunta immeditamente prima della prima parola.

<DIV STYLE=”font-family:arial; text-indent: 5em”>
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</DIV>

Attributo line-height
L’attributo line-height definisce la distanza verticale tra le varie linee di testo. I valori sono espressi in percentuali o in unita’ assoluti em. Tali valori sono direttamente proporzionali alla grandezza del testo (font-size). Per cui, nell’esempio che segue, essendo il valore assoluto line-height impostato su 2 e il testo su 14px, la distanza sara 28px (14px * 2em).

<DIV STYLE=”font-family:arial; font-size:14px; width:400px; line-height: 2em”>
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</DIV>

Attributo list-style
La proprieta’ list-style consente di sostituire i punti elenco standard di HTML con immagini in formato GIF. E’ possibile applicare tali punti a tutto l’elenco o soltanto ad una parte di questo.

<style type=”text/css”>
UL { list-style-image:URL(punto.gif) }
</style>

Link senza sottolineatura
Da sempre i link testuali vengono visualizzati dai browser con una sottolineatura (underline) che ne ribadisce la funzione. Internet Explorer da’ la possibilita’ di eliminare tale sottolineatura agendo sulle proprieta’ del browser. Con i fogli di stile gli svilupattori hanno la possibilita’ di eliminare del tutto la sottolineatura attraverso un semplice codice da inserire tra i marcatori BODY del documento:

<style type=”text/css”>
A:link, A:visited { text-decoration: none }
</style>

Link sottolineato solo al passaggio del mouse
L’esempio visto in precedenza puo’ essere rielaborato per rendere le pagina piu’ accattivante. Fermo restando che i link non abbiano sottolineatura, e’ possibile che la ottengano solo quando il mouse vi passa sopra, grazie alle proprieta’ A:hover.

<style type=”text/css”>
A:link, A:visited { text-decoration: none }
A:hover { text-decoration: underline }
</style>

In riferimento all’ultimo esempio e’ possibile impostare il CSS per l’effetto contrario: i link sono sottolineati di default ma perdono la sottolineatura quando il mouse vi passa sopra:

<style type=”text/css”>
A:link, A:visited { text-decoration: underline }
A:hover { text-decoration: none }
</style>

Link cambiano colore al passaggio del mouse
Sfruttando ulteriormente la proprieta’ A:hover e’ possibile creare un effetto mediante il quale i link hanno un colore di default, che cambia quando il mouse vi passa sopra. Il colore puo’ essere impostato come parola chiave (red, green, blue ecc.) o come tripletta esadecimale.

<style type=”text/css”>
A:hover { color: red }
</style>

Link cambiano colore di sfondo al passaggio del mouse
Ancora la proprieta’ A:hover che di concerto con le proprieta’ di definizione del background genera un effetto molto interessante: quando il puntatore del mouse passa sul link, lo stesso si attiva con un colore di testo e di sfondo impostati.

<style type=”text/css”>
A:hover { color: white; background:blue }
</style>


Link cambia dimensione al testo quando attivato dal mouse
Ultimo esempio riguardante A:hover. Questa volta il testo viene ingrandito quando il mouse vi passa sopra.

<style type=”text/css”>
A:link { font-size: 15px }
A:visited { font-size: 15px }
A:hover { font-size: 16px }
</style>

I fogli di stile finora considerati sono incorporati, cioe’ posti tra i campi HEAD del documento e riferiti alla totalita’ degli elementi presenti nella pagina.
Esigenze particolari possono richiedere che soltanto per taluni link vengano attivati tali effetti. Se per esempio i link si vogliono sottolineati, tranne un unico elemento della pagina, si usano i fogli di stile in linea in questo modo:

<A STYLE=”text-decoration: none” HREF=”http://www.html.it”>VISITA HTML.it</A>

Una buona regola e’ quella di rendere omogenei gli effetti sui link per tutti i documenti del sito, adottando un metodo che permette un automatismo in questo senso. La soluzione ideale sono i fogli di stile esterni, all’interno dei quali vanno inseriti gli attributi di stile.

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Categorie: Manuale Css
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